“Vite - L’arte del possibile”, l’intervista a Roberto Baggio

23/11/2022 08:56:00

“Vite - L’arte del possibile”, l’intervista a Roberto Baggio

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).il protagonista del nuovo ciclo di “Vite - L’arte del possibile” , in onda su Sky TG24 mercoledì 23 novembre alle 20:45 e su Sky Sport Uno alle 22.Il Divin Codino parla a SkyTg24, 28 anni dopo il rigore sbagliato contro il Brasile.Riccardo Correas Un bambino e altre quattro persone, in diverse città d’Italia, vivranno nel ricordo di Riccardo Contreras.

Una carriera di successi, duro lavoro, amore e sofferenza Dagli spalti del Menti, sognando Paolo Rossi (“Andavo con il papà la domenica in bicicletta a vedere giocare il Vicenza dove c'era anche Paolo e sognavo di diventare come lui”) ad una carriera fatta di successi, duro lavoro, amore ma anche tanta sofferenza a partire da quel maledetto rigore a Pasadena che ancora fa fatica a dimenticare (“La gente mi ha sempre dimostrato grande amore, grande affetto per cui hanno capito la mia sofferenza, però sono molto esigente con me stesso… Avevo mille occasioni per sbagliare un rigore ma non dovevo sbagliarlo quel giorno”) fino al suo rapporto con la Nazionale, un amore viscerale che ha segnato una generazione e che si è concluso bruscamente con la mancata convocazione ai mondiali del 2002: “È una ferita - ha ammesso - come tutte le ferite magari non si cicatrizzano mai fino in fondo, perché credo che quel mondiale era solo un premio per quello che avevo fatto e per quello che avevo dato alla maglia azzurra”.Una carriera straordinaria, quella di Baggio, che lo ha visto confrontarsi con le realtà dei più grandi club italiani: Juventus, Inter, Milan, ma anche con la provincia che lo ha tanto amato ed eletto suo beniamino.Il 'divin codino' si racconta a Giuseppe De Bellis in una location d’eccezione, l’aereo di linea ITA Airways che porta il suo nome e, tra ricordi, speranze e aneddoti, scatta una fotografia della sua vita dentro e fuori dal campo.“L'anno di Bologna - ha raccontato - è stato un anno meraviglioso per tanti aspetti.45.Mi ha riportato in Nazionale e mi ha riportato alla gioia di poter vivere un altro mondiale.“Andavo con il papà la domenica in bicicletta a vedere giocare il Vicenza dove c'era anche Paolo e sognavo di diventare come lui” ad una carriera fatta di successi, duro lavoro, amore ma anche tanta sofferenza a partire da quel maledetto rigore a Pasadena che ancora fa fatica a dimenticare.C'è stato un grande rapporto con la gente, veramente, io e la mia famiglia non ci siamo neanche accorti del tempo che passava”.Tra i riceventi, anche un bambino.

Poi le ginocchia, gli infortuni, un calvario che più volte ha rischiato di piegarlo ("Quella purtroppo è una cosa che mi ha accompagnato sempre, io vivevo con questa spada di Damocle sulla testa in ogni allenamento e in ogni partita”), che però non sono riusciti ad offuscare un talento troppo cristallino per non poter brillare.Una carriera straordinaria, quella di Baggio, che lo ha visto confrontarsi con le realtà dei più grandi club italiani: Juventus, Inter, Milan, ma anche con la provincia che lo ha tanto amato ed eletto suo beniamino.Una carriera straordinaria, quella di Baggio , che lo ha visto confrontarsi con le realtà dei più grandi club italiani: Juventus, Inter, Milan , ma anche con la provincia che lo ha tanto amato ed eletto suo beniamino.Infine, l’addio a San Siro, in una giornata piena di affetto e commozione: “È stato commovente, ho sentito l’affetto di tutti i tifosi italiani”.Un ritorno nel mondo del calcio? Su un suo ritorno nel mondo del calcio, magari da allenatore, risponde: “All’inizio volevo staccare completamente e volevo capire cosa fare da grande e poi sì, ogni tanto ti torna il desiderio, ci pensi e poi per fortuna rimane un pensiero.Mi ha riportato in Nazionale e mi ha riportato alla gioia di poter vivere un altro mondiale.Bisogna essere portati per fare anche determinate cose e io forse non mi reputo all’altezza di farle”.C'è stato un grande rapporto con la gente, veramente, io e la mia famiglia non ci siamo neanche accorti del tempo che passava».Nell’intervista, il racconto di un calcio che è ormai storia e in cui persino lui dovette sgomitare per affermarsi, gli anni ’90 e la rivoluzione di Sacchi che “aveva creato questa scuola e tutti seguivano lui.Poi le ginocchia, gli infortuni , un calvario che più volte ha rischiato di piegarlo.L’incidente e la protesta Proprio nella mattinata di ieri, lunedì 21 novembre, alcuni abitanti del palazzo occupato insieme ai residenti di zona, hanno dato vita ad un protesta con tanto di blocco stradale per chiede l’immediata messa in sicurezza della “strada maledetta”.

