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Zaki, maxi corteo degli studenti il 17 febbraio a Bologna. L'Ue si muove: sia rilasciato subito

#Zaki, mobilitazione per il ricercatore e appello alla partecipazione

13/02/2020 17.28.00

Zaki , mobilitazione per il ricercatore e appello alla partecipazione

Lo studente dell'Università di Bologna, arrestato venerdì al Cairo all'arrivo nel suo Paese, ha subito torture e rischia l'ergastolo. Un amico del giovane: 'Anche io rapito, temo per lui'. I genitori di Giulio Regeni: conosciamo quella ferocia, vicini ai genitori di Zaki

I genitori di Giulio Regeni: conosciamo quella ferocia"Siamo empaticamente vicini ai familiari e agli amici di Patrick George Zaky dei quali comprendiamo l'angoscia e il dolore. Noi sappiamo di cosa è capace la paranoica ferocia egiziana: sparizioni forzate, arresti arbitrari, torture, confessioni inverosimili estorte con la violenza, depistaggi, minacce. Il tutto con la complicità ipocrita di governi e istituzioni che non voglio rompere l'amicizia con questo paese". Lo affermano Paola e Claudio Regeni e il loro legale, Alessandra Ballerini in una nota. "Speriamo che ammonite dalla tragica vicenda di Giulio le istituzioni italiane ed europee sappiano questa volta trovare gli strumenti per salvare la vita e l'incolumità di questo giovane ricercatore internazionale, senza far più passare neppure un'ora. Se si vuole veramente salvare la vita di questo ragazzo occorre che i paesi che si professano democratici abbiano la forza e la dignità di dichiarare l'Egitto paese non sicuro e richiamare immediatamente i propri ambasciatori. Il resto sono solo prese in giro. Patrick, come Giulio, merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose", conclude la nota.

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Un amico di Zaki:"Anche sono stato rapito, temo per lui"Rapito come Zaki, interrogato per 35 ore senza subire elettroshock, ma comunque picchiato, bendato, legato e pure privato del sonno. La drammatica testimonianza arriva da Amr, cittadino egiziano di 29 anni che in prima fila si sta battendo con migliaia di altri attivisti per la liberazione dello studente dell'Università di Bologna arrestato venerdì al Cairo all'arrivo nel suo Paese. Amr è un ingegnere informatico, lavora a Berlino da qualche anno."Ho incontrato Patrick all'Università tedesca al Cairo dove entrambi ci siamo laureati- racconta-. Ci siamo poi avvicinati con l'inizio della Rivoluzione egiziana e l'impegno insieme con l'Unione studentesca. Un buon esempio di come Patrick era sempre in prima fila per gli altri è stato quando sono stato espulso dalla nostra università per motivi politici nel 2012. Patrick allora è stato uno dei leader dei movimenti studenteschi che hanno portato al mio reinserimento", continua."In Egitto sono stato l'ultima volta a settembre 2015. Sono stato rapito dalle forze di sicurezza statali a luglio e interrogato per 35 ore. Non ho subito elettroshock ma sono stato picchiato, bendato e legato. Mi hanno privato del sonno e hanno cercato di distorcere il tempo. Poi sono stato rilasciato, ma hanno continuato a chiamarmi per le indagini più volte e quindi mi sono reso conto che ero in pericolo e dovevo scappare dal Paese. Come ingegnere del software ho avuto diverse proposte di lavoro in Europa e sono partito subito". Amr teme che le forze egiziane lo controllino o spiino anche all'estero."Ci sono state tante storie su questo in passato, una volta ho incontrato un ricercatore che stava scrivendo una tesi di master proprio su questo argomento". Quanto alla petizione per Zaki su Change.org, che vola verso le 50 mila firme,"negli ultimi 9 anni ho imparato la lezione a mie spese. Niente è più importante che coinvolgere le persone. Le persone sono il vero potere. L'Egitto al tempo di Al-Sisi ha raggiunto uno stato in cui fa così paura. Le persone hanno paura di parlare, protestare, firmare una petizione, scrivere post Facebook. Sappiamo che è innocente come tutti gli altri. L'alta attenzione li spaventa" perché"si rendono conto che i media sapranno tutto, e hanno paura dei media. E poi, più occhi sono su Patrick e più al sicuro è in carcere". "Patrick non è un caso isolato- aggiunge Amr-, ma il fatto che sia un amico mi ha fatto male. Pagherò un prezzo per aver fatto sentire la mia voce per lui, lo so. Il mio più grande timore è che questo prezzo che noi egiziani paghiamo per la nostra sicurezza sia per nulla. E questo accadrà soltanto se le persone cominceranno a ignorare le nostre storie. A trattarci come numeri, i 60 mila detenuti politici in Egitto non sono numeri. Sono persone con volti, vite, con persone che amano, famiglie, passioni, ma il mondo li vede solo come numeri. La mia più grande speranza è che arrivi ungiorno in cui finiscano tutte le dittature del mondo. Un mondo di verità e giustizia, per Regeni, per Zaki, per Alaa Abdelfattah, per Shady abo zaid, per Ahmed douma, per chiunque lotti per la libertà in questo mondo".

