Paolo Borsellino, Antimafia, Giovanni Falcone

Paolo Borsellino, Antimafia

L’audio (e le parole amare) di Borsellino: «La macchina blindata solo la mattina così posso morire il pomeriggio»

L’audio e le parole amare di Borsellino: «Scorta solo la mattina, così posso morire di pomeriggio »

16/07/2019 15.47.00

L’audio e le parole amare di Borsellino: «Scorta solo la mattina, così posso morire di pomeriggio »

Dagli archivi finora segreti della commissione parlamentare antimafia emerge la voce di Paolo Borsellino , che l’8 maggio 1984 racconta le difficoltà del pool antimafia che in quel periodo sta già lavorando al maxi-processo a Cosa nostra

Carte non più segreteL’audizione del 1984 è la prima delle sei in cui prende la parola Borsellino che la commissione antimafia guidata dal senatore Nicola Morra ha deciso di desegretare insieme a gran parte degli atti ancora riservati, diffuse nella ricorrenza del 19 luglio, ventisettesimo anniversario dell’omicidio del magistrato saltato in aria insieme agli agenti di scorta Agostino Catalano, Water Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Ora sono pubbliche sia le trascrizioni che gli audio, e ancora oggi fa impressione ascoltare la voce del giudice assassinato qualche anno più tardi raccontare come lui e gli altri colleghi debbano arrangiarsi e escogitare soluzioni pionieristiche per poter svolgere un lavoro di cui dovrebbe essere già chiara l’importanza e la pericolosità: il precedente consigliere istruttore, Rocco Chinnici, era stato ucciso da un’autobomba nemmeno un anno prima, il 29 luglio 1983.

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Il computer che non funzionaPer la piega che ha preso il lavoro del pool, avverte Borsellino, è diventato indispensabile l’uso di un computer finalmente arrivato a Palermo, ma che «purtroppo non sarà operativo se non tra qualche mese perché sembra che i problemi della sua installazione siano estremamente gravi, anche se non si riesce a capire perché». Le dimensioni dell’indagine, spiega il magistrato, non consentono di andare avanti «con le nostre semplici rubrichette artigianali», e oltre al computer appena arrivato ma non ancora funzionante, servirebbero segretari e dattilografi, che non possono fare straordinari. Risultato: «Il giudice che è costretto a lavorare, come nel processo attualmente in corso, per 16 o 18 ore al giorno rimane, per buona parte della giornata, solo con se stesso, con tutto l’aggravio di lavoro che ne deriva».

La scorta solo di giornoNon solo. Borsellino lancia l’allarme sicurezza, lasciandosi andare a un amaro sarcasmo quando spiega che per i giudici antimafia la burocrazia prevede la scorta solo al mattino: «Buona parte di noi non può essere accompagnata in ufficio di pomeriggio da macchine blindate, come avviene la mattina, perché il pomeriggio è disponibile solo una blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere quattro colleghi. Pertanto io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 21 o alle 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere poi, libero di essere ucciso la sera». headtopics.com

Due anni e mezzo più tardi Borsellino è di nuovo davanti all’Antimafia, stavolta in qualità di procuratore di Marsala dove è andato per proseguire il lavoro di contrasto alla mafia, ma ugualmente si trova con scarsi mezzi a disposizione. E’ lì che l’11 dicembre 1986 il giudice parla di una «Procura smobilitata» e se la prende con il Consiglio superiore della magistratura che tarda a mandare pubblici ministeri in una Procura di frontiera come quella, preferendo risolvere prima i problemi del tribunale di Mondovì. Ma il territorio dov’è andato a lavorare, denuncia Borsellino, è «un santuario» dove potrebbero trovare rifugio e appoggi latitanti ultradecennali come Totò Riina e Bernardo Provenzano. (File 02(2).mp3, dal minuto 0,48 a 2,38, e poi da 3,15 a 3,36)

Latitanti a passeggioA proposito di latitanti e controllo del territorio, in quella stessa audizione Borsellino spiega che per consentire che a Marsala circoli una Volante della polizia anche di notte, lui s’è fatto dimezzare la scorta. E ricorda come il pentito Buscetta gli confidò che dalle due alle quattro del pomeriggio i boss latitanti passeggiavano tranquillamente nel centro di Palermo perché sapevano che in quell’orario c’era il cambio turno delle auto di servizio di polizia e carabinieri, e dunque non ne avrebbero incontrate in giro per la città. (per questa parte file 03(1).mp3, da minuto 0,00 a 1,31)

Denunce continueNell’incontro con la commissione parlamentare del 3 novembre 1988 Borsellino torna a parlare dello smantellamento del pool antimafia di Palermo dopo la mancata nomina a consigliere istruttore di Giovanni Falcone, che lui stesso aveva denunciato pubblicamente in estate. Tra il 1989 e il 1991 Borsellino tornerà in altre tre occasioni davanti all’Antimafia (l’ultima il 24 settembre ’91), sottolineando ogni volta i problemi e le difficoltà pratiche che i magistrati impegnati nel contrasto a Cosa nostra continuavano a incontrare. Un compito al quale il magistrato assassinato 27 anni fa non s’è mai sottratto, fino al momento il cui la mafia ha deciso di toglierlo di mezzo. Anche per questo, la desecretazione delle sue parole finora inedite decisa dalla nuova commissione rappresenta un omaggio alla figura di Borsellino, oltre che un monito per non tornare mai più ai tempi in cui inquirenti in prima linea debbano spiegare a deputati e senatori di non essere in condizione di lavorare come dovrebbero.

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Scandalosa Italia, politica infame!!! Scorte ai politici, giorno e notte, ma SCORTE in tutti I sensi, in senso lato, SCORTE di tutti I generi. Falcone e Borsellino dovrebbero essere indicati ai giovani come esempi di onestà e coraggio, il vero coraggio, non quello di chi uccide per i propri traffici illeciti

Borsellino e Falcone sono stati uccisi dai politici collusi con la criminalità organizzata, politici che hanno continuato a rovinare l’Italia è che resteranno impuniti; se ora veniamo a sapere qualcosa probabilmente lo dobbiamo al fatto che quegli “onorevoli” non ci sono più avv_procopio .....il CORAGGIO non gli è mai MANCATO 🙏💔🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹

Che amarezza Salvini non tweetta? comeDonQuixote Bisognerebbe che saltassero fuori i nomi di tutta la catena di comando che ha permesso quanto denunciato in questo articolo dal dott. Borsellino. Berlusconi hai potuto far carriera con la morte di questi eroi, chissà cosa avevano scoperto tra voi politici emergenti dei tempi e le cosche siciliane... gli ultimi magistrati seri ecompetenti!! Parcheggiati loro nessuno ha avuto il coraggio, rip ❤️

comeDonQuixote L'isolamento è il primo colpo inferto alle spalle di coloro che non si adeguano all'andazzo generale, che non vogliono capire come vanno le cose della vita. Segue il dileggio, poi le minacce e, infine, come diceva Andreotti, se uno se la va a cercare... Spezza il cuore. E poi fanno le celebrazioni ogni anno in onore dei giudici ammazzati anche grazie all'ignavia delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli.......che cazzo le fanno a fare le celebrazioni?

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Da chi era composto il governo in quegli anni? Se si vuole conoscere chi ha ammazzato prima Falcone e poi Borsellino basta leggere l'elenco dei ministri. La solitudine dei numeri primi... FalconeeBorsellino

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