Omicron, è come il vaiolo o la spagnola? Ecco come sono finite le pandemie della storia. A che punto siamo con il Covid?

19/01/2022 15.24.00

Omicron, è come il vaiolo o la spagnola? Ecco come sono finite le pandemie della storia. A che punto siamo con il #covid?

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Omicron, è come il vaiolo o la spagnola? Ecco come sono finite le pandemie della storia. A che punto siamo con il covid?

Il Covid -19 è come il vaiolo? Scomparirà? O con la variante Omicron si può sperare che diventi endemico? Per rispondere a questa domanda bisogna studiare le pandemie che ci sono...

si può sperare che diventi endemico? Per rispondere a questa domanda bisogna studiare le pandemie che ci sono state prima di questa. Dobbiamo ripercorrere per esempio le tappe dell' influenza spagnola (1918) che ha contagiato oltre 500 milioni di persone e ne ha uccise almeno 50 milioni.

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variante Omicron si può sperare che diventi endemico? Per rispondere a questa domanda bisogna studiare le pandemie che ci sono state prima di questa.12 foto Ansa/Ipa Il ministero della Pubblica amministrazione e quello dello Sviluppo economico lavorano al Dpcm che conterrà la lista delle attività per cui non sarà necessario avere la certificazione verde.scontro tra vaccinati e non vaccinati sull'occupazione delle terapie intensive causa covid dei no vax, a svantaggio di tutte le altre patologie esistenti da curare (cancro, problemi di cuore, etc.invece il tasso di occupazione dei posti letto in rianimazione è al 20% .

Dobbiamo ripercorrere per esempio le tappe dell'  influenza spagnola (1918) che ha contagiato oltre 500 milioni di persone e ne ha uccise almeno 50 milioni. Covid, nel mondo 5,5 milioni di morti. Gli acquisti all’aperto - ad esempio nei mercati o nei distributori di benzina - dovrebbero essere sempre consentiti, mentre potrebbe servire il pass per andare dal tabaccaio. «Ma potrebbero essere il quadruplo di quelli ufficiali» La Fondazione Umberto Veronesi ha spiegato che la maggior parte delle pandemie hanno un’origine animale ma è successo anche che attraverso processi come le colonizzazioni, virus e batteri sconosciuti abbiano attaccato i sistemi immunitari delle popolazioni autoctone. I trapianti eseguiti in Italia nel 2021 risultano essere pari a 3. L'esempio più eclatante è proprio l'epidemia di vaiolo , diffusa con l'arrivo dei conquistadores, che uccise quasi tre milioni di indigeni ltinoamericani. E poi, chi non ricorda l’influenza  AH1N1, chiamata influenza suina?  Ora stiamo affrontando la Sars-Cov 2, ma a che punto siamo? «Quando un virus nuovo o sconosciuto viene a contatto con l’uomo, i risultati non sono quasi mai prevedibili - scrive la Fondazione Veronesi - Può accadere che non si adatti per nulla al nuovo ospite, venendo controllato dal sistema immunitario e non causando alcun danno.

In questi casi, chi viene a contatto con un patogeno può non accorgersene neppure. Proprio per questo il ministro della salute, Roberto Speranza, parla di una "straordinaria capacità di reazione" del Servizio sanitario nazionale, aggiungendo che "dobbiamo continuare a investire su una eccellenza come la rete trapiantologica, sia sul fronte organizzativo che in termini di promozione dell'informazione, per convincere sempre più cittadini a dire sì alla donazione". In altri casi, invece, il virus riesce a colpire le cellule umane (a volte di uno specifico tessuto, come in quest’ultimo caso quello polmonare), causando sintomi di varia natura e gravità: se pensiamo alla capacità del virus di creare danni al nostro corpo, allora stiamo pensando alla sua patogenicità. Chiaramente, la sua forma più estrema è rappresentata dal decesso del paziente: in questi casi possiamo valutare la letalità del virus, ovvero il numero di morti sul totale dei pazienti che hanno contratto quella specifica malattia. Tutt’altro parametro è invece la contagiosità o infettività .201. In questo caso, i termini sono associati alla capacità del virus di diffondersi da un individuo a un altro: più un virus è infettivo, più si diffonderà velocemente all’interno della popolazione».

Un parametro fondamentale da osservare se si parla di virus contagiosi è l' R0. Cos'è? È un valore numerico che rappresenta il numero medio di persone che vengono contagiate da ciascuna persona infetta.318 sono stati i sì alla donazione (68,8%) a fronte di 997. Se il suo valore è 2, significa che ogni malato contagia due persone sane. Più R0 è elevato, più l'agente patogeno si diffonde velocemente, mentre se questo valore è inferiore a 1 la malattia tende a estinguersi da sola nella popolazione. È un paramenro, l'R0, che viene segnalato costantemente, tutte le settimane, dai vertici dell'Istituto superiore di Sanità quando comunicano i dati sull'epidemia Covid. Le dichiarazioni di disponibilità alla donazione sono aumentate in modo abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale, segno che la nuova campagna nazionale "Donare è una scelta naturale", lanciata nell'aprile 2021 da Ministero della Salute, Cnt e associazioni di settore, "ha influito positivamente sulle scelte dei cittadini", osserva il Centro nazionale trapianti.

Viene segnalato soprattutto quando supera il valore 1 perché quando R0 è maggiore di 1 si dice che è un valore "sopra soglia". A Natale, in Italia, avevamo un R0 intorno a 1,35. Nell'ultima rilevazione nazionale disponibile (14 gennaio 2022, ndr) l 'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici, è stato invece pari a 1,56, in aumento rispetto alla settimana precedente - quando era risultato pari a 1,43. Quindi attualmente questo valore è ben al di sopra della soglia epidemica. Questo indice non dipende solo dalle caratteristiche dell'agente infettivo.

Ci sono anche altri fattori come densità e mobilità della popolazione, condizioni igieniche e climatiche e numero di persone immuni o vaccinate che possono limitare o favorire la diffusione di un virus. .