La leggenda del cinema compie 85 anni, mai vestita male

Julie Andrews, 85 anni anche di stile: i look migliori tra cinema e street style

02/10/2020 03.57.00

Julie Andrews, 85 anni anche di stile: i look migliori tra cinema e street style

Julie Andrews festeggia 85 anni. La grande dama del cinema è anxhe una campionessa di stile. Adattato a ogni età. Un caso non raro, unico.

. Una predilezione non così pubblicizzata per il rosso, gli abbinamenti comodi quando viaggia, le perle,gli occhiali con lenti fumé enormigenere Telefunken 24 pollici. E la sorpresa. Come quando nel 1965, a un anno dall’Oscar perMary Poppins

Riccardo Puglisi, chi è 'l'ultras liberista' chiamato a Palazzo Chigi 18/24 giugno 2021 • Numero 1414 Limoni

, si presentò ai premi vestita con un kimono rivisitato rosso fuoco. All’epoca un po’ come la scoperta dell’arte giapponese per la cultura occidentale a fine Ottocento;oggi uno sfregio culturaledi appropriazione che comporterebbe scuse e un perdono a mezza bocca. Meno male che erano gli anni Sessanta, ribelli prima delle bambine ribelle.

Leggi di più: IO donna »

G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

Kilian e la nuova sfida: la maratonaJornet, il re del trail running, può scegliere una delle due gare tra Malaga e Valencia. Il sognatore delle montagne cerca l’impresa

La lezione di Vanessa Incontrada: la bellezza non è perfezioneVietato dire che la bellezza non è importante. È importantissima, non per niente da millenni incatena le vite degli esseri umani con il suo mistero. Il grande equivoco è confondere la bellezza con la perfezione, quella, sì, un trucco diabolico fatto per rovinarci la vita, una creazione artificiale dell’uomo soggetta ai tempi e alle mode: le forme cambiano a seconda della cultura, le gambe tornite che le adolescenti di oggi detestano erano apprezzatissime nel Rinascimento, l’abbronzatura che esibiamo fieri di ritorno dal mare avrebbe fatto orrore agli aristocratici dell’Impero Britannico. Inseguire la perfezione è inseguire un fantasma, Vanessa Incontrada lo ha imparato sulla sua pelle e per questo ha deciso di posare orgogliosamente nuda sulla cover di Vanity Fair in edicola oggi, in tutto il suo splendore generoso di 41enne: «Dobbiamo affrontare, capire e celebrare una nuova bellezza» dice, proponendosi come simbolo di «body positivity» e bellezza inclusiva, e dichiarando guerra a ogni forma di «body shaming» e bullismo contro il corpo e le sue forme in nome di una supposta perfezione. «Nessuno mi può giudicare» è il messaggio guida che Incontrada ha imparato sulla sua pelle, è il caso di dirlo. «Nel 2008 - racconta a Vanity - ho avuto mio figlio Isal. La maternità, come per altro succede a tutte le donne, trasforma il tuo corpo. E il mio si trasformò molto. Partirono le critiche. Feroci. Crudeli. Ero delusa, ferita e disorientata: ma perché essere così cattivi?». A caro prezzo la riconquista della serenità. «A volte prendi peso, altre lo perdi. Siamo donne, il nostro corpo funziona così. È naturale, va accettato e va soprattutto rispettato. Nessuno ti può né ti deve giudicare». Con la consapevolezza, il desiderio di condividerla con le sorelle, soprattutto le più giovani e vulnerabili: «Ho finalmente capito che la battaglia del corpo non riguardava più me ma tutte le donne. E che se potevo mettere a disposizione di altre la mia esperienza, be’ era arrivato il mome Bellissima e intelligentissima donna . Complimenti Vanessa !!! Una donna che posa nuda è una stronza Anche un ciottolo non è un ciottolo finché non la chiami con il suo nome.

La pandemia ha cambiato tutto e spinge la Lega nel PpeA chi scrivere il proprio punto di vista sulle cose? A chi affidare l’ indignazione e la speranza? Vi proponiamo di dirlo a Corriere La lega ormai su un binario morto A dimostrazione della natura democristiana: a cosa servono i depuratori fognari quando ci sono loro ad ingoiare tutto?

