Vie pedonali e più controlli per distanziare la movida a Torino

Il primo sabato sera dei dehors in piazza Vittorio

26/05/2020 08.23.00

Vie pedonali e più controlli per distanziare la movida a Torino

Il primo sabato sera dei dehors in piazza Vittorio

7:05TORINO. Controlli di polizia estesi fino alle due di notte, mascherine obbligatorie per i clienti di cocktail bar e ristoranti, pedonalizzazioni temporanee per dare spazio e respiro economico alle attività che altrimenti proprio non potrebbero riaprire rispettando le norme, tante, previste dall’emergenza sanitaria. Eccola qui la fase due della movida torinese. Vale a dire le novità che saranno introdotte a partire dal prossimo fine settimana - week end lungo se si considera il ponte del 2 giugno - per garantire, da una parte, cene e aperitivi e scongiurare, dall’altra, un’impennata di contagi da coronavirus.

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Torino, paga un caffè al bar 50 euroAncora una volta è la Prefettura a tenere in equilibrio il tavolo di sicurezza allargato a Città, Regione, circoscrizioni, esercenti e associazioni di categoria. «Quella appena conclusa è stata una movida a due velocità» aveva detto domenica il prefetto Claudio Palomba. Che ha sì promosso la prima prova post lockdown, senza però nascondere le criticità - che poi sono gli assembramenti - intorno ai locali, soprattutto quando è stato il momento di chiudere. Una su tutte piazza Vittorio, con il lungofiume e l’area della Gran Madre.

Frecce Tricolori a Torino, assembramenti e poche mascherine per lo show: traffico in tilt, c'è chi scende dall'autoUna ressa di persone e auto a caccia di un posto libero. «Stiamo ragionando su possibili snodi alternativi, indispensabili con l’esaurirsi dei parcheggi sotterranei» spiega l’assessore al Commercio, Alberto Sacco. Al lavoro con la collega Maria Lapietra, delegata ai Trasporti, sul tema delle pedonalizzazioni «che saranno attive soltanto nel fine settimana e fino a quando dovremo continuare a difenderci dal virus». Un esempio? Via Saluzzo, via Baretti e l’area del mercato di piazza Madama Cristina, con la tettoia a proteggere i dehors dei locali di zona che diversamente non hanno modo di allargarsi. Anche perché restano tanti, nel quartiere, i locali simbolo della movida che anche nel prossimo fine settimana resteranno spenti. Per dirne due: Affini di Davide Pinto e il Lanificio di Antonio Salvatore, pure loro seduti alla tavola rotonda di piazza Castello. «I gestori stanno dando il massimo per la ripartenza, ma non possono farlo se non gli diamo una mano - spiega Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 - Sempre evitando la ressa, anche se personalmente ho visto più gente ammassata per le Frecce Tricolori che non, sabato, dalle parti di via Saluzzo. Sono soltanto dispiaciuto che, ad oggi, tra i luoghi di possibile sfogo, per cittadini e locali, non sia stato ancora preso in considerazione il Valentino». headtopics.com

L’idea dei controlli prolungati fino alle due è invece una vittoria per Luca Deri, presidente della Sette, che per placare le serate di Vanchiglia chiede da anni la presenza fissa delle forze dell’ordine. «Sabato notte, in piazza Santa Giulia, non è mancato nemmeno un mangiafuoco a intrattenere i presenti urlanti. Ecco, questo è l’unico provvedimento che vorrei non si limitasse all’emergenza Covid. Finché ci sono le divise, i pusher spariscono, locali e avventori rispettano le regole».

Già, i locali. Ci sono anche stati quelli che nell’ultimo fine settimana hanno preso alla leggera norme e orari da rispettare. Proprietari e gestori saranno tutti convocati in settimana a Palazzo Civico, insieme alle associazioni che li rappresentano. Tradotto: tolleranza zero, d’ora in poi scatteranno verbali e denunce. L’ordinanza che impone le mascherine agli avventori, invece, è attesa tra mercoledì e giovedì.

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