Sicilia, tra Pachino e Capo Passero. La malìa della costa sud - iO Donna

Viaggio in Italia. Sicilia, l’irresistibile malìa della costa del Sud

07/06/2020 00.24.00

Viaggio in Italia. Sicilia, l’irresistibile malìa della costa del Sud

Tour nell'estrema punta dell'isola, più a Sud di Tunisi. Tra antiche tonnare e lunghe spiagge protette da dune, dove fioriscono i gigli di mare. Da non perdere una gita in mare con i pescatori. E la piazzetta-gioiello di Marzamemi

Sicilia. Capo Passero con l’isola delle Correnti sullo sfondo. (Getty Images)«La strada/si riempì di pomodori,/mezzogiorno,/estate,/la luce/si divide/in due/metà/di un pomodoro,/scorre/per le strade/il succo». L’inizio di Ode al pomodoro di Pablo Neruda, dalle parole succose, intrise di sole e vigore, sembra il preludio perfetto per immergersi in una terra assolata, in provincia di Siracusa, diventata territorio di elezione della baccarossa amata dallo scrittore cileno: Pachino, zona schiva al turismo di massa.

Salvini da Draghi per parlare di stato di emergenza e mascherine Mascherine, c'è l'ipotesi di toglierle all'aperto dal 15 luglio I Maneskin sul New York Times: 'Conquisteranno il mondo?'

È una Sicilia per intenditori, viaggiatori alla ricerca non del lusso ma di una hôtellerie più semplice, di atmosfere rilassate e di arenili non troppo affollati in cui si mischiano venti mediterranei e africani: dopotutto qui siamo nel lembo orientale più a Sud della regione. Fiore all’occhiello di questa terra sono le spiagge dorate affacciate su un mare declinato in tutte le varianti d’azzurro. Da

Pachinopaese, che diede i natali allo scrittore Vitaliano Brancati, la spiaggia più vicina è quella diMorghellaa quattro chilometri, ma basta aggiungerne altri tre per arrivare aPortopalo di Capo Passero, borgo di pescatori al di sotto del parallelo di Tunisi, dove svettano i resti dell’antica tonnara, affascinante sito di archeologia industriale. headtopics.com

Sulle barchette dei pescatoriPoco distante, dalla spiaggia diScalo Mandriepartono le barchette-navette dei pescatori che in un pugno di minuti conducono sull’Isola di Capo Passero, caratterizzata dalle rovine di una tonnara e del seicentesco castello-fortezza voluto dal viceré di Sicilia, Marcantonio Colonna. È una meraviglia da godersi soprattutto al mattino presto o nel tardo pomeriggio quando si svuota dai bagnanti.

Tra le dune dove fioriscono i gigli di mareProseguendo verso Sud, ecco l’Isola delle Correntitenuta al laccio dalla terraferma grazie a un istmo artificiale sulla cui estremità si erge un vecchio faro in disuso. Qui, il mare Ionio incontra il Mediterraneo in un abbraccio perpetuo di onde e vento. Infine, proseguendo verso ovest, si giunge alla bella e poco frequentata

spiaggia Punta delle Formiche, protetta da dune sulle quali fioriscono i candidi gigli di mare. Lunga circa 800 metri con sabbia fine e mare trasparente, è il posto migliore per godersi il tramonto. Una magia. Che continua con la passeggiata serale al borgo di

Marzamemi,tra la tonnara e i tavolini all’aperto di una piazzetta -gioiello.Marzamemi,le antiche case dei pescatori oggi in affitto ai turisti.Dove dormireLa Rosa dei VentiPortopalo di Capo Passero.Tre stelle in un antico casale ristrutturato, camere accoglienti e atmosfera familiare. Situato in collina, dispone di una enorme headtopics.com

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terrazza da cui si ammirano i tramonti sul mare. Doppia in b&b da 75 euro.booking.com/hotel/it/resort-la-rosa-deiventi.itB&B TorrefanoPortopalo di Capo Passero.In posizione panoramica a mezza costa con vista mare, struttura dalle forme squadrate che richiamano un’antica fortificazione erettanei dintorni. Con giardino e piscina. Doppia da 70 euro.

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Funivia Mottarone: incidente ripreso in video da telecamere sicurezza

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Santena, trova una busta per terra con 2000 euro e la consegna ai carabinieriEra stata persa da un commerciante: inutile la ricerca della donna che ha voluto mantenere l’anonimato.

