Bruno Ruffilli, News

Chi è Jonathan Ive, l'uomo dei grandi successi Apple (e ora di Ferrari)

Chi è Jonathan Ive, l'uomo dei grandi successi Apple (e ora di Ferrari)

27/09/2021 21.18.00

Chi è Jonathan Ive, l'uomo dei grandi successi Apple (e ora di Ferrari)

Il designer responsabile di prodotti come l’iMac, l’iPod, l’iPhone collaborerà con l'azienda automobilista italiana più fam…

di Bruno Ruffilli27 Settembre 20214 minuti di letturaNon si era saputo quasi nulla di Jonathan Ive dopo l’addio ad Apple, nel 2019. Oggi finalmentec’è la prima notizia, ed è clamorosa: la società dell’ex designer di Apple e di Mark Newson collaborerà con Ferrari. Di più: “Oltre a collaborare con Ferrari, LoveFrom esplorerà una serie di progetti creativi con Exor nel business del lusso”, si legge nel comunicato ufficiale. Ive entrerà inoltre a far parte del Partners Council di Exor, il forum annuale di amici e partner che hanno conseguito grandi successi e condividono idee ed esplorano potenziali opportunità di business. 

Fisco, Di Maio: “Abbassare le tasse non è più rinviabile” Un terremoto di magnitudo 4.3registrato al largo delle isole Eolie Roccaraso, un orso si aggira in cerca di cibo nella città abruzzese

Chi è54 anni, fisico massiccio e sguardo timido, Ive è deciso, ossessivo, paranoico nella cura dei dettagli. Ha una passione per le auto, guida una Bentley Mulsanne nera, una Aston Martin o una Range Rover. Ha realizzato un lavandino per Ideal Standard, e dato consigli al regista J. J. Abrams per costruire la spada laser di

Star Wars. E soprattutto ha firmato alcuni dei più grandi successi commerciali della Mela e dei gadget più venduti di sempre, entrati nella storia e nella cultura pop, e nella vita di miliardi di persone in tutto il mondo. Come responsabile dell’interfaccia, ha poi completamente rivisto l’aspetto del sistema operativo iOS e OS X, introducendo un nuovo stile grafico presto ripreso dai concorrenti. Per questo, molti hanno visto in Ive il vero erede di Steve Jobs: il fondatore di Apple e il designer inglese sono stati uniti da una comunanza spirituale, da una passione e una dedizione instancabili. Lo aveva raccontato lo stesso Jobs nel libro di Walter Isaacsson, lo ha confermato più volte la vedova Laurene Powell Jobs. headtopics.com

L’incontroSir Jonathan Ivenel 2017, al lancio dell’iPhone X, che ha coinciso con la presentazione della nuova sede di Cupertino. Era stanco e visibilmente emozionato: “Ci ho lavorato per otto anni, non c’è stato giorno che non abbia pensato a questo posto”, ci disse, mentre acquistava una decina di t-shirt a tiratura limitata in vendita solo nella Store della Spaceship a 40 dollari l’una.

Apple Park è un’idea folle che diventa realtà, un po’ come l’iMac, l’iPod, l’iPhone, l’iPad, tutti disegnati da Ive, a stretto contatto con Steve Jobs. Il fondatore di Appleè morto il 5 ottobre 2011, ma quattro mesi prima la sua ultima uscita pubblica fu per partecipare a una seduta del consiglio comunale di Cupertino e presentare il nuovo campus. Il progetto è stato  sviluppato dallo studio dell’archistar inglese Norman Foster, ma Ive ha supervisionato ogni dettaglio. “Ho disegnato anche le maniglie delle porte”, racconta. Sono curve, di metallo, ma tutto è curvo, e di metallo, vetro, pietra o legno. Curve sono le pareti dello Steve Jobs Theater, curvi gli spigoli dei tetti, i bordi delle panchine, le aperture dei contenitori per gli asciugamani di carta nei bagni. Impressionante la scala del Centro Visitatori, dove si trovano l’Apple Store e la caffetteria, gli unici due spazi aperti al pubblico: il corrimano è composto di blocchi di materiale composito simile alla pietra, senza spigoli, ed è raccordato ai gradini con una curva. 

Apple Park è un luogo di lavoro, ma anche un simbolo zen. L’edificio principale ha un’area complessiva di 260.000 m2e all’interno potrebbe trovare posto l’intero Pentagono. In realtà ospita un prato, un laghetto e alberi da frutta. Albicocchi, come quelli che nell’infanzia di Jobs crescevano proprio lì, intorno a quella che allora era la sede di Hewlett Packard. “E quando cresceranno gli alberi di prugna sarà ancora più bello”, ci dice Ive.

