Lockdown, Podcast, Parola

Lockdown, Podcast

La parola della settimana è goccia (di Massimo Sebastiani) - Speciali

© Ansa

08/03/2021 09.00.00

Un anno fa il lockdown e la fase più dura dell'attraversamento della pandemia. Il 7 marzo 2020 il podcast sulla parola della settimana era dedicato a 'goccia'. Qui quel testo, quel podcast e tutti gli altri di un anno che ci ha cambiato le parole:

© Ansa

Rain drops keep falling on my head, una canzone scritta da Burt Bacharach e Hal David per il film Butch Cassidy con Paul Newman e Robert Redford. La canzone, che vinse l’Oscar nel 1970, è stata poi utilizzata in altri film e di recente in serie tv come i Simpson e Grey’s Anatomy. Gran parte della sua fortuna, che produsse versioni in molti altri paesi, a cominciare dall’Italia dove se ne ricorda una di Patty Pravo, si deve alla melodia e al ritmo creati da Bacarach che doveva adattarsi ad un testo in realtà piuttosto malinconico ma guidato dall’dea che, nonostante tutte gocce di pioggia che continuano a cadere sulla testa del protagonista, e che altro non sono che sventure, alla fine la felicità e il sole trionferanno.

Auto elettrica, la rivoluzione è partita. Presto diremo addio al motore termico 'Saman? Le politiche di integrazione hanno fallito. E le donne restano invisibili' Elisabetta Sgarbi: «Sento i fantasmi di papà e mamma. La Milanesiana per Battiato»

La musica italiana è piena di gocce e c’è chi, come Francesco De Gregori in Cardiologia, è riuscito, con una certa maestria poetica, ad unire i due rimandi della parola, quello legato ad una forma di piacere (bere il vino fino all’ultima goccia) e quello che fa riferimento alla consunzione, alla malattia (un cuore mangiato dall’amore a poco a poco).

Ascolta"La parola della settimana: goccia (di Massimo Sebastiani)" su Spreaker.La realtà riesce sempre a sorprenderci: il caso dell’epidemia da coronavirus, fra le altre cose, ci ha riportato faccia a faccia con un termine un po’ trascurato oppure, che è lo stesso, usato con distrazione: una goccia, una gocciolina. Fino a che questa parola non ha finito per diventare la misura e, è il caso di dirlo, lo spartiacque della nostra vita attraverso l’espressione droplet, che significa appunto gocciolina, e che è la parola chiave del primo decreto con le misure per l’emergenza coronavirus firmato dal presidente del Consiglio. Stabilisce, in definitiva, la distanza di sicurezza alla quale tenersi dagli altri per evitare di essere colpiti, e quindi eventualmente infettati, da quelle goccioline che ognuno emette parlando, tossendo o starnutendo. headtopics.com

Una cosa così piccola, perfino graziosa nella rappresentazione e nell’immaginario collettivo, può diventare così malefica, così devastante? Goccia deriva dal latino gutta che a sua volta ha radici in una espressione del sanscrito che significa versare e che nel greco antico diventa keima, cioè fiume, onda, dal verbo keiso, verso. Già qui la piccola goccia è messa in relazione con qualcosa di molto grande, un’onda o un fiume di cui non è altro che l’unità di misura più piccola. E d’altra parte l’espressione più nota con la parola gutta che è arrivata fino a noi non è alto che quel gutta cavat lapidem che ci dà la sinistra dimensione della forza che può avere qualcosa di piccolo: la goccia scava la pietra. E anche la cosiddetta tortura della goccia cinese, inventata in realtà da un italiano, Ippolito de’ Marsili, un bolognese del XV secolo, ci ricorda il lato oscuro della piccola e apparentemente inoffensiva goccia. E’ appena il caso di ricordare la saggezza (cinese, appunto) di Mao Tsedong, secondo cui ogni lunga marcia comincia con un piccolo passo.

Leggi di più: Agenzia ANSA »

G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa