L’auto fa da sola, ma solo un po’ - La Stampa

Quello che non sappiamo della mobilità del futuro. Pavone: i software sono imperfetti è sufficiente un ciclista per confonderli

06/11/2019 10.06.00

Quello che non sappiamo della mobilità del futuro. Pavone: i software sono imperfetti è sufficiente un ciclista per confonderli.

Quello che non sappiamo della mobilità del futuro. Pavone: i software sono imperfetti è sufficiente un ciclista per confonderli

L’auto fa da sola, ma solo un po’Quello che non sappiamo della mobilità del futuro.  Pavone: i software sono imperfetti è sufficiente un ciclista per confonderliAsteroidi e strade terrestri: due habitat sfidanti per i futuri veicoli robotizzati

'La Chiesa dovrebbe abbracciare i gay, invece non li vuole liberi. E ora Francesco sembra un po' Pio IX' Il Fatto di Domani del 22 Giugno 2021 - Il Fatto Quotidiano Europei 2021, Juve e Barcellona per le differenze: loghi arcobaleno

gabriele beccariaPubblicato il06 Novembre 2019Auto a guida autonoma, che confusione. Dov’è la verità e dove si spalanca la fantascienza? «C’era chi si aspettava i taxi urbani robotizzati già nel 2019 e tuttavia non è stato così. E prima di vedere veicoli che “navigano” in totale autonomia senza alcun tipo di limitazione ci vorrà, secondo le mie previsioni, almeno un decennio».

Marco Pavone è un super-ingegnere alla Stanford University, in uno dei luoghi simbolici della Silicon Valley. Professore di aeronautica e astronautica, dirige un laboratorio che si chiama «Autonomous Systems Laboratory» ed è co-direttore del «Center for Automotive Research at Stanford». Considerato tra i maggiori esperti del fascinoso e controverso settore delle auto robotizzate, non perde tempo a spiegare che tra i desideri e la realtà esiste un territorio di confine. Ed è quello in cui dobbiamo inoltrarci, se vogliamo cambiare i concetti di mobilità e alcune tra le caratteristiche di città e metropoli. headtopics.com

«Siamo in un’era che ricorda quella dei fratelli Wright con i primi aeroplani. Non possiamo pensare di realizzare immediatamente i jet per le trasvolate atlantiche. Ci vorrà una lunga transizione». E sottolinea che la conoscenza delle cose - e le tecnologie disponibili -

suggeriscono un approccio più morbido. Cancellando, almeno per il momento, la visione di strade e autostrade con file ordinatissime di veicoli «smart» (con passeggeri preoccupati di vincere la noia), «penso invece ad applicazioni specifiche, più immediatamente fattibili: per esempio autobus a velocità limitata e altri mezzi destinati a persone e merci per destinazioni controllate, dagli aeroporti alle industrie. E’ la filosofia dei domini operativi».

Ma gli scenari sono pur sempre scenari. L’auto a guida autonoma - dirà sabato 9 novembre al Festival della Tecnologia - ha tanti «players» in competizione e le possibilità che si stanno testando sono a largo raggio, in direzioni diverse. Il marchio più celebre, Tesla, punta all’ibrido, mentre Mercedes e Bmw a sistemi avanzati di assistenza alla guida. E Toyota crede nella formula del «guardian angel», l’angelo custode. «Tesla - osserva Pavone - pensa a un’auto in cui l’essere umano dev’essere pronto a entrare in azione in condizioni di emergenza, ma, conoscendo i tempi della nostra reattività, mi sembra una prospettiva che richiede cautela». Non meno complessa- aggiunge - ma affascinante «è l’idea made in Japan di avere a bordo un computer che può prendere il controllo in modo graduale: «Le esperienze dell’industria aeronautica dimostrano che si tratta di un passaggio difficile. A volte si finisce per litigare pericolosamente con i software». Di realizzazione più semplice, semmai, è l’approccio con sistemi avanzati di assistenza alla guida, ma, appunto, in questo caso l’auto che fa tutto da sola appare ancora un miraggio.

Se le opzioni disegnano un quadro continuamente mutevole, due questioni si confrontano. «Una è molto discussa, e tuttavia poco rilevante, e l’altra è meno popolare, eppure essenziale». La prima è l’etica, la seconda l’interazione con gli umani. «La possibilità, così spesso evocata, di dover andare a sbattere contro un albero, uccidendo il passeggero, per evitare un pedone, è un evento estremamente raro, quasi ipotetico. Più critica, semmai, è la capacità di muoversi efficacemente in un contesto di passanti, ciclisti e guidatori: la difficoltà, per l’IA, l’Intelligenza Artificiale, di decifrarne decisioni e movimenti - dice Pavone - fa sì che, oggi, la sicurezza vada a discapito dell’efficienza. A un incrocio affollato l’auto-robot rischia di stare ferma più del dovuto, mancando di quell’abilità di analisi istantanea delle situazioni che caratterizza gli esseri umani». Basterà un ragazzino in bici a mandare in tilt algoritmi iper-prudenti? headtopics.com

