Marco Preve, Provincia Massa-Carrara

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Massa, cavalli e muli vincono il processo contro il Parco Apuane davanti al Tar

Massa, cavalli e muli vincono il processo contro il Parco Apuane davanti al Tar

10/05/2021 13.27.00

Massa, cavalli e muli vincono il processo contro il Parco Apuane davanti al Tar

Il titolare di un'azienda agricola multato per le deiezioni dei suoi animali accusate di aver modificato il terreno. Ma per i giudici la prova non è…

La piccola mandria dell'azienda agricola (foto da Facebook) Il titolare di un'azienda agricola multato per le deiezioni dei suoi animali accusate di aver modificato il terreno. Ma per i giudici la prova non è certa10 Maggio 20212 minuti di lettura

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I due cavalli e i due muli delle Apuane vincono la loro battaglia al Tar. Non è colpa delle loro deiezioni l’aumentato di nitrificazione del terreno e neppure possono essere indicati come colpevoli del dissesto del manto erboso.SI tratta di una curiosa vicenda montana trasferitasi in seguito a multe e sanzioni negli austeri uffici del Tar Toscana.

Da un lato il Parco Regionale delle Alpi Apuane dall’altra Mauro Tavoni titolare dell’azienda agricola biologica"il Puntato" nel Comune di Stazzema.Il Parco gli ha ordinato “la sospensione del pascolo senza controllo della sua mandria equina e la rimessione in pristino delle aree danneggiate da detta attività esercitata nella riserva integrale dei paduli di Fociomboli, ove vige divieto di pascolo”. headtopics.com

Secondo il Parco sarebbero stati violati vincoli a tutela dei luoghi ma secondo Tavoni difeso dagli avvocati Francesca Gatti e Matteo Spatocco:”Tali norme hanno funzione di prevenire e sanzionare violazioni con serio impatto ambientale all’interno del territorio protetto come l’attività estrattiva lapidea ed eventuali interventi edilizi abusivi mentre nel caso di specie si discute sull’accesso non autorizzato in zona protetta e di due cavalli e due muli, ivi presenti allo stato brado da oltre venti anni, che avrebbe causato il “rivoltamento del cotico erboso per carico eccessivo, svellimento di specie vegetali protette e diffusa presenza di deiezioni”.

Secondo Tavoni che si è rivolto al Tar “le misure di ricostituzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico e delle specie vegetali ed animali, per mezzo di progetti asseverati da professionisti e con monitoraggio per i successivi centottanta giorni e tali prescrizioni, secondo il ricorrente, sarebbero sproporzionate rispetto ai danni che possono essere stati cagionati da quattro animali bradi”.

 C’è di più: “l’ordinanza impugnata – si legge in sentenza - si fonda sulle segnalazioni del Direttore del Parco, si duole che non sarebbe stata dedotta alcuna prova che le deiezioni siano di origine equina e che provengano animali di sua proprietà, né che esse siano la causa della nitrificazione (

ovvero la modifica delle caratteristiche del terreno, ndr) del suolo e che questa sussista effettivamente. Non sarebbe nemmeno dimostrato che i danni da calpestio e i “morsi” alla corteccia di faggio siano riferibili ai suoi equini, piuttosto che ad altri animali”. headtopics.com

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I giudici del Tar hanno ritenuto sensate le obiezioni del titolare dell’agriturismo e hanno accolto il ricorso annullando quella parte di ordinanza del Parco ritenuta esagerata: “Poichè non si evince che i danni alle specie vegetali siano stati provocati in via esclusiva dagli animali del ricorrente. Si può legittimamente presumere che nella zona siano transitati anche altri animali selvatici i quali abbiano quantomeno, concorso a provocare i danni rilevati, la cui riparazione il Parco vorrebbe accollare in via esclusiva al ricorrente. Sotto questo profilo il provvedimento appare affetto da difetto di motivazione e anche di proporzionalità, laddove accolla al ricorrente l’integrale ricostituzione e risistemazione dell’assetto morfologico ed idrogeologico nella zona interessata dai danneggiamenti”.

Per Tavoni l’unico obbligo sarà quello di organizzare un pascolo controllato della sua piccola mandria. Leggi di più: la Repubblica »

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