Ducati, Ducati, Storia Ducati, Fabio Taglioni, Motore Desmodromico, Motore Desmo

Ducati, Ducati

Ducati story, 20 anni fa se ne andava Taglioni, “papà” del motore Desmo

20 anni fa moriva Fabio Taglioni, l’inventore del motore desmodromico #Ducati

18/07/2021 16.35.00

20 anni fa moriva Fabio Taglioni , l’inventore del motore desmodromico Ducati

Era nato nel 1920 a Lugo di Romagna, se n’è andato il 18 luglio 2001 dopo una serie infinita di invenzioni per il Motomondiale e le moto da strada. Disse no a tanti per amore della Ducati , dalla MV alla Ferrari

—  Al debutto iridato del 14 settembre 1958 a Monza la Ducati 125 aveva dominato conquistando i primi cinque posti con Bruno Spaggiari, Alberto Gandossi, Francesco Villa, Dave Chandwick, Luigi Taveri. A quei tempi, particolarmente in quella magica stagione 1958, Taglioni non era “solo” l’ingegnere progettista e comandante in campo della squadra corse di Borgo Panigale ma era il “primus inter pares” apprezzato, riconosciuto e rispettato da tutti i meccanici e soprattutto da tutti i piloti, a cominciare, appunto, dal giovane Mike Hailwood e dall’altro astro nascente, il modenese Gianni Degli Antoni, trionfatore al GP di Svezia del 15 luglio 1956 sul circuito di Hedemora, morto in un test a Monza il 7 agosto del 1956, dopo una caduta alla curva di Lesmo. Seguiranno i nuovi bolidi: le 175 bialbero e la 125 bicilindrica trialbero; da queste deriveranno le 250 e 350 GP realizzate espressamente per Hailwood.

Letta: 'Fiducia in Renzi? Sì, lui e Italia viva sostengono la mia candidatura a Siena' - Video - Il Fatto Quotidiano Covid, dall'1 ottobre obbligo Green pass per entrare in Vaticano Pro&contro. Il referendum sul Green pass - Il Fatto Quotidiano

LEGGI ANCHEtaglioni, non solo le corse—  Nascono poi per la produzione di serie la 175, la 100 e la 125, quindi la serie 200 e infine la famiglia 250/350/450 e poi quella dei Desmo monoalbero prodotti in serie. Oggi Ducati significa MotoGP e Superbike ma la Casa di Borgo Panigale è stata, come sopra accennato, grande protagonista, specie nel decennio 1950-1960, nelle mitiche corse di gran fondo (Milano-Taranto 1.400 km in tappa unica e Giro d’Italia oltre 3.000 km a tappe) e in quelle riservate a “juniores” e “cadetti” nelle classi 100, 125, 175: manifestazioni e gare di grande valenza agonistica, tecnica e sociale con una straordinaria partecipazione di moto, corridori e pubblico. Dalla base di quelle motociclette Ducati “sport” derivarono le normali stradali e poi i bolidi Grand Prix a distribuzione desmodromica, tutt’ora vanto della tecnologia di Borgo Panigale.

LEGGI ANCHETaglioni (a destra) con Spiaggiari alla 200 Miglia di Imolala “marianna” di taglioni—  La prima vera moto da corsa Ducati è il monoalbero di 100 cc del 1955 preparato per il Motogiro, la Milano Taranto, i campionati juniores e cadetti. Quella moto 100 cc passerà alla storia — come detto — con il nome di “Marianna” e in quel periodo vincerà tutto, ovunque, passando dagli iniziali 9 Cv a 9000 giri e 130 Km/h di velocità fino (con la versione bialbero) ai 16 Cv a 11.500 giri oltre 160 Km/h. Nel Motogiro 1955 Ducati fa cappotto: i primi dieci posti nella 125 sono occupati dai piloti in sella alla “Marianna”. L’anno dopo, Maoggi e Marenghi sulle piccole 125 bolognesi sono primi e secondi assoluti del Giro d’Italia battendo anche le moto di 250 e 500 cc. Nello stesso anno l’ingegner Taglioni perfeziona il suo sistema desmodromico di richiamo delle valvole (in sintesi: senza il vincolo delle molle si raggiungevano regimi di rotazione più elevati e quindi maggiori velocità) – il Desmo diventerà il simbolo di tutti i motori Ducati — consentendo alla Casa bolognese di partecipare anche al Motomondiale 125 con il monocilindrico 4 tempi da oltre 17 Cv a 12.500 giri sui 180 Km/h con la prima vittoria al GP di Svezia dove Alberto Gandossi batte gli squadroni della MV Agusta, Gilera, Mondial, MZ. La nuova Ducati 125 desmo vince sei delle dieci gare iridate del 1958. La moto viene sviluppata e nel 1958-59 è la miglior 125 Grand Prix nel mondo: quasi 20 Cv a 13.000 giri e 180 Km/h con carenatura parziale. Trionfa nel tricolore seniores, seconda, terza e quarta al TT, seconda e quarta ad Assen , trionfa a Spa con Gandossi a 159,422 km/h di media, con il bis in Svezia (dopo la sfortuna al Nurburgring), e il tris finale a Monza con cinque Ducati ai primi cinque posti con Bruno Spaggiari davanti a tutti. “Il motore – ricorda il reggiano Spaggiari – tirava come niente fosse fino a 14.000, 15.000 giri e oltre, un missile”. headtopics.com

LEGGI ANCHEle sue invenzioni—  In quegli anni Taglioni si cimenta anche nella 250 con la Ducati bicilindrica desmodromica (38 Cv, 11.500 giri, oltre 220 Km/h) dove nel 1960 ancora con Hailwood ottiene piazzamenti nel Mondiale e con Alberto Pagani gira a Monza a oltre 175 Km/h di media. La 125 desmo monocilindrica resta il cavallo di battaglia Ducati di quell’epoca, poi abbandonata perché dal 1959-60 a Borgo Panigale c’è il disimpegno ufficiale dalle competizioni. Per più di quarant’anni la vicenda umana e professionale di Fabio Taglioni si è incrociata con quella tecnica, agonistica e di mercato della Ducati.