Zan: «Sono incredulo, è un’ingerenza senza precedenti» Stop alle mascherine all'aperto dal 28, Speranza firma l'ordinanza - Salute & Benessere Un mese alle Olimpiadi: le paure dei giapponesi, i sogni degli italiani. Il podcast

Intanto si affaccia un ulteriore problema. «E’ di verifica e validazione. Non siamo ancora in grado di certificare i software per sistemi altamente autonomi, stabilendo quelli corretti. Quali saranno i parametri indispensabili o per quanti chilometri dovranno essere testati? Ecco perché c’è chi immagina di creare un’agenzia dedicata, sul modello della Federal Aviation Administration per l’aeronautica». E’ a questo punto che Pavone spiega come l’IA, al momento, non sia così intelligente come vorremmo: «Intelligenza è saper generalizzare. Ma i software non arrivano a questo livello di sofisticazione».

Muoversi significa prendere una miriade di decisioni, valutando tante variabili. E allora l’addestramento in progress sulla Terra diventa utile per immaginare come comportarsi al di là del Pianeta. «In aggiunta al mio lavoro sulle auto a guida autonoma, studio con la Nasa ambienti estremi: comete e asteroidi e i mezzi per esplorarli». Là i robot dovranno essere creativi

Leggi di più: La Stampa »

Cos'è il certificato europeo Covid e come funziona. VIDEO - Sky TG24

Guarda Cos'è il certificato europeo Covid e come funziona su Sky Video - Sky TG24

Dietro la Ferrante, la lezione di Calvino.Lagioia: “Concilia bene complessità e leggibilità” - La StampaLo scrittore e direttore del Salone del libro guiderà domani a Torino la serata dedicata al nuovo libro dell’autrice misteriosa, in uscita giovedì

A Torino la prima carrozzella intelligente che migliora l’autonomia di chi la usa - La StampaTORINO. Si chiama A.L.B.A. ed è la prima carrozzella intelligente che migliora l’autonomia di quanti ne fanno uso: oggi la presentazione presso il presidio San Camillo di Torino, centro convenzionato specializzato nella riabilitazione. Parliamo di un sistema a supporto degli spostamenti del paziente che integra le migliori tecnologie provenienti dal mondo delle macchine a guida autonoma e della robotica. Dove per pazienti si intendono non solo i grandi disabili ma anche gli anziani, ormai una costante in una regione e in un Paese che invecchiano rapidamente. Tecnologia applicata Non a caso, la carrozzina di nuova concezione nasce dalla collaborazione tra aziende leader nei rispettivi settori: Presidio Sanitario San Camillo Moschini, Teoresi, Amazon Alexa, STMicroelectronics, United Technologies Research Center, OTIS, Torino Wireless, R.Zenti, TwinPixel. Nuova frontiera Grazie al nuovo apparecchio il paziente può muoversi in maniera convenzionale oppure autonoma sfruttando strumenti evoluti come i comandi vocali o da remoto. Non solo: A.L.B.A. interagisce con le infrastrutture e può spostarsi tra i piani dell’edificio comunicando direttamente con gli ascensori. Insomma: un sistema in grado di rivoluzionare la vita del paziente.

La fuga delle ragazze da Informatica: “Colpa della crisi e degli stereotipi” - La StampaSono solo il 12% degli iscritti al dipartimento universitario. Negli Anni Ottanta la quota era del 50%. Che analisi ! Quindi se mia figlia non si iscriverà a informatica è perché le ho regalato una Barbie quando aveva otto anni ? A mia figlia ho regalato molte Barbie quando era piccola; è iscritta ad Informatica e le piace anche molto!

La maestosità dei gatti della foresta norvegese - La StampaSämpy è un gatto domestico di 6 anni e non è di razza, anche se sembra un gatto della foresta norvegese. Elmeri è grigio, ha 11 anni ed è anche lui un gatto domestico. Hiski, il più grande di tutti, senza zampe bianche, è effettivamente un incrocio di gatto della ... fulviocerutti Io al posto di vfeltri me ne prenderei almeno due.Questi sì che sono signor 'gatti' fulviocerutti maestosi anche i gatti Italiani😉 fulviocerutti MaluVuolo

Serie A, Mediapro fa l’offerta: entra nel vivo la partita per i diritti tv - La StampaSky e Dazn vedono la Lega. L’ad De Siervo: porteremo la proposta in assemblea entro fine mese Spezzatino diritti sempre più odioso

Baudelaire, scoperta la quartina perduta - La StampaIn un’edizione originale dei “Fiori del Male” spuntano quattro versi aggiunti a mano dall’autore, che concludono la “scandalosa” poesia Les bijoux: una di quelle censurate perché immorali nel famoso processo del 1857.