Braghin, il condottiero della Pro nel 2012: “Tra due anni celebriamo al Piola l’impresa della B”

Braghin, il condottiero della Pro nel 2012: “Tra due anni celebriamo al Piola l’impresa della B”

05/06/2020 07.21.00

Braghin, il condottiero della Pro nel 2012: “Tra due anni celebriamo al Piola l’impresa della B”

«La mia Pro Vercelli, quella che andò in B, è stata la squadra perfetta». Non ha dubbi Maurizio Braghin, il condottiero dei ragazzi del 10 giugno, che nel 2012 riportò, dopo 64 anni d’attesa, la Pro in cadetteria. «Sono i giorni in cui la mente va a quelle settimane splendide di otto anni fa. Non può essere diversamente - dice l’ex allenatore bianco-. Abbiamo vissuto emozioni uniche, indelebili: siamo partiti per salvarci e alla fine abbiamo scritto la storia, centrando una promozione impensabile». La Pro, partita in sordina, fece l’impresa: «E c’è da dire che quel campionato era veramente tosto: c’erano degli squadroni, che a citarli ancora oggi, vengono i brividi. Un girone in verticale, di extraterrestri, con squadre del Sud come Avellino, Benevento, Taranto, Sorrento, Foggia, tal tifo caldo e dagli obiettivi alti. E’ stato un campionato strepitoso: sembrava già una B, pur essendo serie C. Nessuno a inizio stagione avrebbe scommesso un euro su di noi». Braghin si focalizza sui playoff, sulla cavalcata trionfale della Pro, più forte di tutti e tutto: «Tutto il campionato è stato bello, ma le ultime settimane sono state magiche. Noi entrammo nei playoff da quinti, con un punto in più sul Benevento. In pochi pensavano che potessimo andare avanti, invece siam finiti in B. E gli spareggi per noi sono stati tutt’altro che semplici». Braghin ricorda le espulsioni e gli infortuni: «E’ stato un cammino tutto in salita, e per questo ancora più emozionante. Al Piola contro il Taranto, dove vincemmo 2 a 1 all’ultimo minuto grazie alla doppietta di Espinal, finimmo 9 contro 11. Murante venne espulso, Rosso si infortunò e non avevo più cambi a disposizione. E sbagliammo anche un rigore. A Taranto, davanti a 10 mila persone che ci fischiavano contro, e con tutte le pressioni vissute nel pre gara, non concedemmo nulla ai nostri avversari: una partita perfetta, dove i pugliesi non riuscirono a farci un tiro in porta. E loro, per evitare il fallimento, avrebbero dovuto vincere a t

Raffaella LanzaRaffaella LanzaPubblicato il05 Giugno 2020«La mia Pro Vercelli, quella che andò in B, è stata la squadra perfetta». Non ha dubbi Maurizio Braghin, il condottiero dei ragazzi del 10 giugno, che nel 2012 riportò, dopo 64 anni d’attesa, la Pro in cadetteria. «Sono i giorni in cui la mente va a quelle settimane splendide di otto anni fa. Non può essere diversamente - dice l’ex allenatore bianco-. Abbiamo vissuto emozioni uniche, indelebili: siamo partiti per salvarci e alla fine abbiamo scritto la storia, centrando una promozione impensabile». La Pro, partita in sordina, fece l’impresa: «E c’è da dire che quel campionato era veramente tosto: c’erano degli squadroni, che a citarli ancora oggi, vengono i brividi. Un girone in verticale, di extraterrestri, con squadre del Sud come Avellino, Benevento, Taranto, Sorrento, Foggia, tal tifo caldo e dagli obiettivi alti. E’ stato un campionato strepitoso: sembrava già una B, pur essendo serie C. Nessuno a inizio stagione avrebbe scommesso un euro su di noi».

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Braghin si focalizza sui playoff, sulla cavalcata trionfale della Pro, più forte di tutti e tutto: «Tutto il campionato è stato bello, ma le ultime settimane sono state magiche. Noi entrammo nei playoff da quinti, con un punto in più sul Benevento. In pochi pensavano che potessimo andare avanti, invece siam finiti in B. E gli spareggi per noi sono stati tutt’altro che semplici». Braghin ricorda le espulsioni e gli infortuni: «E’ stato un cammino tutto in salita, e per questo ancora più emozionante. Al Piola contro il Taranto, dove vincemmo 2 a 1 all’ultimo minuto grazie alla doppietta di Espinal, finimmo 9 contro 11. Murante venne espulso, Rosso si infortunò e non avevo più cambi a disposizione. E sbagliammo anche un rigore. A Taranto, davanti a 10 mila persone che ci fischiavano contro, e con tutte le pressioni vissute nel pre gara, non concedemmo nulla ai nostri avversari: una partita perfetta, dove i pugliesi non riuscirono a farci un tiro in porta. E loro, per evitare il fallimento, avrebbero dovuto vincere a tutti i costi: sappiamo poi come è andata a finire. Contro il Carpi, nella finale d’andata, al Piola venne espulso Cancellotti e anche lì, fummo bravissimi a non lasciar spazio agli emiliani. Un pareggio a reti inviolate che ci permetteva di continuare a sognare. Poi a Modena completammo il capolavoro».