LEGGI ANCHETaglioni (primo da sinistra) in Ducatichi era taglioni—  Taglioni era nato il 10 settembre del 1920 in una frazione di Lugo di Romagna (Ravenna), amava la campagna ma sin da bambino si chiudeva nell’officina di un amico di famiglia dandosi da fare su macchine utensili, biciclette e motori di ogni tipo. Frequenta le Magistrali, dove conosce la futura moglie Norina; successivamente si iscrive al Liceo Scientifico di Ravenna. Poi l’ingresso all’Università di Bologna e nel 1940 lo stop per gli eventi bellici. Presta servizio come Direttore Tecnico di officina di manutenzione auto e moto. In Sicilia è gravemente ferito alla gamba sinistra che gli rimarrà offesa. Nel 1942 si sposa. Nel 1949 Taglioni ottiene un incarico all’Istituto Tecnico Alberghetti di Imola, dove insegna Meccanica e Disegno, e decide di realizzare con i suoi allievi un suo motore che vedrà la luce nel 1952. È un 75 cc monocilindrico con distribuzione ad aste e bilancieri poi ridisegnato come bialbero e infine semplificato realizzando un monoalbero con comando a cascata di ingranaggi. Prosegue gli studi universitari e si laurea nel 1948 discutendo una tesi su un “Motore da corsa di 500 cc a 4 cilindri per automobili”. Si propone subito alle principali Case motociclistiche e rifiuta una offerta della Benelli perché non intende trasferirsi. Nel 1952 viene assunto quale responsabile tecnico del reparto corse dal conte Boselli alla Mondial che gli concede di lavorare anche per la Ceccato sul progetto 75 Sport. Nel 1953 la Mondial partecipa al Motogiro con la 125 monoalbero sotto la guida di Taglioni.

LEGGI ANCHEla lite con la mondial—   Leggi di più: LaGazzettadelloSport »

11 settembre, Biden ricorda le vittime: “L’unità è la nostra forza”

Leggi su Sky TG24 l'articolo 11 settembre, Biden ricorda le vittime degli attentati: “L’unità è la nostra forza”. VIDEO

Alpinista precipita per 20 metri in Valsassina, morto 61enneLeggi su Sky TG24 l'articolo Alpinista precipita per 20 metri in Valsassina, morto 61enne

Maltempo: Ue, in 20 anni danni per 77 miliardi da calamitàA essere più colpite in termini economici sono state l’Europa centrale, orientale e sud-orientale dobbiamo rispettare l'ambiente altrimenti sarà sempre peggio Quando più di trent'anni fa si parlò di cambiamento climatico (lo so perché ci feci il tema di maturità su questo... Anno 1988), nessun paese prese posizione. Adesso che i danni sono di miliardi, forse si comincia a pensare a fare qualcosa al riguardo... Imparare a costruire in sicurezza, ormai il suolo è sempre meno e le vecchie abitazioni libere e solo pochi ristrutturano.

La Cassazione: 'Polveri Ilva su case, giusto risarcimento del 20%'. E i giudici citano la sentenza sul sangue infetto trasfusoAlcune famiglie del quartiere Tamburi avevano denunciato l'azienda: non possiamo neanche aprire i balconi, leso il godimento della proprietà. I lega…

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 17 Luglio: Con la Cartabia zero condannati per il G8. Genova, 20 anni fa - Il Fatto QuotidianoCon la Cartabia zero condannati per il G8. Genova, 20 anni fa. Con la “riforma”, tutti impuniti. Il pm Zucca al “fatto” ”quella fu tortura e non dovrebbe prescriversi mai. Invece il termine di 2 anni uccide gli appelli. L'Anm: “Così andranno in fumo 150 mila processi” Va a Santa Maria Capua Vetere, dimentica Genova. È UGUALE, CARTABIA ! Se uno Stato non è in grado di terminare i processi entro un termine accettabile 2/3 anni, è giusto che il processo venga prescritto ed annullato! Una giustizia lenta è sempre e comunque ingiustizia! Un imputato ha diritto sacrosanto di veder terminato il suo processo in tempi br Ma la Cartabia, secondo il Fatto, è una che non capisce nulla di diritto così come affermano Travaglio, Conte, Davigo ecc. Ma una che è stata Presidente della Corte Costituzionale può essere definita incapace xché ha scritto una legge pro mafiosi e cammoristi?

Blog | Settemilasettecentosettantasette giorni: il time lapse del viso di Noah Kalina con il machine learning (20) - Info DataNuovo video segnalato da utenti-lettori del blog per riflettere sulle prospettive di una società mossa dai dati. Qui trovate le altre puntate. Ho perfectamente raggioniato di curti I lungi visioni dell'e tutte canone.