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Dji RoboMaster S1: un drone terrestre insegna ai bambini la programmazione - La Stampa

Mostrato in anteprima a La Stampa, è la versione domestica dei robot da competizione dell’azienda. Ma è pensato per insegnare i linguaggi di programmazione fin dall’adolescenza

24/10/2019 09.48.00

Mostrato in anteprima a La Stampa, è la versione domestica dei robot da competizione dell’azienda. Ma è pensato per insegnare i linguaggi di programmazione fin dall’adolescenza.

Mostrato in anteprima a La Stampa, è la versione domestica dei robot da competizione dell’azienda. Ma è pensato per insegnare i linguaggi di programmazione fin dall’adolescenza

Raffaele AngiusPubblicato il24 Ottobre 2019Se c’è un problema che genitori e scuole italiane tendono a non porsi spesso, questo è di dare ai giovani l’opportunità di imparare a programmare. Per questo la società cinese Dji, specializzata nella produzione di droni e stabilizzatori per fotocamere e cellulari, ha deciso di portare anche sul mercato europeo il RoboMaster S1, un veicolo telecomandato che spara, corre, derapa e combatte. A patto che lo si programmi per farlo. 

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Mostrato in anteprima aLa Stampa, RoboMaster S1 è la versione domestica - e addomesticata - dei robot che si sfidano durante le competizioni organizzate dall’azienda dal 2013, alle quali partecipano migliaia di ingegneri provenienti da oltre quattrocento università. E se i modelli da combattimento sono il banco di prova delle competenze meccaniche e ingegneristiche dei loro piloti, il RoboMaster S1 vuol essere prima di tutto un gioco educativo, senza rinunciare al divertimento. 

Per prima cosa, pesa poco meno di 3 chili (una volta assemblato) e ha un cannone che spara pallini gel o raggi laser. I primi, biodegradabili e non tossici, tendono a schizzare ovunque e sono dunque più adatti a un ambiente esterno (anche perché lasciano evidenti, ma lavabili, residui), ma la funzione laser è altrettanto efficace. Sei sensori sulla scocca servono alla modalità multiplayer, in cui due dispositivi possono cercare di annientarsi virtualmente a vicenda, percependo ciascuno i colpi andati a segno dell’altro. Altri venticinque sensori interni forniscono informazioni sulla posizione del dispositivo e sull’ambiente circostante e sono utili anche a disattivare le funzioni di fuoco quando il cannone è puntato al di sopra di un’altezza sicura.  headtopics.com

In testa allo stabilizzatore meccanico, una fotocamera con un campo visivo di 120 gradi permette di controllare il dispositivo direttamente dal telefono, a cui le immagini vengono trasmesse tramite la rete WiFi condivisa con il robot. Così come già avviene per i droni, anche il RoboMaster S1 è comandato direttamente da smartphone e tablet, con un’app dedicata sia per Android sia per iOS che include diverse funzioni. Ma la fotocamera può fare molto di più: grazie alla tecnologia per la visione artificiale, il dispositivo è in grado di seguire un bersaglio in movimento, eseguire le istruzioni di un marcatore visivo (utile per costruire dei percorsi) o essere comandato con dei gesti. Una delle modalità di gioco già programmate è proprio la funzione “Gara”, dove il robot deve seguire un tracciato nel quale ciascun checkpoint è considerato superato quando la fotocamera ha inquadrato e riconosciuto il relativo simbolo. 

I robot devono inquadrare i cartellini rossi perché il checkpoint si consideri superato - ph: R. AngiusIl movimentoA differenza delle comuni macchine radiocomandate, dotate di sterzo, le ruote sono dei grandi cilindri con una serie di rulli posti a un angolo di quarantacinque gradi rispetto all’asse. Si tratta di ruote di tipo “mecanum” - ben descritte su

Wikipedia- che permettono un movimento omnidirezionale ed eventualmente di traslare il veicolo anche lateralmente. Per contro, questa tecnologia richiede un pavimento e non è compatibile con il prato o la ghiaia, che potrebbero danneggiare i rulli. A completare il quadro meccanico, quattro motori magnetici di tipo “brushless” che permettono di raggiungere una velocità superiore ai 12 chilometri orari. Il tutto è alimentato con una batteria Dji da 2400 mAh che promette 35 minuti di autonomia al pieno utilizzo, ma può arrivare fino a cento minuti di durata. 

