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«E lei vuole parlare del metoo con Augias? Auguri!»: la battuta di Valeria Parrella che fa discutere

Premio Strega: Augias, il #metoo e la battuta di Valeria Parrella (che fa discutere sui social)

03/07/2020 14.16.00
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Premio Strega: Augias, il metoo e la battuta di Valeria Parrella (che fa discutere sui social)

Lo scambio della scrittrice con il conduttore su Augias durante la finale ha suscitato molte reazioni online. C’entra anche con il fatto che le donne vincono pochi premi letterari

Augias? Auguri!» ha detto ieri la scrittriceValeria Parrellaal conduttore Giorgio Zanchini durante la finale delloStrega, il più importante premio letterario italiano. È bastata una frase, pronunciata con il sorriso sulla bocca, per scatenare una valanga di reazioni sui social network, perché Parrella, in sestina con Almarina (Einaudi), — con una prontezza e una precisione pari solo alla sua gentilezza — ha messo il dito nella piaga di quello che stava succedendo durante la diretta. E che continua a succedere nel mondo letterario e nella società italiana. Zanchini infatti aveva appena introdotto il segmento successivo della trasmissione, in cui avrebbe parlato con il giornalista tv Corrado Augias «

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di cosa è cambiato in questi ultimissimi anni con il #metoo», premettendo però che sul tema «Valeria Parrella potrebbe tenerci per tutta la sera». Da lì il commento della scrittrice. Così Zanchini si è trovata sbandierata in faccia la contraddizione implicita nelle sue parole ed è corso ai ripari: «Dice perché fra uomini facciamo male a parlarne? Prometto che ne riparleremo anche con lei».

Non è ovviamente che gli uomini facciano male a parlarne: il problema è che per parlare di un movimento che ha sottolineato la necessità di riconoscere la voce e la credibilità delle donne il conduttore ha scelto un uomo, subito dopo aver premesso che l’unica donna lì presente avrebbe avuto molto da dire. E allora perché non sentire quello che aveva da dire? headtopics.com

Questo, anche se non sembra, c’entra tantissimo con un tema molto e da tempo dibattuto, che èla scarsa presenza femminile nei premi letterari. Alle donne si riconosce meno credibilità, anche quando hanno molto da dire, anche quando sono molto lette. Vendono, ma non vincono altrettanto i premi, ovvero i riconoscimenti che dovrebbero attestare la qualità di ciò che scrivono.

l’editoreLuigi Spagnol, da poco scomparso, rifletteva su tutto questo, partendo anche dallo Strega che nei trent’anni precedenti era andato quasi sempre agli uomini (da allora non è cambiato niente: considerando quello di ieri, assegnato aSandro Veronesi

, 29 dei 34 ultimi vincitori sono uomini). «È vero, si pubblicano tantissime donne, ma i loro libri vengono presi nella stessa considerazione con cui vengono presi i libri dei maschi? Riconosciamo, il mondo letterario e la società in generale riconoscono alle opere scritte dalle donne la stessa importanza che viene riconosciuta a quelle scritte dagli uomini? Siamo altrettanto pronti, per esempio, a considerare una scrittrice o uno scrittore dei capiscuola, ad accettare che una donna possa avere la stessa influenza di un uomo sulla storia della letteratura? D’istinto, la risposta che mi sono dato è: no, non lo siamo. Quanti scrittori maschi abbiamo sentito citare tra i loro maestri, tra gli autori a cui si ispirano o che li hanno maggiormente influenzati, delle donne? Sempre d’istinto, direi pochi» chiedeva Spagnol. E spiegava che tutto questo significa rifiutarsi di «leggere il mondo attraverso, anche attraverso, gli occhi di grandissime artiste che hanno l’unico difetto di appartenere a un sesso diverso dal nostro» e quindi «per noi maschi» rinunciare «alla possibilità di arricchire il nostro orizzonte culturale, di nutrire il nostro mondo interiore».

Quando valutiamo la qualità di un’opera applichiamo implicitamente un filtro di genere, anche se non lo sappiamo, perché siamo immersi in una cultura che da millenni attribuisce più importanza a quello che fanno, dicono, pensano gli uomini. Sempre nel 2016, sempre in tv, sempre headtopics.com

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