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FREE ZONE. Per anni la possibilità di essere sempre connessi è stata vista come una forma di progresso. Ma ora le persone hanno cominciato ad ammalarsi per l’elettromagnetismo. E le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato

16/07/2019 06.18.00
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FREE ZONE. Per anni la possibilità di essere sempre connessi è stata vista come una forma di progresso. Ma ora le persone hanno cominciato ad ammalarsi per l’elettromagnetismo. E le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato.

FREE ZONE. Per anni la possibilità di essere sempre connessi è stata vista come una forma di progresso. Ma ora le persone hanno cominciato ad ammalarsi per l’elettromagnetismo. E le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato

Davide Mazzocco15 Luglio 2019Per anni la possibilità di essere connessi sempre e ovunque è stata raccontata come la favola bella del progresso, capace di renderci reperibili 24/7 e di minimizzare o annullare del tutto i tempi morti dalle nostre vite. Oggi sappiamo come la reperibilità sia diventata frequentemente controllo, e come la sparizione della noia abbia portato a una serie di patologie dovute alla

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dipendenza da Internet. Ma fra gli effetti di una Rete sempre più diffusa e capillare non vi sono solamente i disturbi del comportamento, dell’attenzione e del sonno: sono sempre di più, infatti,le persone che si ammalano per l’elettromagnetismo

. Se si osserva la mappa globale della copertura Internet si nota come il nero della Rete si stia progressivamente “mangiando” il bianco del mondo disconnesso. In Europa resistono alcune aree alpine, appenniniche e pirenaiche, le aree montane dell’ex Jugoslavia e dei Carpazi, headtopics.com

per il resto Internet arriva praticamente ovunque. Argentina, Amazzonia, Alaska, Canada, Sahara, Africa Centro Orientale, Australia, Indonesia, Tibet, Siberia e Mongolia restano da colonizzare, ma sembra essere soltanto questione di tempo.Riguardo all’imminente attivazione del 5G, propedeutico alla rivoluzione dell’Internet delle Cose, non tutti sono allineati al coro dei tecnottimisti. A margine della proiezione del

documentario Ubiquityavvenuta a Cinemambiente, Paolo Orio ha sottolineato come sia il sistema legislativo che quello sanitario siano refrattari a raccogliere le istanze provenienti dall’Associazione Italiana Elettrosensibilida lui presieduta:“In Italia si stima che i soggetti elettrosensibili siano circa 1,8 milioni

eppure non esiste ancora un riconoscimento della malattia, anche a causa degli enormi interessi economici in gioco”. La sintomatologia dell’elettrosensibilità è piuttosto eterogenea: dai vuoti di memoria all’insonnia, dalle emicranie alle eruzioni cutanee. Secondo gli studi più recenti l’età in cui si manifestano i sintomi dell’elettrosensibilità si sta abbassando drasticamente.

“Le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato– ha spiegato Paolo Orio -, anche in considerazione del fatto chein Italia passeremo da 70mila a un milione di antenne distribuite sul territorio nazionale”. Mentre l’Associazione Italiana Elettrosensibili continua a battersi politicamente con interpellanze e mozioni in parlamento, Céline Fremault, ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles, headtopics.com

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ha bloccato la sperimentazione del 5G nella capitale belga. Sia in Belgio che in Francia alcune amministrazioni locali hanno deciso di allontanare i ripetitori dalle scuole e dagli edifici pubblici. Dal punto di vista legislativo,la Svezia è stato il primo paese a riconoscere l’elettrosensibilità

come una disabilità e a prevedere un sussidio per i soggetti ammalatisi.Per le persone maggiormente sensibili alle onde elettromagnetiche diventa impossibile studiare, lavorare e spostarsi in ambienti sempre più saturi di onde elettromagnetiche

. Alcuni ammalati decidono di allontanarsi dai centri urbani e mettersi alla ricerca di quelle che sono vere e proprie oasi della disconnessione. Negli Stati Uniti una comunità di elettrosensibili si è aggregata in prossimità della U.S. National Radio Quiet Zone, una zona di 13mila miglia quadrate nella quale la maggior parte delle onde elettromagnetiche sono bandite per ridurre al minimo le interferenze con il National Radio Astronomy Observatory, il più grande radiotelescopio orientabile del mondo.

Per venire incontro a tutti coloro che devono fare quotidianamente i conti con l’EHS (Electromagnetic HyperSensitivity)è stata realizzata un’applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone che segnala, con la modalità VR, i network digitali che si trovano nei paragg headtopics.com

i. È anche possibile visualizzare una mappa in cui sono evidenziate le free zone in cui la connessione è assente. Ricordate la pubblicità di una ventina d’anni fa che osannava la pervasività della copertura di Rete chiudendo con un ottimistico “tutto intorno a te”? Messo alle spalle il tecnottimismo del web 1.0, nel mondo che galoppa verso il 5G crescono i dissidenti, quelli che vogliono stare nel mondo oltre la Rete. 

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