Antonıo Cassone

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Covid, l'efficacia vaccinale non basta. Serve anche la durata dell'immunità

Covid, l'efficacia vaccinale non basta. Serve anche la durata dell'immunità

24/11/2020 16.04.00

Covid, l'efficacia vaccinale non basta. Serve anche la durata dell'immunità

Sono diversi i parametri necessari perché l'immunizzazione possa contrastare l'epidemia

Una tecnologia mai testata sull'uomoI valori di efficacia annunciati dalle altre tre case farmaceutiche sono del tutto sovrapponibili se si tiene conto dell’incertezza statistica associata ad ogni calcolo dell’efficacia vaccinale. Sarebbe sbagliato pensare che il vaccino con il 95% di efficacia sia migliore di quello con il 90% o anche meno e sarebbe illusorio dar rilievo all’enfasi (sbagliatissima) con cui vengono fornite queste cifre dai responsabili delle varie aziende.

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 Colpisce comunque, ed era  inaspettato, il fatto che vaccini costruiti con tecnologia mai sperimentata nell’uomo potrebbero essere tutti al top della scala di efficacia dei migliori vaccini umani che in pochissimi possono vantare il  90% , forse solo quelli del morbillo e della difterite. Si pensi che l’efficacia dei vaccini influenzali di uso corrente è solo del 60-65%. S

e quei valori annunciati saranno confermati nel mondo reale, durante le vaccinazioni di massa e fuori dai parametri ottimali di un trial clinico randomizzato e controllato, potremmo azzardarci a dire che le tecnologie nuove impiegate costituiscono un reale progresso nella vaccinologia. headtopics.com

Coronavirus, i quattro tipi di vaccini in arrivo: pro e controCosa dobbiamo chiederciMa le domande principali che ci dobbiamo porre per valutare gli effetti di questi apparentemente efficacissimi vaccini nella popolazione, sono soprattutto due. La prima è se un’efficacia così alta è garanzia che con questi vaccini potremo controllare Covid-19 se non estirpare Sars-CoV-2? C'è poi da chiedersi se raggiungeremo l’immunità di gregge, quella che riduce a tal punto il numero delle persone suscettibili al coronavirus da impedirne la circolazione e così proteggerà anche i non vaccinati? Le risposte a queste due domande dipenderanno da eventi che potremo conoscere solo vaccinandoci ed aspettando il tempo necessario. Quello che possiamo però dire è che

l’elevata efficacia è solo uno dei numerosi parametri che possono decretare il successo della vaccinazione, una proprietà necessaria ma non sufficiente.  Ci sono vari altri parametri, sia immunologici che epidemiologici, che fortemente incidono su un progetto di successo vaccinale.

Conta anche la durata dell'immunitàFra i primi, decisiva è la“durata”dell’immunità  che spesso per questi vaccini viene assunta essere mediata dal livello di anticorpi neutralizzanti ma che in realtà dipende da molte altre risposte, in particolare quelle dei linfociti  di memoria B e T, di cui  sappiamo ancora  poco.

Un vaccino con una efficacia del 90% ma la cui immunità dura solo 6-8 mesi è meno efficace per il controllo della malattia di un vaccino con efficacia al 75% ma immunità che dura per vari anni.Una protezione che dura meno di un anno obbliga a fare numerosi boosters vaccinali che, ammesso mantengano elevata protezione, oltre ai costi ed alle probabili minori coperture vaccinali, comportano un aumento del rischio di effetti collaterali che diminuisce l’adesione della popolazione alla vaccinazione.   headtopics.com

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L'immunità di greggeAnche l’immunità di greggene è fortemente influenzata. Questa dipende da una relazione matematica fra il fattore basale di riproduzione R0, cioè il numero medio di persone che possono essere contagiate da un soggetto infetto, e l’efficacia

nel tempodel vaccino. Per esempio, se R0 è quasi 20 come per il morbillo e la pertosse, l’efficacia deve essere attorno al 90% per avere l’immunità di gregge, ma per l’infezione da Sars-CoV-2  R0è poco meno di 3, come per l’influenza e la difterite ad esempio,  è sufficiente, un’efficacia assai più bassa, attorno al 70%.