Estetica ed eticaLa qualità dei materiali, l’eccellenza delle rifiniture, l’attenzione paranoica per i dettagli sono caratteristiche tipiche dei prodotti Apple, e hanno contribuito in gran parte al loro successo. Dietro il quale ci sono molte ragioni, ma c’è anche una cultura del design che non ha rivali nella storia dell’elettronica consumer. Due sole le eccezioni, che non a caso servirono da modello per Jobs fin dall’inizio della sua avventura: Sony e Olivetti, aziende capaci di costruire nel tempo un linguaggio estetico personale e innovativo. Dove non esiste spazio per l’ornamento e ogni scelta è importante: quello che c’è non può non esserci, e quello che non c’è non deve esserci. Così l’estetica diventa etica, e dal bello si passa al concetto di giusto. headtopics.com

Sadeck vince Tù sì che vales 2021 con le sue «Geometrie Variable» Una donna salva un cane intrappolato nel suo pelo e gli cambia la vita Variante sudafricana: cosa sappiamo finora e perché fa così paura

La plastica, ad esempio: fino a poco tempo fa non era infrequente trovarla mascherata da metallo, specie in gadget e apparecchi elettronici economici. Oggi è scomparsa, e anche sui prodotti cinesi più a buon mercato è difficile vedere plastica cromata. Quando presentò l’iPhone 5c, Jonathan Ive  disse che era realizzato con una plastica “che non deve chiedere scusa”. 

E poi l’alluminio, e il vetro, così tipici di Apple: rifiniti alla perfezione ma sempre in modo che la loro natura sia evidente. Sono scelte che denotano coerenza intellettuale, trasparenza verso chi acquista un oggetto. La sincerità dei materiali è una scelta etica, che rimanda a concetti come la qualità, la durata nel tempo, la possibilità di riutilizzo e riciclo.

Molti hanno ripreso le linee e i materiali di Apple, e non solo dell’iPhone (basti pensare ai computer, dall’iMac colorato fino ai MacBook Air). Nessuno è però riuscito a inventare una cultura del design come quella incarnata da Jobs prima e da Ive poi. Perché si fa presto a dire che il più famoso designer industriale di oggi si è ispirato a un altro leggendario progettista, Dieter Rams, ma le somiglianze tra l’iPod e la radiolina Braun degli anni Settanta non sono casuali, sono rimandi alla stessa matrice intellettuale.

Corsi e ricorsi Leggi di più: La Stampa »

Covid, Science: identificata paziente zero al mercato di Wuhan

Leggi su Sky TG24 l'articolo Covid, Science: identificata paziente zero al mercato di Wuhan

Chi è Olaf Scholz, il leader Spd che potrebbe diventare cancelliereLeggi su Sky TG24 l'articolo Chi è Olaf Scholz, il probabile cancelliere che con l'Spd ha vinto le elezioni in Germania

Spigolatrice di Sapri, il senatore M5S Castiello: 'Chi critica la statua non conosce il corpo delle donne meridionali'Il pentastellato che ha finanziato la discussa opera, accusata di sessualizzare l'immagine della donna, ribatte all'ex senatrice Repetti che ha solleva… avete rotto il cazzo con queste minchiate Ma qual'è il problema della statua? Ma vi siete rincoglioniti tutti? non mi pare outfit idoneo e poi la vicenda Pisacane i 300 e la spigolatrice andrebbe riportata a verità storica

Riscrivere il contratto socialeSe davvero nulla sarà più come prima è arrivato il momento di riformulare la tavola dei diritti e dei doveri, delle protezioni, delle oppo…

Elezioni Germania, il voto per posta sempre più protagonista: ecco come funziona - Il Fatto QuotidianoELEZIONI GERMANIA La percentuale di chi vota per posta ancora in aumento: quali sono le ragioni Funziona coma negli Usa? 😭

L'ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo è stato degradatoLeggi su Sky TG24 l'articolo L'ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo è stato degradato 'Vogliamo i colonnelli' - e l'hanno accontentato. ora è generale antonio zequila no!

Marcel Jacobs, l'uomo più veloce del mondo, ora corre... verso l'altare con la sua NicoleLa sua (futura) moglie l'ha battuto in velocità!