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«Siamo arrivati alla fase della pura insurrezione, un vicolo cieco per tutti»

Il politologo Reynié: resta solo la repressione

17/03/2019 09.37.00
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«Siamo ora alla fase della pura insurrezione, un vicolo cieco per tutti»

Il politologo Reynié: resta solo la repressione

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Dominique ReyniéQual è la responsabilità di Macron?«Sarebbe toccato a chiunque al suo posto. I predecessori di Macron hanno messo tonnellate di tasse e regolamenti sulla trave. Macron si è limitato ad aggiungere un chilo, ed è quello che ha fatto crollare tutto».

Eppure il governo sembrava avere ripreso in mano la situazione, con il piano da dieci miliardi e il grande dibattito nazionale che si è appena concluso.«In realtà alla questione, centrale, del potere d’acquisto non è stata data risposta. Le questioni decisive sono due: l’eccesso di tasse che gravano sulla classe media, e i troppi regolamenti che piovono sulla testa dei francesi secondo la tradizione centralista dell’ headtopics.com

ancien régime. La protesta è cominciata a novembre contro la carbon tax e il limite di velocità abbassato a 80 km/h sulle strade di provincia. Ma ormai è diventata un’altra cosa, e il governo potrebbe solo prendere una decisione clamorosa come dimezzare le tasse per la classe media. Qualsiasi altro aggiustamento non serve».

La distinzione tra teppisti e gilet gialli ha senso?«Il problema dei gilet gialli è che non esistono. Ci sono sovranisti di destra vicini a Marine Le Pen, altri gauchisti della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, altri no global come se ne vedono da anni, c’è di tutto. I partiti populisti hanno provato a recuperarli ma loro hanno resistito, non hanno leader e non hanno rappresentanti con cui negoziare. L’obiettivo ormai è il teppismo e l’attacco sistematico alla polizia, simbolo dello Stato».

I poliziotti sono accusati di eccesso di violenza, e allo stesso tempo di non riuscire a fermare le distruzioni.«Gli agenti si trovano di fronte a un rompicapo insolubile, perché devono mantenere l’ordine pubblico ma anche rispettare la priorità assoluta posta dal governo, quella di evitare il morto. Se le violenze dei manifestanti aumenteranno ancora e dovessero esserci vittime, quella sarà il punto di non ritorno».

Che cosa può fare adesso il presidente?«Non molto. È arrivato al potere grazie al clima da “tutti a casa”, ma vogliono cacciare anche lui. L’idea del grande dibattito era buona, ma insufficiente a risolvere problemi antichi. Macron risponde in modo tradizionale, con 10 miliardi, a una protesta inedita. Ha scritto il libro “Rivoluzione”, e non sapeva fino a che punto aveva ragione». headtopics.com

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