LongformNicla Panciera17 Novembre 2020Ma se le risposte immuni svaniscono troppo presto, in mesi od uno-due anni, l’immunità di gregge non si raggiunge a meno di continuare ad usare distanziamento e dispositivi atti a far diminuire R, cioè le mascherine. Non per niente

molti sono convinti che il vaccino sarà solo parte della soluzione di questa pandemia, non l’intera soluzione. Ad ogni buon conto, il  problema è che  la durata dell’immunità la conosceremo solo fra un bel po' di tempo, cosi come pure dobbiamo aspettare per capire il vero profilo di sicurezza, Se  questi vaccini venissero approvati  fra qualche settimana per un uso emergenziale, la situazione si complicherebbe ancor più : sarebbe infatti difficile concludere  i trials di fase 3 e qindi conoscere l’entità reale della efficacia e sicurezza, data l’alta probabilità che molti dei soggetti  che hanno ricevuto il placebo, vorrebbero essere (giustamente) vaccinati. headtopics.com

Un vaccino che immunizza anche dall'infezione?Un'altra domanda critica èse il vaccino sarà in grado di proteggere solo dalla malattia o anche dall’infezione e trasmissione del virus. Ad esempio : inibire la trasmissione dell’agente infettante, come succede per il virus del morbillo è una proprietà che rende il morbillo prevenibile totalmente dalla vaccinazione. Al contrario, il vaccino che protegge  dalla pertosse ma non dalla trasmissione del suo agente infettante,  

Bordetella pertussis,comporta che questo agente  continua a circolare nella popolazione con i rischi di riattivazioni, re-infezioni ed endemicità.  Infatti, il morbillo sarebbe eliminabile se tutti ci vaccinassimo ma la pertosse, che è pur essa una malattia tipicamente umana, non è eliminabile con l’attuale vaccino. 

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Fra i parametri più propriamente epidemiologici e di sanità pubblica decisivi per il controllo di COVID-19 spicca certamente la capacità o meno del vaccino di impedire efficacemente l’infezione in tutte le fasce di popolazione che sappiamo avere una assai diversificata suscettibilità alla malattia e propension alla diffusione del contagio. Sarà necessario immunizzare tutta la popolazione o solo alcune sue fasce fragili? Cosa fare per avere un’alta adesione alla vaccinazione in fasce giovanili apparentemente non colpite dalla malattia e nelle quali l’accettazione di un vaccino con sia pur pochi e blandi effetti collaterali potrebbe non essere elevata? Se così fosse , una maggiore validità epidemiologica l’avrebbe il vaccino che induce il rischio minore di effetti collaterali, Ad esempio, l’uso di un vaccino a singola dose  anche se solo  65/70% efficace sarebbe preferibile.

Se mettiamo insieme tutti i fattori che ho sommariamente qui discusso, non considerandone molteplici altri,la conclusione è che una elevata efficacia non è il solo e forse neanche il più importante dei fattori che determinano l’effettiva capacità del vaccino di controllare una epidemia

. L’Fda (Food and Drug Administration) era pronta a dare una autorizzazione emergenziale all’uso dei vaccini anti-Sars-CoV-2 anche con un’efficacia così bassa come il 50% purché priva di reazioni avverse gravi. Tutto questo considerato, fare il gioco dell’esaltazione a piena stampa di un’efficacia vaccinale al 95% contro quella del 90% o dell’80% come se fosse sicuramente la prima più effettiva delle altre contro la pandemia va bene come illusione per gli ignari o per accattivarsi il favore del mercato azionario, ma rimane solo un gioco, se non un pericoloso giochetto.

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Non ci informano neanche se e quanto dura l immunità dopo infezione COVID-19.