Vittoria, 120 anni fa l’addio alla regina che rese «popolare» la monarchia

Vittoria, 120 anni fa l’addio alla regina che rese «popolare» la monarchia

22/01/2021 18.04.00

Vittoria, 120 anni fa l’addio alla regina che rese «popolare» la monarchia

Il 22 gennaio 1901 moriva la regina imperatrice. Con lei Londra entrò nell’era moderna e la monarchia si calò in una dimensione «domestica» che ne decretò il successo

Osborne, January 22,1901, 6.45 p.m. Her Majesty the Queen breathed her last at 6.30p.m.», scriveva il bollettino ufficiale della morte: alle 18 e 30 di sera del 22 gennaio. Londra diceva così addio alla sovrana che aveva regnato su un impero mai più tanto vasto (e oggi messo in discussione dai movimenti anti-imperialisti).

Cinque azzurri (e tutto il Galles) si inginocchiano prima del fischio di inizio: non era mai successo Forza Italia, Berlusconi: “Sono ancora in campo e intendo rimanerci” Euro 2020: Italia-Galles 1-0, azzurri primi nel girone A. LIVE

ImperatriceImperatrice dell’India dal 1876, guidò il Paese nel momento della massima espansione per una lunghissima stagione. Durante la quale fu inaugurato il Canale di Suez (1869), passò una legge che permise alle donne di trattenere parte dei propri beni dopo il matrimonio e una che introdusse l’obbligo scolastico per i bambini dai 5 ai 10 anni, come ricorda lo storico Niall Ferguson. Intanto, la Gran Bretagna ripudiava la schiavitù, il movimento delle Suffragette guadagnava consensi e Vittoria il 16 agosto 1858 mandava il primo telegramma transatlantico. Avanzava insomma a grandi passi insomma l’era moderna.

Buckingham PalaceQuando morì a 81 anni, la donna che era entrata a Buckingham Palace giovanissima, per abitarlo per prima come reggia ufficiale, in realtà si trovava ad Osborne House, sull’isola di Wight. In quel palazzo schiaffeggiato dai venti del mare che tanto aveva amato in compagnia del marito Alberto. Un amore autentico, sincero, profondo. Tanto intenso che quando il principe morì a soli 42 anni di febbre tifoidea, Vittoria inconsolabile si ritirò nel suo dolore, portando il regno sull’orlo di una crisi istituzionale. headtopics.com

Crisi istituzionaleMa l’ultima stagione della sua vita fu intensa: compresa l’importanza per un regina di farsi sempre vedere —the Queen has to be seen to be believed— recuperò il tempo perduto, presenziò a centinaia di appuntamenti ufficiali. Sancì così la consacrazione del nuovo ruolo cerimoniale della monarchia (che stava intanto perdendo quello politico). Poi in quell’ultimo scampolo di vita quando i dottori al suo capezzale si avvicendavano cercando di capire se la sovrana avesse ancora la forza di vivere «giorno e notte una folla paziente aspettava ai cancelli del palazzo - come scrisse la cronaca del Manchester Guardian —. Erano perlopiù giornalisti, non meno di un centinaio...E non rappresentano solo giornali inglesi ma americani, tedeschi, francesi e altri giornali stranieri e la loro presenza è indicativa dell’interesse mondiale per le sorti della nostra regina».

In morte della regina«In morte della regina d’Inghilterra» titolò infatti a tutta pagina ilCorriere della Sera. «La regina si spense dolcemente. Prima di mezzogiorno ebbe lucidi intervalli durante i quali riconobbe i parenti che l’attorniavano...I medici, vedendo poi appressarsi l’agonia, fecero chiamare tutta la famiglia». Sulla stampa britannica intanto, «gli imperialisti la esaltano - continua la cronaca - per l’espansione della Potenza britannica sotto il suo regno; altri preferiscono lodarne le virtù domestiche, che giovarono a rendere popolare la monarchia».

La monarchia popolareGià, forse fu proprio questo il segreto del successo di Vittoria allora, come di Elisabetta II oggi. Di Vittoria e il principe consorte Alberto, come di Elisabetta e il principe Filippo. Aver saputo creare, e conservare, il mito di «una famiglia sul trono». Con passioni in fondo popolari e quotidiane. Qualcosa di estremamente efficace — come scrisse il più influente giornalista dell’era Vittoriana, che guidò l’

Economist, Walter Bagehot — anche politicamente.21 gennaio 2021 (modifica il 21 gennaio 2021 | 14:03) Leggi di più: Corriere della Sera »

G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

Migranti, Ocean Viking: salvate 120 persone, il più piccolo ha un meseDAL CORRISPONDENTE DA CATANIA. Centodiciannove migranti, la metà dei quali minorenni e tra loro tre bimbi molto piccoli e un neonato di meno di un mese, sono stati salvati nella mattinata di oggi dalla Ocean Viking, la nave della Ong francese Sos Mediterranee, 37 miglia al largo della Libia, a ... . I'm a blogger. Death to the Mediterranean: blood on the hands: Germany, France, Brussels!!! Oggi il primo problema degli italiani sono i migranti. Siete fuori della realtà. Abietti.

Il Cristallo di Cortina compie 120 anni: storia dell’hotel cresciuto con la sua cittàDalla Dolce Vita ai Mondiali di Sci Alpino, passando per Brigitte Bardot, l’Aga Khan e Vacanze di Natale, l’avventura e i volti di un hotel che ha espresso e anticipato i tempi dal 1901

Sono 6.170.120.899 le persone nel mondo che non hanno a disposizione i vacciniPiù di 6 miliardi di persone vivono in Paesi dove i vaccini (tutti, non solo quelli per il covid-19) non ci sono. Sì, siamo fortunati. 'Diamo i numeri', la rubrica di raphael_zanotti su Specchio (SpecchioMagazine in edicola ogni domenica con La Stampa)

Il fatturato supera 120 milioni di euro: così “Mondodelvino” cresce ancoraIl gruppo di cantine con sedi principali a Priocca e Acqui Terme ha chiuso il 2020 a più 8,5% posizionandosi fra le prime venti aziende vinicole d’Italia per vendite malgrado la crisi Covid

Migranti, Alarm Phone: barcone con 120 persone alla deriva a largo della Libia'Continuano a  chiamarci e sono ancora in attesa di soccorsi. Le loro vite sono in pericolo. Le autorità ancora non danno risposta' alarm_phone potrebbe avvisare le autorità libiche. Semplice! Riportarli indietro Pezzi di merda siete ignoranti come salvini