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İnsegnante Di Sostegno, Antonio Stano

Una ragazzina ha infranto l’omertà: «Tra quei bulli c’è il mio fidanzato»

Manduria, una ragazzina ha infranto l’omertà: «Tra quei bulli c’è il mio fidanzato»

01/05/2019 00.20.00

Manduria, una ragazzina ha infranto l’omertà: «Tra quei bulli c’è il mio fidanzato»

La coraggiosa supertestimone si è presentata al commissariato e ha confermato che il fidanzato era coinvolto negli atti contro il pensionato affetto da problemi psichici

shadowStampaEmailÈ la sera del 12 aprile 2019. Una ragazzina spaventata si presenta al commissariato di Manduria. «Ho cose importanti da dirvi», esordisce, mentre entra assieme a sua madre. Ha appena saputo che il suo fidanzato è stato convocato nello stesso commissariato ed entrando lo trova lì, in lacrime, accanto a genitori e avvocato. Dirà poi nella sua deposizione: «Lui piangeva e anche io mi sono commossa, gli ho chiesto se lui era coinvolto in quella brutta storia...». La brutta storia è quella di Antonio Stano. Lui, il fidanzato, è uno dei due maggiorenni arrestati, mentre lei, la ragazzina, è la supertestimone dell’inchiesta: con la deposizione che firmò in quell’occasione e con un verbale successivo, cinque giorni dopo.

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I filmati su WhatsappUn ragazzo che non è fra gli otto arrestati di ieri né fra gli altri sei inquisiti, le aveva girato via WhatsApp due dei video che mostravano la cattiveria del gruppo contro il pensionato con problemi psichici, e lei è andata dalla polizia a consegnare i filmati. Ha fatto di più: ha raccontato ciò che sapeva su quel giro di file diffusi via app e ha guardato anche video nelle mani degli agenti e ha identificato alcuni autori, fra i quali il fidanzato. È facile pensare che lei abbia fatto questo perché sapeva che prima o poi sarebbero arrivati anche ai due file ricevuti sul suo telefonino. Ma se anche fosse, resta il fatto che questa ragazzina sembra la sola, al momento, ad aver fatto un passo convinto in direzione della giustizia. Fra gli adulti, invece, in quella stessa direzione si sono mosse (in tempi non sospetti e non quando tutto era precipitato) due professoresse di uno degli arrestati minorenni. Di entrambe si parla nel provvedimento di fermo.

L’intervento degli insegnantiIl 4 aprile il ragazzino aveva mostrato all’insegnante di sostegno lo spezzone di un video dicendole: «Guarda professore’, sono io!». Lei sulle prime ha creduto che fosse scaricato da Internet, ma lui ha insistito: «No, no, sono io», e per farle capire che diceva la verità le ha mostrato un pezzetto di un altro video. Così la prof ha telefonato alla madre dello studente che le ha risposto: «Lo so, lo so, mio marito l’ha già messo in punizione». Non contenta, l’insegnante ha raccontato l’episodio alla coordinatrice delle insegnanti di sostegno perché avvisasse i servizi sociali, cosa poi avvenuta. Ma per i servizi la persona sulla quale concentrarsi è stato il ragazzino, non l’uomo che si vedeva nel filmato, rimasto invisibile nella sua solitudine fino alla fine. headtopics.com

La paura di essere scopertiPer i bulli vederlo terrorizzato era il massimo del divertimento, il loro «passatempo preferito» per dirla con le parole della procuratrice del tribunale dei minori, Pina Montanaro. Umanamente invisibile perfino per i suoi torturatori, Antonio. Finché non hanno capito di aver esagerato leggendo sul giornale che era in coma. E allora sì, hanno imparato il suo nome. E hanno cominciato a capire cos’è la paura, perché a quel punto ne hanno avuta loro stessi: paura di essere scoperti. «Vagnu (ragazzi,

ndr), un consiglio... eliminate tutto», scrive uno di loro nel gruppo WhatsApp. La preoccupazione cresce con il passare delle ore. «Vagnu, li video di lu pacciu non li faciti vede a nisciunu», dice un altro. Risposte: «Io li ho cancellati», «Tanto io non li tegnu, sobbra l’iPhone6 stanno», «Sta girunu sti video, casomai fa a finire a persone sbagliate». «Vagnu, mo’ non ci andiamo più», «Ma noi è da assai tempo che non andiamo però», «Quindi non centriamo, va», «speriamo», «Speriamo che non ce l’anno con noi», «Se non facciamo vedere i video a nessuno no».

La crudeltà nelle carteCi sono pagine, nel provvedimento di fermo dei minorenni, che raccontano episodi di «profonda e ingiustificata spietatezza». Che parlano della tortura subita da quel pover’uomo: un «trattamento inumano e degradante per la dignità della persona: percosse, aggressioni con mazze e bastoni, lesioni, sputi, derisione, offese, bestemmie, incursioni, danneggiamenti, razzie. Tutto ripreso tra le grida di scherno». Il branco «era consapevole della debolezza della vittima riconducibile alla sua solitudine, allo stato di disagio sociale e ai suoi problemi psichici noti a tutto il paese». Nelle carte c’è il racconto di un episodio non cruento ma crudele: durante uno dei raid il più facinoroso del gruppo si è avvicinato ad Antonio. «Facciamo pace?». Lui ha teso la mano, ha ricevuto uno schiaffone.

30 aprile 2019 (modifica il 30 aprile 2019 | 22:58) Leggi di più: Corriere della Sera »

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Credo che uno psichiatra anche con una preparazione mediocre non avrebbe difficoltà a individuare in queste persone delle severe turbe psichiche. D.altronde questo aprirebbe la strada alla loro non punibilità con buona pace di coloro che sperano in una punizione esemplare. Bene, il fidanzato è una merda

Carogne Ma buttate via la chiave della cella! Gentaglia cattiva , ignorante e vigliacca che nn serve a nessuno Spero che i genitori,che nn saranno magari tanto meglio, almeno li ripudino. ... Brava. Questi delinquenti meritano una pena esemplare Adesso !!!!!😡 Spero il suo ex fidanzato... Brava Spero tanto per lei che diventi ex fidanzato!

Pene esemplari a vigliacchi delinquenti assassini ma anche indagini mirate su un fenomeno forse ancor più grave rappresentato dalla complicità e dalla omertà di quelle persone che sapevano e in fondo hanno tollerato! Manduria Bravissima ! Onore a lei

La sinistra tra i sogni persi e una felicità più lontanaIn due libri le idee del vecchio leader comunista Pietro Ingrao e del giovane neosocialista Giuseppe Provenzano. Che hanno qualcosa in comune La Sinistra si è impantanata nel 'politicamente corretto' e si è allontanata dal suo elettorato caratteristico. Dai diritti dei lavoratori ai diritti dei 'diversi'; dai metalmeccanici ai 'migranti', per intenderci. E il Salvini è l'effetto.

Sadici, vigliacchi, incapaci di esprimersi in italiano. Tutti sapevano, complici, ma una ragazzina ha deciso di restare umana e fare la cosa giusta. Speriamo serva e non la facciano franca quei mostri. Questi dovrebbero andare in galera e non uscire mai piu È una donna con gli attributi e gli fa onore la sua “denuncia” !

Robe da matti

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