Per cui, per chi aveva il mio ruolo, che non era ben definito, era difficile.Se penso a Zola che è dovuto andare in Inghilterra per giocare, rido.Infine, l’addio a San Siro, in una giornata piena di affetto e commozione: “È stato commovente, ho sentito l’affetto di tutti i tifosi italiani”.Su un suo ritorno nel mondo del calcio , magari da allenatore, risponde: «All'inizio volevo staccare completamente e volevo capire cosa fare da grande e poi sì, ogni tanto ti torna il desiderio, ci pensi e poi per fortuna rimane un pensiero.Penso che l'allenatore sia importantissimo ma il calcio lo fanno ancora i giocatori, per fortuna”.E alla domanda su quale sia stato il miglior Baggio risponde: “Quello di Vicenza..Perché mi ricordo che - senza presunzione - ero imprendibile”, un’ascesa interrotta dal primo grave infortunio della sua carriera (“purtroppo sì mi sono reso conto che non ero più lo stesso, quell'incidente mi ha segnato per la vita”).Per cui, per chi aveva il mio ruolo, che non era ben definito, era difficile.© Riproduzione riservata.

Dopo il ritiro, la trasformazione Dopo il ritiro, invece, la trasformazione.Su un suo ritorno nel mondo del calcio, magari da allenatore, risponde: “All’inizio volevo staccare completamente e volevo capire cosa fare da grande e poi sì, ogni tanto ti torna il desiderio , ci pensi e poi per fortuna rimane un pensiero.Baggio ritorna Roberto, salutando il campo con la consapevolezza di chi ha dato tutto e godendosi adesso la quiete e l’amore della sua famiglia lontano dai riflettori, nell’attesa di diventare nonno e riscoprendo ogni giorno il suo profondo amore per la natura: “Per me il fatto di stare a contatto con la natura, di lavorare, di tagliare le piante, di fare le cose che apparentemente per gli altri non hanno significato, mi fa arrivare alla sera sfigurato dalla fatica ma realizzato.Hai fatto qualcosa che servirà alla tua famiglia, ai tuoi amici".Nell’intervista, il racconto di un calcio che è ormai storia e in cui persino lui dovette sgomitare per affermarsi, gli anni ’90 e la rivoluzione di Sacchi che “aveva creato questa scuola e tutti seguivano lui.E alla domanda su quale sia stato il miglior Baggio risponde: «Quello di Vicenza.Per quanto riguarda i desideri e i sogni per il futuro afferma di voler "vedere questo Paese come era una volta: invidiato da tutti.La speranza c'è sempre, non ci manca niente”.Se penso a Zola che è dovuto andare in Inghilterra per giocare, rido.

Tutto questo nel racconto di un uomo e un campione che ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra storia, un eroe fragile che gli italiani hanno imparato ad ammirare e ad amare forse più per i suoi fallimenti che per i suoi successi.Baggio ritorna Roberto, salutando il campo con la consapevolezza di chi ha dato tutto e godendosi adesso la quiete e l'amore della sua famiglia lontano dai riflettori, nell'attesa di diventare nonno e riscoprendo ogni giorno il suo profondo amore per la natura: «Per me il fatto di stare a contatto con la natura, di lavorare, di tagliare le piante, di fare le cose che apparentemente per gli altri non hanno significato, mi fa arrivare alla sera sfigurato dalla fatica ma realizzato.Vite - L'arte del possibile Curato e realizzato dal direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis, “Vite– L’arte del possibile” è un ciclo di dieci interviste dedicate al successo e alla capacità di raggiungerlo.E alla domanda su quale sia stato il miglior Baggio risponde: “Quello di Vicenza.Un ritratto professionale e personale di grandi italiani che si sono distinti nel proprio campo: dall’industria al cinema, dalla scienza allo stile fino all’arte e alla letteratura, divenendo noti in tutto il mondo.Le interviste entreranno anche a far parte della syndication dell’area news del Gruppo Comcast e potranno essere trasmesse anche da NBC.“Purtroppo sì mi sono reso conto che non ero più lo stesso, quell'incidente mi ha segnato per la vita”.La speranza c'è sempre, non ci manca niente».Le interviste di “Vite – L’arte del possibile” sono disponibili anche tra i podcast di Sky TG24, sul sito.

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