Violenza su donne, infibulazione: le voci di chi dice no. IL REPORTAGE

25/11/2022 20:48:00

Il reportage di @Monicanpl sulla violenza sulle donne e sull'infibulazione: le voci di chi dice no ➡️

Il reportage di Monicanpl sulla violenza sulle donne e sull'infibulazione: le voci di chi dice no ➡️

Leggi su Sky TG24 l'articolo Violenza sulle donne e infibulazione: le voci di chi dice no. Il reportage dal Senegal

25 nov 2022 - 12:21 Monica Napoli Dal racconto di Seydi, che ha conservato il coltello con cui ha subito la violenza, alla battaglia di Kadiatou per istruire i giovani fino al progetto di Sy e alla storia di Sally: viaggio tra le donne africane che si oppongono alla mutilazione genitale femminile ancora diffusa in molte aree rurali del continente ascolta articolo Condividi “Quando ho visto il coltello da utilizzare per praticare l’infibulazione, coltello che ho ereditato da mia nonna perché mia madre è morta giovane, l’ho praticata una sola volta e ho capito perché tante persone dicono che non è una cosa buona da fare.Politica 25 nov 2022 - 09:25 "Denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio.Cinema Pierfrancesco Favino, compie 53 anni, i suoi migliori personaggi.Lombardia 23 nov 2022 - 19:00 L'iniziativa coinvolge "tutta la popolazione lombarda, non solo quindi le categorie target come bambini o over 60 o a rischio per patologia" ascolta articolo Condividi "Da sabato 26 novembre Regione Lombardia offrirà gratuitamente il vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione lombarda, non solo quindi alle categorie target come bambini o over 60 o a rischio per patologia".

Ci sono delle conseguenze molto pericolose, nefaste.Ho deciso di abbandonare per sempre”.Così Sergio Mattarella in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.Fatoumata Seydi è una giovane donna di Kolda, cittadina nel Senegal del Sud, poco lontano dal confine con la Guinea Bissau, una delle zone dove è ancora diffusa la partica delle mutilazioni genitali femminili.Un'abilità istrionica unica che lo ha reso uno degli interpreti più versatili e più richiesti, anche a livello internazionale.Era destinata, come la nonna e la madre prima di lei, ad infibulare le bambine e le ragazze del suo villaggio e dei villaggi vicini, spettava a lei continuare la tradizione di famiglia, per questo le è stato tramandato l’unico strumento necessario per l’infibulazione: il coltello.Un'azione efficace per sradicare la violenza contro le donne deve basarsi sulla diffusione della prevenzione delle cause strutturali del fenomeno e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l'educazione all'eguaglianza, al rispetto reciproco, al rifiuto di ogni forma di sopraffazione".È bastato vederlo e mettersi alla prova, una sola volta, per dire no e rifiutare un’eredità troppo pesante.Regione Lombardia aveva fissato il termine della campagna per il 15 dicembre.

Da sola, ha capito la pericolosità della pratica e il rischio per le condizioni igieniche inesistenti, ha spiegato alla sua famiglia quello che aveva compreso."Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme - prosegue Mattarella - tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora una realtà.Nel film, c’è anche il nostro Pierfrancesco Favino, nei panni di Cristoforo Colombo.Malattie e altri pericoli “Ho spiegato alla mia famiglia che non era una pratica buona da fare, le ho mostrato le conseguenze, i rischi di malattie e i pericoli che corrono le giovani che subiscono l’operazione.Hanno capito”, ci spiega nel cortile della sua abitazione dove, oggi, accoglie le ragazze e le bambine in difficoltà.Sono narrazioni dolorosissime, sino alle aberrazioni in quei territori che vivono situazioni di guerra ove le donne diventano ancora più vulnerabili e sono minacciate da violenze che possono sfociare nella tratta di esseri umani o in altre gravi forme di sfruttamento.A casa, le hanno chiesto di conservare il coltello, come si conserva un cimelio di famiglia.Lo stesso coltello che la nonna aveva utilizzato per infibulare lei quando era ancora troppo piccola per ricordare.Il coraggio della denuncia Secondo Mattarella, "la violenza di genere, nelle sue infinite declinazioni, dalla violenza fisica, psicologica, economica, fino alla odierna violenza digitale, mina la dignità, l'integrità mentale e fisica e, troppo spesso, la vita di un numero inestimabile di donne, molte delle quali sovente, non si risolvono a sporgere denuncia", conclude il Capo di Stato.000 del 2021, abbiamo ritenuto di anticipare l'offerta a sabato prossimo, in occasione di alcuni vax day offerti dai Centri vaccinali, dislocati sul territorio".

Ce lo mostra, lo prende dalla cassapanca dove lo custodisce avvolto in un panno.“Un coltello che non dovrà più essere utilizzato, mai più”, ci dice ancora.Torture e abusi Coltelli come quello di Seydi sono stati uno strumento di tortura, in Senegal, per milioni di donne, infibulate tra i due e 12 anni.Dal 1999, una legge vieta la pratica nel Paese eppure, nonostante innumerevoli campagne di sensibilizzazione, il fenomeno è ancora estremamente diffuso, soprattutto nei villaggi, nelle aree più dimenticate e rurali.Mani legate, piedi immobilizzati, bambine e giovani ragazze subiscono l’asportazione di parte dell’apparato genitale femminile che poi viene ricucito lasciando solo un piccolo foro e un trauma che difficilmente si può dimenticare.

