Cinque Terre, si baciano alla stazione: aggredita una coppia gay

Il branco in azione a Vernazza: ferito un uomo di 30 anni. Indagano i carabinieri

03/07/2020 14.38.00

Il branco in azione a Vernazza: ferito un uomo di 30 anni. Indagano i carabinieri.

Il branco in azione a Vernazza: ferito un uomo di 30 anni. Indagano i carabinieri

13:07LA SPEZIA. Sono stati aggrediti alla stazione ferroviaria di Vernazza solo perché si stavano scambiando qualche bacio. Il grave episodio è accaduto ieri attorno alle 16, a una coppia gay di Bologna (uno italiano e l'altro di origini macedone ma residente a Bologna da anni) che dopo una giornata di mare a Vernazza stava tornando alla Spezia.

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I due giovani trentenni, seduti sui gradini della scalinata della stazione ferroviaria, si stavano facendo i fatti loro e programmavano il rientro in città. A notarli un gruppo di quattro coetanei che, tra risatine sarcastiche, commenti e urla hanno iniziato a offenderli pesantemente con parolacce e insulti irripetibili.

Un'aggressione prima verbale violenta e inaspettata, nata dal branco, che ha spinto uno dei giovani del gruppo a raggiungere la coppia e a sferrare un pugno in volto ad uno dei due, colpendolo tra lo zigomo e l'orecchio destro. Ancora insulti, qualche schiaffo e gli aggressori si sono dileguati rapidamente salendo sul treno delle 16.16, che tutti stavano aspettando per raggiungere La Spezia. headtopics.com

Per cercare di acciuffarli le forze dell'ordine hanno controllato il convoglio e la stazione di Vernazza, così tra le 16.16 e le 17.20 il traffico ferroviario ha rallentato tra Monterosso e Corniglia. Come riferiscono le ferrovie un Intercity e cinque regionali hanno subito ritardi fino a 45 minuti.

I carabinieri di Monterosso hanno rapidamente raggiunto il paese e hanno ricostruito quanto accaduto, per arrivare a identificare il gruppo. Fortunatamente, il giovane che ha ricevuto il pugno in volto non è stato ferito gravemente ma in paese e nelle accoglienti Cinque Terre l'episodio ha lasciato l'amaro in bocca. Le indagini dei carabinieri sono in corso.

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Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

È certamente deplorevole il comportamento del gruppo però i due ragazzi potevano anche evitare di esprimersi così visibilmente, per i presenti poteva anche essere un atteggiamento di disagio del tutto gratuito. Un po’ di cervello non guasterebbe mai..!! Omofobi che picchiate coppie gay (da bravi vigliacchi non lo fate mai da soli) FATEVI UNA VITA!

L'ostentazione da' sempre fastidio, anche di coppie etero. Come hanno detto per qualcuno 'SE LA SONO CERCATA'

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Spese fasulle per la Curia in negozi e ristoranti, condannati cinque truffatori vercellesiDicevano di agire per conto della Curia di Vercelli, andavano in negozi e ristoranti dove si facevano dare la merce o consumavano lasciando il conto da pagare. In Tribunale ieri sono state condannate cinque persone sulle sei che erano a processo dopo un’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Vercelli nel 2017. Gli imputati erano tutti parenti tra loro e, a diverso titolo, dovevano rispondere di truffa e sostituzione di persona per episodi commessi nel capoluogo, a Olcenengo e nel Monferrato. Domenico Manzo è stato condannato in primo grado a un anno, due mesi e 15 giorni. Secondo le accuse era lui che contattava telefonicamente le vittime. Roberta Poppiti a otto mesi, Maria Rosa Manzo a cinque mesi con sospensione della condizionale, Anna Manzo e Stefano Poppiti entrambi a due mesi. E’ stata invece assolta Valentina Manzo, assistita dall'avvocato Davide Scarpa che assisteva anche Maria Rosa Manzo. Il legale ha sempre sostenuto l’estraneità di entrambe ai fatti. Farmacie, pasticcerie, una cartoleria, un agriturismo tra le attività prese di mira. Secondo l’accusa il meccanismo delle truffe era simile per i diversi episodi contestati. Iniziava tutto con una telefonata: c’era chi chiamava fingendosi un emissario della curia, presentandosi anche come sacerdote. Così venivano concordati acquisti: medicinali, libri, cibo per dei rinfreschi, che sarebbero stati ritirati in seguito. Quando ciò accadeva chi lo faceva si presentava come un collaboratore di chi aveva effettuate l’ordine. Ma il conto era lasciato da saldare alla curia. Non era mai stato sborsato un euro. Visto il dilagare delle lamentele da parte dei titolari dei negozi che non venivano pagati addirittura si era reso necessario, per prendere le distanze da quanto stava avvenendo, anche un appello della stessa Chiesa vercellese. Diverse le testimonianze in aula di negozianti e titolari di attività che hanno raccontato di come erano stati raggirati, perché si erano fidati viste le garanzie che si eran

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