Weinstein incriminato a Los Angeles È italiana una delle due accusatrici

Weinstein incriminato per stupro anche a Los Angeles: è italiana una delle due accusatrici

07/01/2020 13.11.00

Weinstein incriminato per stupro anche a Los Angeles: è italiana una delle due accusatrici

L’attrice ed ex modella, oggi quarantenne, aveva denunciato l’ex produttore chiedendo di restare anonima. E’ stata la figlia adolescente a spronarla a parlare

, l’ex produttore di Hollywood è stato incriminato anche dalla procura di Los Angeles per stupro e altri reati sessuali. E una delle due accusatrici che hanno portato all’apertura della nuova azione giudiziaria contro il fondatore di Miramax è italiana. La terza, oltre ad Asia Argento e Ambra Battilana, ad aver denunciato l’allora patron della Weinstein Company: attrice ed ex modella, oggi quarantenne, ha chiesto che il suo nome non venga divulgato per proteggere i suoi tre figli. Ed è stato proprio dopo una chiacchierata intima con la figlia adolescente che la donna si sarebbe decisa a denunciare Weinstein nel 2017, come raccontato allora in un’intervista al

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Los Angeles Times.Una settimana prima che esplodesse il caso Weinstein, la ragazza confidò alla madre delle molestie che subiva da sette mesi da parte di un compagno. A quel punto l’attrice le rivelò dell’aggressione del produttore e al tempo stesso la invitò a non subire in silenzio. «Se io devo fare questo, perché non ti difendi pure tu?» le rilanciò la figlia. «Devi essere forte, mamma».

Così la donna, definita un’attrice famosa — «è apparsa sulla copertina di Vogue e ha recitato in diversi film italiani», si legge nell’intervista — si sarebbe decisa a denunciare Weinstein alla polizia di Los Angeles e poi a raccontare tutto al Los Angeles Times. headtopics.com

La donna - che all’epoca viveva in Italia e oggi risiede in California — è stata aggredita sessualmente dal produttore il 18 febbraio 2013, mentre si trovava a Los Angeles per l’Italia Film, Fashion and Art Festival, pochi giorni prima della serata degli Oscar. La violenza sarebbe avvenuta nell’hotel di Beverly Hills dove lei alloggiava e dove il produttore, al termine della serata del Festival, si è presentato senza preavviso: «Ha cominciato a farmi molte domande, ma presto è diventato molto aggressivo e ha iniziato a chiedermi di volermi vedere nuda» ha raccontato. «Ha afferrato i miei capelli e mi ha costretto a fare qualcosa che non volevo. Poi mi ha trascinato in bagno e mi ha violentato. Mi ha fatto sentire un oggetto, per anni mi sono sentita in colpa», ha confidato, chiedendo di rimanere anonima.

La sua è stata la prima denuncia sul caso Weinstein riportata in California. Altre ne sono seguite, ma soltanto questa e un’altra — per un’aggressione sessuale compiuta la sera successiva nella suite di un hotel di Beverly Hills — sono state riconosciute valide per aprire l’azione giudiziaria: la legge qui impone che non debbano essere passati più di 10 anni dall’atto criminoso.

La procuratrice di Los Angele Jackie Lacey vuole dunque processare l’ex bossdi Miramax per aver violentato l’attrice italiana e aver aggredito sessualmente un’altra donna il 19 febbraio 2013, sempre in una camera d’albergo. A Los Angeles si è così aperto un secondo fronte per l’ex re Mida del cinema. Se riconosciuto colpevole in California, Weinstein rischia 28 anni di carcere, intanto comunque dovrà pagare una cauzione di cinque milioni di dollari perché considerato a rischio di fuga.

7 gennaio 2020 (modifica il 7 gennaio 2020 | 11:08) Leggi di più: Corriere della Sera »

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