Padrone del proprio corpo Per superare questo shock, per evitarlo, in prima fila ci sono ora proprio le donne come Fatoumata, donne che per prime si sono ribellate a questa pratica.Parlano alle più giovani, spiegano rischi, pericoli e soprattutto la possibilità di dire di no.Per essere padrone del proprio corpo e della propria vita.Sono le sensibilizzatrici, donne che parlano alle donne per salvarle.La battaglia di Kadiatou Tra le prime a iniziare quest’opera di sensibilizzazione c’è Kadiatou Boiro, sposa bambina a 14 anni che ha trovato la forza di ribellarsi al marito sessantenne ed è andata via.

Da allora, ha fatto della battaglia contro le mutilazioni genitali femminili la sua causa, appoggiata anche dal secondo marito e dalla sua famiglia.Dal 2003 gira per villaggi ed ospedali, si reca ovunque la chiamino, ospita ragazze e donne in difficoltà e, a tutte e tutti, spiega cosa accade al corpo quando viene praticata l’infibulazione, i rischi che si corrono.Noi, la incontriamo a Kolda.L'importanza di conoscere “Le ragazze che incontro sono contente di sapere, di capire cose che non sanno.Tutto quello che non si conosce, se spiegato viene compreso e loro ne sono davvero contente", racconta Boiro.

Poi prosegue: "Ci sono ragazze che vengono da me con il coltello che gli è stato tramandato, mi domandano e io glielo spiego.Qualcuna resta a casa mia, lì possono studiare, andare a scuola.Sono gli anziani che spingono per questa pratica nonostante gli venga spiegato che non è una cosa da fare”.Dopo poco, la donna ci lascia per raggiungere una madre e le sue due figlie che l’attendono perché hanno bisogno di lei, dei suoi consigli e delle sue parole.Aiuta a far capire cosa sono le mutilazioni genitali ma anche il rispetto del proprio corpo e della propria persona, della propria vita.

Babacar Sy e il progetto di Amref Istruzione, educazione e conoscenza sono le armi per debellare un fenomeno che cambia la vita a milioni di donne.E al lavoro per aiutare e salvare queste donne ci sono ragazze e ragazzi, adulti e adulte impegnati in campagne di sensibilizzazione che portano in giro nei villaggi, tra la gente.Babacar Sy è il coordinatore del centro giovanile di Kolda, dove un progetto Amref si preoccupa di sensibilizzare i più giovani.“Dopo l’infibulazione resta un piccolo foro dove passa urina e ciclo mestruale.È una cosa molto complicata perché la maggior parte delle ragazze pensa di essere nata così, perché nessuno spiega a queste ragazze cos’è l’infibulazione", ci spiega.

"Una pratica che viene esercitata per evitare che le giovani abbiano una vita sessuale ma che porta conseguenza gravissime, queste ragazze non conoscono la loro anatomia” ci spiega", prosegue.Poi conclude: “Quando una ragazza si sposa subisce la defibulazione, si va ad aprire quel foro ed è una seconda violenza per loro, costrette una volta sposate a rapporti sessuali per una settimana dopo l’operazione per evitare la cicatrizzazione.Queste ragazze provano un dolore fortissimo che associano al marito”.La storia di Sally L’atto sessuale prima, il parto poi.Traumi importanti se non vere e proprie torture per chi ha subito una mutilazione genitale.

Malattie, menomazioni, problemi psicologici e della sfera sessuale.Per migliaia di ragazze, anche l’invalidità.Sally Radio aveva due anni quando le è stata praticata l’infibulazione e da allora non ha mai più camminato bene.Ha saputo cosa le era stato fatto dalla madre: era stata proprio lei a imporre il rispetto di una tradizione ancora salda in alcune zone.Negli anni ha subito tre operazioni per cercare di riuscire a camminare bene di nuovo ma senza stampelle non riesce comunque a muoversi.

Oggi è una delle ambasciatrici di Amref.“Dopo le informazioni che ho ricevuto, è un obbligo per me sensibilizzare le persone sui rischi dell’infibulazione perché sono un esempio di quello che può accadere con l’infibulazione, non posso stare ferma e zitta”.FOTOGALLERY.

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Monicanpl .dl8sandra obbligate dagli uomini senegalesi, capito perché la Francia ce li manda tutti qui questi stronzi? Che dopo tagliuzzate fanno pure festa per averne soggiogata una in più, augurissimi... Monicanpl Liberatevi dalle religioni ! Monicanpl Posso? La violenza soprattutto sui bambini senza difesa, sugli anziani senza difesa, sugli portatori di handicap senza difesa, e così via 😭😡🤮🙀😫👹👿👎🙏

Monicanpl Brava Monicanpl ❤️

Violenza donne, Mattarella: 'Educare i giovani all'eguaglianza'Leggi su Sky TG24 l'articolo Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: 'Educare i giovani all'eguaglianza' con i fascisti la vedo dura…. Vive fuori dal mondo. Ieri il ministro dell'istruzione ha detto che si educa con l'umiliazione. Altro che uguaglianza 🤔si riferisce ai quei giovani di sx che 'occupano' l'università x NON fare parlare chi non piace a loro?o quelli che si 'divertono' a picchiare ecc...loro coetanei e non...? forse più che 'eguaglianza' si dovrebbe insegnare,nelle famiglie e scuole,il RISPETTO PER IL PROSSIMO...

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