Inps, Di Maio annuncia 5mila nuove assunzioni

04/07/2019 14.07.00

3.500 saranno i nuovi assunti all'Inps. Duemila arriveranno per concorso

"Oltre 5000 assunzioni all'INPS! Le annuncerò insieme al presidente Pasquale Tridico questo pomeriggio a Roma e in diretta Facebook", ha scritto Di Maio. Leggi di più: Rainews »

Siparietto Draghi-Casellati: 'Forse la presidente mi ha tolto parola' - Italia

Lei: 'Non mi permetterei' (ANSA)

Ma la spending review che fine ha fatto.?Prima si dovevano tagliare posti e ora si devono assumere? tradotto in italiano comprensibile = 5000 licenziamenti. Ma se hanno abolito la povertà, a checazz’ serve assumere gente?

Autostrade, la tentazione di Di Maio sulla trattativa - Il Fatto QuotidianoL’intervista della mattina gli era uscita un po’ così, ambigua. Così in giornata Luigi Di Maio ha dovuto ribadire la linea su Autostrade, con un post: “Ci sono tutti i presupposti per la risoluzione unitalerale della convenzione. Il Partito dei Benetton non ci fa paura”. Una precisazione, chissà se vera o puramente tattica, rispetto alla … cercare di trovare una soluzione ricordando che ci sono i presupposti per una revoca ..non significa corrreggere quel che si è detto.... marcotravaglio Spero non cali le braghe, sarebbe umiliante marcotravaglio Quando gli italiani vedranno le tariffe autostradali aumentare come prima e magari qualche ponte ancora crollare è meglio che abbiano ben chiaro chi è responsabile e non che i 5s sono stati complici. Auguro a Di Maio di riflettere bene

Per l’emergenza climatica nel 2050 ben 135 milioni di persone si aggiungeranno al popolo dei migranti economici - La StampaGentile Giovannini, a proposito di clima: nessuno parla con sufficiente enfasi del catastrofico aumento della popolazione. Più gente ci sarà nel mondo e più inquinamento, più consumo di risorse e di territorio, più distruzione di biodiversità ci saranno. Vareno Boreatti Egregio Roberto,vorrei sottoporle due domande che ultimamente mi faccio spesso. La prima: ogni volta che si parla di emergenza climatica i politici spargono fiumi di retorica e belle parole. Ma come mai, invece, quando si tratta di fare i fatti, sono tutti così parchi di azioni concrete in grado di dare risultati? La seconda questione che vorrei porle riguarda i migranti, di cui si parla tantissimo sui giornali e in televisione, e non solo. Si fanno tante polemiche per l’arrivo di quaranta o cinquanta poveracci venuti in Italia a cercare fortuna a bordo di un barcone. Ma da quello che sappiamo, oggi su questo pianeta siamo quasi otto miliardi di esseri umani, tutti in corsa per sopravvivere o per migliorare il proprio tenore di vita. Tra un po’ di anni saremo dieci miliardi. E tutti gli esperti avvertono che quando cominceranno i disastri climatici (quando cominceranno, e non se, perché è chiaro a tutti che certe cose saranno inevitabili) centinaia e centinaia di milioni di disperati cercheranno di scappare per approdare in qualche luogo del mondo più sicuro. Altro che gommoni, barconi, quando succederà! Come si fa a far finta di niente di fronte a questa preoccupante prospettiva? Che si può fare?Lei che ne pensa? Francesco Canzio Gentili lettori,il tema dell’equilibrio tra popolazione e risorse disponibili c’è: siamo 7,7 miliardi oggi, 9,7 miliardi nel 2050, 11 miliardi nel 2100. E se ora consumiamo 1,5 volte le risorse ambientali esistenti sulla Terra, è facile prevedere guai, tanto più che si stima che nel 2050 ben 135 milioni di persone (86 milioni in Africa) per l’emergenza climatica si aggiungeranno al popolo dei migranti «economici». Non è detto che tutti vogliano venire qui. Ma è certissimo c