Si muove l'Europa. Sassoli: rilasciato subito. Zaki rischia l'ergastoloIl presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, richiama i colleghi di Strasburgo sul caso, chiedendo l'immediato rilascio del ricercatore. Zaki rischia fino all'ergastolo, oltre ad aver già subito torture. E da Berlino a Granada, Milano, Bologna, si moltiplicano le iniziative per non spegnere i riflettori su quello che si teme possa diventare un nuovo caso Regeni. A Strasburgo David Sassoli ricorda"alle autorità egiziane che l'Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili". Josep Borrell, l'Alto rappresentante Ue, solleverà la questione al prossimo Consiglio europeo, lunedì prossimo. L'Italia, toccata da vicino perché Zaki ha scelto la sua più antica università, Bologna, per coltivare i suoi studi sui diritti civili, batte un colpo. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio conferma l'attivazione della Farnesina nella raccolta di informazioni. Alla Camera il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D'Incà risponde al question time sottolineando l'urgenza del caso considerate le analogie con"la dolorosa e tragica vicenda di Giulio Regeni" e rimarca che il caso è una"priorità" per il Governo italiano. Dall'Egitto le preoccupazioni per Zaki sono ancora maggiori. Wael Ghaly, uno dei legali che assistono il ricercatore, sottolinea che le accuse che gli hanno rivolto sono peggiori di quelle per terrorismo: per il 'rovesciamento del regime al potere' la pena prevista dall'ordinamento egiziano è il carcere a vita. headtopics.com

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A casa di Zaki: «Sequestrato e picchiato per farlo parlare di Regeni»I genitori del giovane egiziano dell’università di Bologna: «Ha le sue opinioni, ma non è una minaccia per nessuno. In cella il nostro Patrick chiede libri e vuole studiare»

Di Maio: «Roma seguirà il processo a Zaki. Ma serve il dialogo col Cairo»Il ministro degli Esteri: «Chiediamo notizie sullo studente egiziano, difendiamo i diritti umani. «La nostra ambasciata sta facendo tutto il necessario» Ma chi se ne frega .. we Ciccio vai in Cina va .. a farti sentire Se c'arriva a processo...

L'avvocato di Zaki: 'E' distrutto psicologicamente'. E chiede una perizia medica per tortureIl giovane è in una cella del Commissariato di Mansoura con criminali. 'Interrogatorio di 17 ore, bendato, colpito alla schiena e torturato con scosse elettriche'  denuncia Amnesty International 🙁😶 Zaki Mi piacerebbe pure sapere cosa ne pensa il governo egiziano di questa 'anima buona ed immacolata'. Tanto per farmi un'idea precisa e non sposare sempre cause di un solo colore😐 Regeni non ha insegnato nulla su AlSisi ed i suoi sostenitori .. Ma Amnesty era presente all'interrogatorio ?

Di Maio: «Roma seguirà il processo a Zaki. Ma serve il dialogo col Cairo»Il ministro degli Esteri: «Chiediamo notizie sullo studente egiziano, difendiamo i diritti umani. «La nostra ambasciata sta facendo tutto il necessario» Ma chi se ne frega .. we Ciccio vai in Cina va .. a farti sentire Se c'arriva a processo...