Realizzato con in mente la formazione Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), il RoboMaster S1 offre una serie virtualmente infinita di personalizzazioni. I linguaggi di programmazione utilizzabili sono Scratch 3.0 e Python, protagonisti di video, tutorial e istruzioni reperibili alla RoboAcademy e che nelle intenzioni di Dji dovrebbero rinnovare costantemente le opportunità di utilizzo del RoboMaster S1. In particolare, Python è il linguaggio di programmazione più insegnato al mondo e terzo per utilizzo secondo headtopics.com

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l’indice Tiobeche ne misura la popolarità. Utilizzato ampiamente in Google o alla Nasa, Python è anche il linguaggio con cui è scritto il social network Reddit. Ma gli utenti più avanzati possono espandere le proprie possibilità anche con i componenti aggiuntivi, collegabili alla Cpu tramite una porta a modulazione di lunghezza d’impulso (Pwm) e una porta SBus. Da qui, spiega l’azienda, sarebbe possibile anche espandere i linguaggi di programmazione utilizzando C+.

Il robot può essere programmato per riconoscere visivamente e seguire un percorso prestabilito - ph: R. AngiusFigli curiosi e genitori nerdComposto da 23 pezzi e 101 viti, il RoboMaster S1 è un giocattolo che dev’essere meritato. Sia per il tempo richiesto per assemblarlo (almeno un paio d’ore), sia per il costo: il nuovo prodotto Dji fa il suo debutto in Europa a ottobre al prezzo di 549 euro. A completare l’offerta, il sito dell’azienda permette l’acquisto di alcuni accessori tra cui il joystick addizionale da agganciare allo smartphone o al tablet (89 euro) e il kit Playmore (169 euro), che aggiunge al pacchetto una scorta di pallini gel, una batteria di riserva e il contenitore per pallini (questi devono essere immersi in acqua alcune ore prima di essere utilizzati). 

credit: DjiMa il divertimento potrebbe svanire in fretta se non si ha un interesse nell’ingegneria e nella robotica: il prodotto è pensato per un’età superiore ai quattordici anni e senza approfondirne le funzioni o la la meccanica rischia di diventare una costosa e complessa auto radiocomandata che produce rumori e spara luci colorate. Per contro, anche queste sono funzioni programmabili in Scratch o Python, di cui si trovano molte informazioni su una

paginadedicata - in inglese - sul sito di Dji. Per questo, messa da parte la suggestione del cannoncino sparatutto o delle acrobazie alla “Monster Truck Madness”, il RoboMaster S1 si apprezza davvero mettendo le mani sotto il cofano, dove avviene la magia dell’informatica. headtopics.com

Acquisito il bersaglio, il robot può essere programmato per seguirlo - ph: R. Angius Leggi di più: La Stampa »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

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Pala Pregnolato, patto per la convivenza con lo zampino della giunta - La StampaMancano sole le firme per ratificare un accordo raggiunto in Comune dopo settimane di trattative, polemiche e prese di posizione. Alla fine il capitolo che aveva caratterizzato l’inizio della stagione hockeystica si è chiuso nella maniera che tutti auspicavano: le quattro società che utilizzano il Pala Pregnolato (Skating, che gestisce l’impianto, Engas Hockey Vercelli, Pro Vercelli femminile e Amatori) si divideranno gli spazi: «Non è stata una trattativa semplice - sottolinea l’assessore Domenico Sabatino, che ha avuto il ruolo determinante di mediatore -. C’erano da mettere insieme le esigenze di quattro società, tutte con le loro necessità. È da quando mi sono insediato che mi sono trovato a gestire questo caso. Alla fine la buona volontà di tutte le componenti ha prevalso». Sabatino rivendica il ruolo dell’amministrazione: «Senza l’intervento mio, del sindaco Andrea Corsaro e del suo vice, Massimo Simion, forse la situazione sarebbe ancora in discussione - dice -. Ora, però, occorre chiudere con le polemiche e pensare agli impegni che vedranno protagoniste al Pregnolato le realtà cittadine di hockey e pattinaggio». In pratica i club si sono venuti incontro, trovando un’intesa per gli orari di utilizzo del Pala Isola. Il nodo principale era quello legato agli allenamenti dell’Under 17 dell’Amatori (sinora il team di B si allenava a Novara, mentre i ragazzi al Circolino dell'Isola). La società gialloverde, che chiedeva orari più consoni alle esigenze di ragazzi che frequentano la scuola, rispetto a quelli inizialmente previsti, era arrivata a portare via dalla sala stampa del palazzetto i trofei conquistati. Poi con un gesto di distensione, patron Salvatore Tarsia ha riportato i cimeli al loro posto aprendo, di fatto, le trattative verso una felice soluzione. «Gli orari che abbiamo concordato si avvicinano a quelli che, inizialmente avevamo richiesto», conferma il tecnico dell’Amatori Andrea Ortogni. Oltre ai giovani anche la prima squadra gialloverde potrà allen