Louis Vuitton: la collezione Since 1854 per celebrare la MaisonNicolas Ghesquière, direttore artistico delle Collezioni Donna, ha disegnato il prezioso motivo jacquard che racchiude la data 1854, anno di fondazione di Louis Vuitton Omg ciao Vogue 🤩 Louis Vuitton

Centro nuoto, la minoranza accusa la giunta di Vercelli: “Abbatterlo è un pazzia dell’ultim’ora”La minoranza parla di «pazzia», di «idea balzana». E’ scontro totale con la maggioranza sulla proposta di abbattere l’edificio storico del Centro Nuoto per far posto ad una piscina estiva: con un colpo di ruspa verrebbe buttato giù lo stabile - che contiene al suo interno una quantità di amianto - trasformando l’attuale piscina in disuso da coperta a scoperta. Per contro l’ex piscina estiva è sovrastata ora da una struttura telescopica che la coprirà durante l’inverno facendola diventare una vasca al chiuso. Le polemiche nel Consiglio comunale dell’altro giorno, nel quale un punto dell’ordine del giorno era dedicato al Centro Nuoto, non si sono esaurite. Anzi. Il Pd rivendica l’esistenza di un progetto pronto, completo di fase 1 e 2, ossia la copertura della vasca esterna (che è stata realizzata) e la riqualificazione dell’edificio, dove avrebbe trovato posto una seconda vasca da 25 metri per attività agonistica (avendo anche la tribuna), area fitness e benessere. «Ma soprattutto - tuona il consigliere Carlo Nulli Rosso - avrebbe avuto delle vasche dedicate all’attività di bimbi, alla riabilitazione, gestanti, malati di Sla e per i corsi da sub, avendo a Vercelli una grande tradizione di scuola di subacquea. Il progetto era lì, avallato dalla Coni Servizi: poi arrivano loro, fanno un bando da 15 anni per la gestione della piscina e un ristorante, che va deserto. Nessun gestore è in grado di mettere in pratica quel progetto e il mercato gliel’ha bocciata». Poi, prosegue l’ex vice sindaco, «rifanno il bando e si inventano l’abbattimento dell’invernale per fare una piscina estiva: la più grande follia degli ultimi 30 anni in città, un’idea last minute di cui non c’è traccia nel Documento unico di programmazione. E’ un progetto da fermare in tutti i modi, perché togli le vasche per la riabilitazione e rinunci per sempre alle gare di nuoto: inoltre, con l’ex Enal, avremo 3 vasche estive, quando già due aperte d’estate fanno fatica». Il progetto targato Forte prevedeva du

La sfida di Candiolo: “Non solo Covid, la ricerca sul cancro è prioritaria”CANDIOLO (TORINO). Fiducia e sostegno: immutati dopo 34 anni di attività grazie ai traguardi raggiunti nella cura e nella ricerca sul cancro. Oggi, all'Istituto di Candiolo, la presentazione del quindicesimo «Bilancio Sociale e di Sostenibilità» da parte della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro. È intervenuto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. A fare gli onori di casa Allegra Agnelli, presidente della Fondazione, affiancata da Gianmarco Sala, il direttore. Massimo Giannini, direttore de La Stampa, ha moderato l’incontro: «Questo è un modello di ricerca e terapia, un esempio di coesistenza virtuosa tra pubblico e privato. L'emergenza Covid, che ha ridefinito le gerarchie, a tutti i livelli, ha dimostrato quanto sia importante questa cooperazione ». Oltre l'emergenza «Ricerca, il nostro futuro», con queste parole Allegra Agnelli ha aperto il suo intervento, sottolineando come «l'emergenza sanitaria ha posto al centro dell’attenzione di tutti l’importanza di avere a disposizione strutture sanitarie adeguate e pronte a qualsiasi esigenza. In un contesto del genere sostenere la ricerca non è solo un’azione di bene, ma un vero e proprio investimento per noi, per chi ci sta vicino e per le future generazioni». Anna Sapino, direttore scientifico dell'Istituto: «Anche in questo momento bisogna comprendere che la ricerca per sconfiggere il cancro non può fermarsi, bisogna andare oltre l'emergenza contingente». Investimenti e progetti Nel 2019 la Fondazione ha investito nella cura e nella ricerca oltre 20 milioni di euro e ha impostato le basi per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, che nei prossimi anni metterà a disposizione di pazienti, medici e ricercatori nuovi spazi di cura e di ricerca. Oltre 30, per la precisione 33, i milioni raccolti: le principali voci sono rappresentate dalle donazioni dirette, dal Cinque per Mille, dalle iniziative e da lasciti testamentari. Infine un dato significativo, per ogni euro donato oltre 92 centesimi veng