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Nullaosta della Procura ai funerali della donna assassinata a colpi di pistola nel parcheggio dell’AuchanLa Procura di Cuneo ha concesso il nullaosta per i funerali di Mihaela Apostolides, 43 anni, cameriera e barista in night club del Cuneese, uccisa a colpi di pistola il 19 maggio, nel parcheggio dell’Auchan di Cuneo, dal militare fiorentino Francesco Borgheresi (41). Le esequie si svolgeranno a Bolintin-Deal, paese d’origine della donna in Romania, a una trentina di km dalla capitale Bucarest. La salma sarà trasferita in aereo non appena saranno riaperti i collegamenti tra i due Stati. Ad accompagnarla, le sorelle e gli amici, che in questo periodo hanno mantenuto i contatti con la madre e un fratello in Romania. Mihaela aveva raggiunto l’Italia e Saluzzo nel 2003 (lavorava al «Piper» di Verzuolo), dopo la separazione dal marito, residente sull’isola di Cipro e dal quale aveva ereditato anche il cognome, Apostolides. Con lui aveva avuto una figlia e nonostante la fine del matrimonio, erano rimasti in ottimi rapporti. Alla morte del padre la ragazza (oggi ventenne) era rimasta a Cipro con i nonni paterni e secondo le migliori amiche di Mihaela, era intenzionata a ricongiungersi con la mamma a Cuneo, per frequentare l’Università di Torino. Anche per questo motivo, già prima del lockdown, Mihaela aveva contattato alcune agenzie immobiliari del capoluogo. Ha cercato un alloggio in affitto anche il giorno dell’omicidio, insieme a Borgheresi, che l’aveva raggiunta la sera prima da Firenze e trascorso la notte con lei in un monolocale di via Savona a Borgo San Giuseppe di Cuneo, sopra il night club «Fantasy», dove la donna lavorava saltuariamente. Nell’appartamento abitava una delle sorelle di Mihaela, che era andata a vivere con lei a inizio marzo, per la fase uno dell’emergenza coronavirus. La vittima e Borgheresi si erano conosciuti nel 2014, quando lui era in servizio a Pinerolo. La lunga relazione era continuata tra alti e bassi, complicata anche dalla distanza, in seguito al trasferimento di Francesco a Firenze nel 2018. «Mi chiedeva soldi, tanti - ha dichiarato l’uo

Braghin, il condottiero della Pro nel 2012: “Tra due anni celebriamo al Piola l’impresa della B”«La mia Pro Vercelli, quella che andò in B, è stata la squadra perfetta». Non ha dubbi Maurizio Braghin, il condottiero dei ragazzi del 10 giugno, che nel 2012 riportò, dopo 64 anni d’attesa, la Pro in cadetteria. «Sono i giorni in cui la mente va a quelle settimane splendide di otto anni fa. Non può essere diversamente - dice l’ex allenatore bianco-. Abbiamo vissuto emozioni uniche, indelebili: siamo partiti per salvarci e alla fine abbiamo scritto la storia, centrando una promozione impensabile». La Pro, partita in sordina, fece l’impresa: «E c’è da dire che quel campionato era veramente tosto: c’erano degli squadroni, che a citarli ancora oggi, vengono i brividi. Un girone in verticale, di extraterrestri, con squadre del Sud come Avellino, Benevento, Taranto, Sorrento, Foggia, tal tifo caldo e dagli obiettivi alti. E’ stato un campionato strepitoso: sembrava già una B, pur essendo serie C. Nessuno a inizio stagione avrebbe scommesso un euro su di noi». Braghin si focalizza sui playoff, sulla cavalcata trionfale della Pro, più forte di tutti e tutto: «Tutto il campionato è stato bello, ma le ultime settimane sono state magiche. Noi entrammo nei playoff da quinti, con un punto in più sul Benevento. In pochi pensavano che potessimo andare avanti, invece siam finiti in B. E gli spareggi per noi sono stati tutt’altro che semplici». Braghin ricorda le espulsioni e gli infortuni: «E’ stato un cammino tutto in salita, e per questo ancora più emozionante. Al Piola contro il Taranto, dove vincemmo 2 a 1 all’ultimo minuto grazie alla doppietta di Espinal, finimmo 9 contro 11. Murante venne espulso, Rosso si infortunò e non avevo più cambi a disposizione. E sbagliammo anche un rigore. A Taranto, davanti a 10 mila persone che ci fischiavano contro, e con tutte le pressioni vissute nel pre gara, non concedemmo nulla ai nostri avversari: una partita perfetta, dove i pugliesi non riuscirono a farci un tiro in porta. E loro, per evitare il fallimento, avrebbero dovuto vincere a t

Visita al museo (all'aria aperta) della lavandaNel cuore del triangolo d'oro del Luberon, a due passi da Avignone, nel sud della Francia, i campi viola colorano l'orizzonte, riempiendo l'aria con il profumo della Provenza

«Nessuna regione ha un Rt sopra 1». I dati del monitoraggio del ministero della SaluteQuesto il risultato del monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio. Nessuna regione ha campionato tutta la sua popolazione Quindi pe' contaggià uno quanti ce ne vonno? Chiedo pe' Gallera errantThinker Il numero di tamponi eseguiti si sono drasticamente ridotti, se arrivano a farne zero, non c'è più contagio. Non possono più accusare il governo adesso che la responsabilità è delle regioni, se dovessero richiudere tutto.