Carlo Rovelli: «Ho scoperto tardi il problema dell’ambiente. E me ne vergogno un po’»

Carlo Rovelli: «Ho scoperto tardi il problema dell’ambiente. E me ne vergogno un po’»

05/06/2020 22.02.00

Carlo Rovelli: «Ho scoperto tardi il problema dell’ambiente. E me ne vergogno un po’»

Una tardiva ammissione di consapevolezza ha aperto l’intervento del fisico alla maratona in streaming del Corriere: «Noi minaccia ambientale? All’inizio non ci credevo»

Il parallelismo tra pandemia e crisi climaticaC’è un parallelismo importante fra la pandemia e la crisi climatica, secondo Rovelli: «La prima era un rischio per l’umanità sul quale erano stati lanciati avvertimenti ripetuti mai presi sul serio. Quando è arrivata ci ha mostrato che il nostro atteggiamento spavaldo per cui “tanto l’umanità è forte e supera tutto” è sbagliata. Basta un virus per causare centinaia di migliaia di morti. L’umanità è fragile, ecco la verità che la pandemia ci mette davanti agli occhi». E siccome i problemi ecologici globali – dei quali siamo stati avvertiti – sono molto più seri della pandemia, il rischio è molto più grande e le possibili conseguenze più drammatiche.

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta I due ragazzi contro i genitori No Vax: «Vaccinateci, vogliamo essere liberi» Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti

Il Green Deal Ue e le decisioni pesantiEppure, anche se ormai la consapevolezza della realtà della crisi climatica è consolidata, non tutti sono convinti sul modo di agire. «Purtroppo c’è sempre qualcuno che resiste alle decisioni da prendere perché sono pesanti. L’Europa, per esempio, con il Green Deal ha preso una strada impegnativa ma a qualcuno, che evidentemente ha fatto investimenti in un’altra direzione, non piace. Ormai nessuno nega il problema», ha aggiunto Rovelli, «chi dice è troppo tardi per agire dice una sciocchezza: se prende fuoco la mia libreria posso anche dire “lascio perdere perché ormai i libri sono bruciati”, solo che così brucia tutta la casa. Ovviamente qualcosa ce lo siamo già persi per non aver agito prima, ma non è un buon motivo per mettere in gioco molto di più».

Devastante chi dice «prima noi poi gli altri»Serve un’azione globale comune, come contro la pandemia, sottolinea. «Le comunità non ne sono sufficientemente consapevoli. E poi è un argomento delicato che si interseca con argomenti di politica “partitica”. Purtroppo ci sono troppe forze politiche nel mondo – da Trump in America a Bolsonaro in Brasile, da Boris Johnson in Gran Bretagna fino a Salvini in Italia – la cui linea politica è “prima noi e poi gli altri”. È una logica devastante quando i problemi sono globali. Su queste questioni che possono essere risolte solo a livello planetario è essenziale mettere l’interesse comune davanti. Il riscaldamento globale è su tutto il Pianeta. Pensare solo a se stessi alla lunga è controproducente». headtopics.com

«L’Italia paga le resistenze della politica»E l’Italia? Carlo Rovelli cita un indice internazionale che misura l’azione dei vari Stati. «Non è fra i Paesi migliori ma neanche fra i peggiori. È in una posizione mediana, segue l’Europa con poco entusiasmo, da questo punto di vista. Ho l’impressione che la politica italiana non si renda ancora conto che l’indirizzo preso dall’Europa richiederà un vasto ri-orientamento di scelte in politiche sociali, nella decarbonizzazione, nell’implementazione dell’economia circolare. C’è una resistenza, sia nei ministeri sia fra i politici. E perché diventi urgente serve che la cittadinanza per prima ne riconosca l’importanza».

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