I cartelli annunciano l’apertura del locale, ma i titolari: “Non li abbiamo messi noi”

Giallo a Valenza sulla comparsa di volantini di adesione alla protesta dei ristoratori

16/01/2021 12.24.00

I cartelli annunciano l’apertura del locale, ma i titolari: “Non li abbiamo messi noi”

Giallo a Valenza sulla comparsa di volantini di adesione alla protesta dei ristoratori

Pubblicato il16 Gennaio 2021«Quando l’ingiustizia diventa legge avere coraggio diventa un dovere #ioapro». Il cartello campeggiava fin dal mattino sulle vetrine della pasticceria Roberta di via Piemonte. «Non l’abbiamo messo noi -dice Alessia, una delle due socie della pasticceria- però non lo abbiamo tolto». Una parziale condivisione con il movimento #ioapro che a livello nazionale ha convinto alcuni a sfidare la legge, anche a rischio di beccarsi una multa salata e magari la chiusura del locale? Alessia non si pronuncia, però dopo le 18 il bar/pasticceria è chiuso. Come lei tanti altri locali di Valenza, soprattutto i bar,mentre le luci accese e i forni a pieno ritmo funzionano nelle pizzerie dove si può ancora consegnare con l’asporto. Da Achille all’angolo di piazza Gramsci qualche cliente attende fuori mentre i pizzaioli lavorano «avremmo voluto aderire alla protesta - dice il titolare- ma perché fosse una protesta si doveva aderire in tanti. Farlo da soli non avrebbe avuto senso anche se le spese ci sono e bisognerà pagarle».

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Ai carabinieri quel cartello «ribelle» non è sfuggito e ieri mattina, guidati dal comandante Cosimo Cicero hanno visitato alcuni bar, pizzerie o pasticcerie dove avevano fatto la loro comparsa i misteriosi cartelli. Già mesi addietro un incognito attacchino aveva approfittato dell’oscurità della notte per applicare alle vetrine dei commercianti dei corso Garibaldi biglietti con la scritta «Io apro».

Nessuno sapeva chi li aveva applicati, ma non sono stati tolti, la protesta era poi culminata in una dimostrazione pubblica dei negozianti arrivati sotto al Comune a chiedere aiuto al sindaco Maurizio Oddone, pure lui commerciante.«Noi non li abbiamo tolti - dice il comandante Cicero - ma abbiamo chiesto ai commercianti se avrebbero aderito all’iniziativa tenendo aperto. Onestamente nessuno di loro ci ha dato una risposta positiva. Il rischio non è solo quello di una multa salata da 400 a 3000 euro, ma la chiusura del locale per cinque giorni, prolungabile fino a trenta». headtopics.com

La pensano allo stesso modo Sabrina e Maddalena dietro al banco del centralissimo Bar Principe. «Siamo aperti, ma solo per consumazioni all’esterno».Franco Stanchi, presidente dell’associazione commercianti «L’oro dal Po al Monferrato» ha provato a tastare il polso dei suoi associati. «Qualcuno sarebbe anche stato dell’idea di aderire alla protesta - dice - ma la maggior parte si è pronunciata per il no e anch’io ho fatto un po’ da pompiere, dicendo che si sarebbe andati contro la legge. Insomma abbiamo deciso di starcene tranquilli».

Al Mulino di Bruno dopo le venti i dipendenti sono ancora al lavoro, ma il locale è vuoto, con un dolce aroma di dolciumi e di caffè. Chiusi «Il barattolo» nella zona industriale e Carpe Diem a poca distanza dal Mulino di Bruno, così come il centrale Bar Dante. Ma il profumo di pizza appena sfornata riempie piazza Gramsci dalla vicina pizzeria «Cuore di Napoli».

Il locale è piuttosto piccolo, e due avventori sono appena fuori dal locale, seduti sui gradini ad attendere le loro pizze, ma solo da asporto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Leggi di più: La Stampa »

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