Cina, Pierre Haski

Cina, Pierre Haski

La gestione autoritaria dell’epidemia di coronavirus da parte della Cina

Nel resto del mondo la natura della crisi è essenzialmente sanitaria, ma in Cina assume un significato decisamente politico. Leggi

18.2.2020

Nel resto del mondo la natura della crisi è essenzialmente sanitaria, ma in Cina assume un significato decisamente politico. L'articolo di Pierre Haski .

Nel resto del mondo la natura della crisi è essenzialmente sanitaria, ma in Cina assume un significato decisamente politico. Leggi

Dall’inizio dell’epidemia di coronavirus i commenti sulla gestione della crisi da parte del governo cinese sono stati contrastanti: da una parte quelli che ammirano la capacità di Pechino di isolare città con milioni d’abitanti, costruire un ospedale in pochi giorni e mobilitare un numero di volontari impensabile in qualsiasi altra parte del mondo; dall’altra quelli che criticano l’autoritarismo, denunciano l’incuria iniziale che ha permesso al virus di diffondersi e sottolineano la censura che impedisce la circolazione delle informazioni e delle critiche.

Il rovescio della medaglia autoritaria è la concezione verticale del potere, che si ritrova nel giro di vite repressivo in corsoOggi due personaggi storici sono messi a tacere in Cina, e la loro sorte dimostra che Pechino non ha alcuna intenzione di accettare le richieste di una maggiore libertà d’espressione scaturite dal decesso del medico di Wuhan.

A quanto pare i vecchi riflessi sono duri a morire, e Pechino non intende imparare la lezione della tragedia di Wuhan in materia di trasparenza. Allora forse è il caso di riflettere prima di tessere le lodi dell’autoritarismo cinese nella lotta contro l’epidemia.



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Fca riduce la C02 e rafforza il polo di Torino nel segno del green - La StampaTORINO. Mirafiori cambia volto e si prepara a nuovi investimenti per la sostenibilità, oltre all'assunzione di un centinaio di figure professionali specializzate. Fca, infatti, installerà Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici per una superficie di 150 mila metri quadrati in grado di produrre 15 MW di elettricità, contribuendo alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tons di CO2 e fornendo energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Il progetto relativo ai tetti sarà svolto in partnership con Edison mentre quello dei parcheggi sarà realizzato in cooperazione con Engie. In particolare, per la copertura dei pannelli fotovoltaici realizzata da Edison saranno interessate le storiche Officine 64, 71 e 72, l’Assembly Center delle Carrozzerie e l’RG Center nei pressi della pista di prova di Mirafiori. Per quanto riguarda Engie, il progetto prevede la realizzazione di pensiline fotovoltaiche sul parcheggio V2G in corso di realizzazione a Mirafiori e consentiranno a Fca di approvvigionarsi di energia verde prodotta nell’impianto e di avere importanti benefici sul fronte della sostenibilità. Inoltre verranno installate 850 colonnine di ricarica nell’intero polo di Torino e in particolare, 750 punti di ricarica saranno destinati ai parcheggi dipendenti. Prosegue poi il piano per la produzione dei nuovi modelli elettrici. Sono state completate le linee di produzione della Fiat 500 BEV ed è già stata avviata la realizzazione delle vetture pre-serie in vista dell’inizio della produzione previsto nel prossimo mese di giugno. Per Maserati Ghibli è avviata la produzione con motorizzazioni ibride. È in corso, invece il restyling per Maserati Quattroporte e Levante: l’obiettivo è di iniziare la produzione nel prossimo mese di luglio. Per quanto riguarda le nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio, infine, sono stati lanciati gli investimenti per la produzione a Mirafiori, incluse motorizzazioni full-electric. In totale, gli inves

Nel piano di Ubi Banca 2.030 esuberi e la chiusura di 175 filiali - La StampaMILANO. Il piano industriale di Ubi Banca prevede la riduzione di personale per circa 2.030 risorse, incluse le circa 300 persone oggetto dell'accordo sindacale del dicembre 2019, il cui costo è già stato spesato nei risultati dello scorso esercizio, garantendo tuttavia un parziale ricambio generazionale. Lo si legge nella nota che annuncia il nuovo piano di Ubi Banca. Il piano prevede la chiusura di 175 filiali mentre gli sportelli full cash saranno ridotti del 35%. Nel 2022 utile a 665 milioni, il 40% in cedole Ubi Banca prevede di realizzare 665 milioni di euro di utile netto nel 2022 e di mantenere nell'arco del piano industriale un pay-out medio (percentuale di utile destinata a dividendo) del 40%, coerente con il mantenimento di un indice di solidità patrimoniale Cet1 ratio del 12,5% a fine anno. La banca si riserva di poter aumentare il dividendo nel 2022 in caso di Cet1 ratio superiore al 12,5%. E' quanto prevede il nuovo piano industriale di Ubi Banca. A perché stiamo chiudendo le banche? Tutta la nostra periferia è un susseguirsi di chiusure. Why? Ci stiamo impoverendo più della media? Che pasa?

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