La scuola non riapre: protestano studenti, genitori e insegnanti - VanityFair.it

Protestano studenti, genitori e insegnanti

08/01/2021 16.30.00

Protestano studenti, genitori e insegnanti

In teoria le superiori dovrebbero tornare in classe al 50% da lunedì 11. Molte regioni hanno però già deciso che la scuola non riaprirà. Protestano genitori, insegnanti e studenti

. Tutti contro la didattica a distanzae contro l’incertezza sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori. Se bambini e ragazzi di elementari e medie sono a scuola dal 7 gennaio, il rientro dei più grandi ancora non è avvenuto e l’attività scolastica è ripresa con la dad.

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Il primo giorno di scuola dopo le vacanze di Natale è stata una giornata di protesta. A guidarla il comitatoPriorità alla scuola, che ha organizzato sit-in per 19 città, da Salerno a Padova.Ci sono state anche tante iniziative individuali come quella di una insegnante di filosofia di Faenza che resta nella sua scuola anche di notte. «Per dimostrare che vogliamo davvero starci a scuola, e starci in sicurezza», ha spiegato.

L’obiettivo è rientrare in classe e farlo in sicurezza.Il governo aveva parlato del 75% degli alunni in aula dopo le feste, la percentuale è scesa al 50% e l’inizio è slittato a lunedì 11 gennaio(solo in Trentino Alto Adige è già avvenuto il rientro). Tutti segnali che non incoraggiano e che peggiorano. Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche Marche, Calabria e Sardegna, hanno rimandato l’apertura all’inizio di febbraio, la Lombardia ha annunciato un’ordinanza per continuare con la didattica a distanza almeno fino al 24 gennaio. Stessa data per la Campania. Piemonte e la Puglia dovrebbero rientrare il 18. headtopics.com

Unanime la voce delle proteste in tutta Italia. «La Dad non è scuola», «La scuola si cura, non si chiude». A Napoli i genitori hanno raccontato di un anno con solo 15 giorni in presenza per i figli. «Volevamo sottolineare che chi paga la crisi culturale è sempre chi paga la crisi economica», spiega

Chiara Ponzini,del comitato milanese di Priorità alla Scuola, «Studenti, bambini, precari e donne, il cui lavoro di cura non viene retribuito». Per tutti la didattica a distanza è discriminatoria: non tutti permette a tutti l’accesso alla conoscenza e il diritto allo studio.

C’è anche chi dice che le condizioni non ci sono per riprendere in presenza. «Le scuole devono riaprire, ma le condizioni non ci sono e ci dispiace», hanno detto aRomapresidenti dei Consigli di istituto e sigle sindacali degli insegnanti e studenti. Le condizioni di sicurezza sono i numeri limitati sui mezzi pubblici, ma anche l’ipotesi della priorità nella vaccinazione per gli insegnanti. Sarebbero più di un milione di persone. I comitati di protesta chiedono di andare oltre: lo screening sanitario completo di docenti, Ata e studenti e l’inserimento, come categoria prioritaria,

nella fase 1 dell’agenda vaccinale.Comune è l’opinione che si faccia ricadere sulla scuola il peso di contagi da imputare ad altro. 900 genitori degli studenti delle scuole superiori delVenetoha indirizzato una lettera aperta al presidente della regione Luca Zaia. «I ragazzi delle scuole superiori…hanno interrotto il loro percorso nelle aule a febbraio 2020 e non hanno ancora potuto seriamente riprenderlo, a eccezione di poco più di un mese all’inizio di quest’anno scolastico, chi al 75%, chi al 50%, a giorni o settimane alterne. Dopo un’estate sostanzialmente “normale”, che ha visto aperte anche le discoteche, dopo un periodo natalizio in cui si sono legittimamente headtopics.com

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privilegiate le attività commerciali, ci chiediamo se l’aumento dei contagi possa ancora essere fatto ricadere sulle scuole superiori, precludendo a tutti (didattica in presenza 0%) l’accesso alla scuola e al normale insegnamento, sul presupposto che si teme l’assembramento al di fuori degli istituti scolastici».

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