L’ex mister della Pro ricorda tutto di quella finale: «A un minuto dal fischio d’inizio eravamo già in svantaggio di un gol. Fu bravo Modolo a pareggiare poco dopo, al 3’, con un gran colpo di testa, lui che da difensore non segnava mai. Ecco, davanti a quella rete, ho capito che saremmo andati in B. Mi sono detto: “questo è l’anno giusto”, dopo che diverse volte avevo sfiorato la promozione. E credo che la mia espulsione, l’ennesima per la Pro negli spareggi promozione, quando mancavano dieci minuti dalla fine, diede la carica giusta ai ragazzi, tanto che Malatesta, con noi che eravamo sul 2-1, tre minuti dopo il mio cartellino rosso, mise in cassaforte la finale, segnando la rete della vittoria. Mi ricordo ancora l’esplosione di gioia della squadra, dei tifosi in curva. Quei fotogrammi sono nitidissimi nella mia mente. Riguardo spesso le foto e i video della promozione: è stata gioia pura per tutti». headtopics.com

Braghin sfoglia ancora l’album dei ricordi: «Quella Pro me la porto sempre nel cuore. Avevo una squadra di ottimi giocatori: di persone vere e genuine, dentro e fuori dal campo. Qualcuno di loro era con me già da diversi anni, altri erano giovani interessanti, alcuni dei quali, Iemmello su tutti, hanno fatto carriera. Mi piacerebbe però che questi ricordi, che anno dopo anno diventano sempre più storici, rivivessero in una grande festa tra due anni. Io ci sto già pensando e l’ho detto anche ai ragazzi: sarebbe bello, il 10 giugno del 2022 tornare tutti al Piola per ricordare quei momenti. Magari giocare una partita tra la Pro promossa in B e le altre mie Pro, chiamando magari Mirabelli, Bonomi e quei giocatori che hanno indossato con orgoglio la maglia bianca. Ne uscirebbe una festa bellissima: un amarcord che la città di Vercelli non si deve lasciar sfuggire».

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Grossi guida la Pro Vercelli nel torneo dei leoni che riporta in campo la serie C. Ma solo alla PlaystationIl campionato di serie C è ancora fermo, in attesa delle decisioni che il consiglio federale prenderà il prossimo 8 giugno, e la Pro Vercelli, per non far mancare l’agonismo ai suoi tifosi, scende in campo virtualmente alla Lions Cup, un torneo giocato tutto alla play station, che racchiude al suo interno società che hanno come unico comune denominatore il leone, chi nel simbolo e chi nel nome: «Durante il lockdown io e il mio staff, formato da Ivan Benedetto e Michele Balossino, ci siamo confrontati su questo progetto con altri colleghi - racconta il responsabile marketing e comunicazione della Pro Vincenzo La Marca -. L’e-sport ha grandi potenzialità: in alcuni Stati come Cina, Spagna e Giappone ha già conquistato una grande fetta di pubblico. Questo è il primo torneo di questo tipo in Italia». Otto team, ciascuno rappresentato da un proprio calciatore come player e divisi in due gironi, si sfidano a Fifa 20. Tutto in diretta su Twitch. Lorenzo Grossi è il portabandiera bianco: «Diciamo che sono quello che nello spogliatoio la cava meglio su questo fronte - racconta il giocatore -. Ho iniziato a giocare alla play station qualche anno fa, quando da Roma mi sono trasferito a Vercelli. La sera, per impegnare il tempo, giocavo a questi giochi. Fifa mi è sempre piaciuta. Non sono un esperto, non ci sto ore e ore attaccato, però mi diverto». L’altra sera Grossi ha giocato le prime due partite: andata e ritorno contro Tino Parisi della Sicula Leonzio: «Ho perso la prima sfida 4 a 5, mentre ho vinto la seconda 5-3. Ho avuto qualche problema di connessione, poi tutto è filato per il verso giusto». Stasera Grossi scende in campo contro Emanuele Esposito del Picerno alle 21,30. Domani doppia sfida con Sebastiano Longo del Potenza alla stessa ora. Il girone B è composto invece da Frosinone (Nicola Citro), Ravenna (Cristian Cauz), Vibonese (Gabriele Bernardotto),Viterbese (Giuseppe Scalera). Quindici le partite totali, tutte in diretta su Twitch (twitch.tv/lions_cup): la fase

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