Vercelli, il talento letterario di Primo Levi debuttò sul settimanale del Pci - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoVERCELLI. La prima storia è famosa: Einaudi che rifiuta il manoscritto di «Se questo è un uomo», futuro best-seller mondiale. È il 1946 e Primo Levi ci resta male. Dovrà ripiegare su una casa minore, De Silva di Torino, illuminata dal faro di Franco Antonicelli. L’altra storia, meno famosa, è che prima che il libro uscisse è stata Vercelli a lanciare Levi come scrittore. Prima con la poesia «Buna Lager», nel giugno 1946. E poi con quelli che sarebbero stati i primi 5 capitoli di «Se questo è un uomo». Uscì tutto sull’«Amico del popolo», il settimanale della Federazione comunista di Vercelli. Per puro caso: a dirigere il Pci locale fu mandato il torinese Silvio Ortona, nome di battaglia «Lungo», ex partigiano e amico di Levi, di cui aveva sposato la cugina Ada Della Torre. Sicuramente ambiva a un debutto più nobile uno dei più grandi autori del Novecento e nato un secolo fa, il 31 luglio 1919. Ma aveva troppo bisogno di raccontare l’inferno dei lager. Dopo il rientro da Auschwitz nell’autunno 1945 frequentò molto Vercelli, dove s’erano trasferiti gli Ortona. A loro, un giorno, mostrò una poesia. Era «Buna Lager», e Silvio Ortona gliela pubblicò. A quanto risulta, è il primo testo di Levi dato alle stampe. La lirica era dedicata alla fabbrica di gomma Buna, che doveva nascere ad Auschwitz e alla quale lavorò anche Levi, con centinaia di altri schiavi. Nel marzo 1947, «Lungo» annunciò sull’«Amico del popolo» una nuova serie di brani, li definì «passi di un libro di prossima pubblicazione». L’ultimo dei 5 capitoli si chiamava «L’incidente», e comprendeva la poesia «Salmo», forse il brano più famoso di Levi: «Voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case, / considerate se questo è un uomo...». Fu un pubblico di militanti comunisti di provincia, a giudicare quel capolavoro. Antonicelli credeva nel libro, che uscirà nell’ottobre ’47 vendendo poco. Einaudi rimedierà nel ’58 al gran rifiuto pubblicando «Se questo è un uomo» nei Saggi. Da quando è nel catalogo dello Struz

Indagato il procuratore di TarantoCapristo accusato di abuso di ufficioIl magistrato è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Messina L’inchiesta è sul presunto complotto contro l’Eni. All’epoca guidava la Procura di Trani

False polizze online: oscurati oltre 200 siti webGli utenti, convinti di sottoscrivere assicurazioni  vantaggiose per le proprie auto, le proprie case o le proprie  barche, si sono in realtà ritrovati senza alcuna copertura  assicurativa. E' quanto capitava  a centinaia di persone finite nella trappola digitale di  oltre 200 siti truffa, finiti nel mirino del Nucleo Speciale  Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza  che sta eseguendo, in queste ore, provvedimenti di  perquisizione locale, informatica e conseguente sequestro nei  confronti di persone fisiche responsabili di truffe online,  con le quali sono stati raggirati centinaia di cittadini ai  quali sono state vendute delle false polizze assicurative. L'indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica di  Milano, Francesco Greco e coordinata dal Procuratore  Aggiunto, Eugenio Fusco e dal sostituto procuratore Christian  Barilli, ha consentito di individuare e di oscurare  complessivamente 222 siti che proponevano assicurazioni  online, contravvenendo alle prescrizioni imposte dal Codice  delle assicurazioni private. Il modus operandi, comune a gran parte dei portali  individuati ed utilizzato per trarre in inganno gli utenti  che si imbattevano nei siti Internet, prevedeva l'utilizzo  indebito dei loghi delle più note compagnie di assicurazione  operanti in Italia e l'indicazione di un numero RUI (Registro  Unico degli Intermediari assicurativi) contraffatto,  funzionale al raggiro. L'attività investigativa, realizzata con la collaborazione  attiva dell'Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle  Assicurazioni), oltre all'oscuramento dei portali Web, ha  permesso di identificare 74 persone fisiche e di eseguire  perquisizioni nei confronti dei soggetti ritenuti  responsabili del reato di esercizio abusivo dell'attivita' di  intermediazione assicurativa e truffa aggravata.

Libia, bombardato centro di detenzione: è strage di migrantiE’ di almeno 40 morti e 80 feriti il bilancio del raid aereo che nella tarda serata di ieri ha preso di mira un centro di detenzione nei pressi di Tajura. E noi lo definiamo porto sicuro... Ma chi lo ha bombardato? Salvini & Meloni oggi brindano?Libia Migranti