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Università: In 15 anni perse 37mila matricole. Coronavirus peserà su profili e occupazione

Quasi la metà dei nostri 'cervelli' è pronto ad andare all'estero dopo la laurea. Il rapporto di #AlmaLaurea

11/06/2020 15.02.00

Quasi la metà dei nostri 'cervelli' è pronto ad andare all'estero dopo la laurea. Il rapporto di AlmaLaurea

Si confermano le tradizionali differenze di genere e, soprattutto, territoriali, mostrando la migliore collocazione degli uomini (+19,2% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord

Dopo il calo vistoso fino all'anno accademico 2013/14, dal 2014/15 c'è stata una ripresa delle immatricolazioni che sono arrivate nel 2018/19 a +11,2% rispetto al 2012/14. Nonostante ciò, dal 2003/04 al 2018/19 le università hanno perso oltre 37mila matricole, con una contrazione del 11,2%. Il calo delle immatricolazioni è più accentuato nelle aree meridionali (-23,6%), tra i diplomati tecnici dei professionali e tra coloro che provengono dai contesti familiari meno favoriti, segnale il rapporto, che si basa su oltre 290mila laureati del 2019 di 75 Atenei e che restituisce una fotografia delle loro principali caratteristiche.

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta Ddl Zan, Draghi : 'Il nostro è uno Stato laico, il parlamento è libero' Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti

Età media per i laureati del 2019 è stata pari a 25,8 anni"L'età media alla laurea per i laureati del 2019 è stata pari a 25,8 anni: 24,6 anni per i laureati di primo livello, 27,1 per i magistrali a ciclo unico e 27,3 anni per i laureati magistrali biennali. L'età alla laurea è, quindi, diminuita in misura apprezzabile rispetto alla situazione pre-riforma e continua a diminuire negli ultimi anni: l'età media era infatti 27,1 anni nel 2009, di oltre un anno più elevata rispetto alla situazione attuale".

Il documento, presentato per la prima volta nella sede del ministero dell'Università e della Ricerca con la partecipazione del ministro Gaetano Manfredi, sottolinea che"la regolarità negli studi, che misura la capacità di concludere il corso di laurea nei tempi previsti dagli ordinamenti, ha registrato negli ultimi anni un marcato miglioramento. Se nel 2009 concludeva gli studi in corso il 39,2% dei laureati, nel 2019 la percentuale ha raggiunto il 55,7%, in particolare il 61,0% tra i magistrali biennali, il 56,1% tra i laureati di primo livello e il 43,5% tra i magistrali a ciclo unico. Peraltro - si legge ancora nel rapporto - se dieci anni fa a terminare gli studi con quattro o più anni fuori corso erano 15,8 laureati su 100, oggi si sono quasi dimezzati (8,1%)". headtopics.com

Inoltre,"si registrano differenze rilevanti con riferimento alla ripartizione geografica dell'ateneo: a parità di condizioni, rispetto a chi si laurea al Nord, chi ottiene il titolo al Centro impiega il 12,5% in più e chi si laurea al Sud o nelle Isole il 19,8% in più".

Per quanto riguarda invece il voto medio di laurea,"è sostanzialmente immutato negli ultimi anni (103,1 su 110 nel 2019, stesso valore osservato nel 2009): 100,1 per i laureati di primo livello, 105,3 per i magistrali a ciclo unico e 107,9 per i magistrali biennali. Fra i laureati magistrali biennali la votazione finale è molto elevata, in particolare per un effetto di tipo incrementale rispetto alla performance ottenuta alla conclusione del percorso di primo livello (nel 2019 l'incremento medio del voto di laurea alla magistrale rispetto alla laurea di primo livello e' di 7,7 punti su 110)".

Quota di laureati di cittadinanza straniera è del 3,7%Infine,"la quota di laureati di cittadinanza straniera è del 3,7%. Si tratta in misura crescente di giovani che provengono da famiglie immigrate e residenti in Italia: ben il 42,0% dei laureati di cittadinanza non italiana ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado nel nostro Paese: tale quota era il 28,2% nel 2011", spiega il rapporto.

Relativamente alla condizione occupazionale dei laureati,"si confermano le tradizionali differenze di genere e, soprattutto, territoriali, mostrando, ceteris paribus, la migliore collocazione degli uomini (+19,2% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord (per quanto riguarda la residenza, si registra un +40,0% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti risiedono al Sud; per quanto riguarda la ripartizione geografica di studio, un +63,7% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti hanno studiato al headtopics.com

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Sud)". "La retribuzione mensile netta a un anno dal conseguimento della laurea è, nel 2019, in media pari a 1.210 euro per i laureati di primo livello e a 1.285 euro per i laureati di secondo livello".Metà nostri 'cervelli' puntano all'estero

Quasi la metà dei nostri cervelli è pronto ad andare all'estero dopo la laurea. Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2020, la disponibilità a lavorare all'estero è dichiarata dal 47,3% dei laureati contro il 41,5% rilevato nel 2009: è il 48,8% per i laureati di primo livello, 43,3% per i magistrali a ciclo unico e 46,1% per i magistrali biennali ed il 31,8% degli interpellati dai ricercatori di AlmaLaurea si dice addirittura pronto a trasferirsi in un altro continente. Si rileva una diffusa disponibilità ad effettuare trasferte anche frequenti (28,1%), ma anche a trasferire la propria residenza (48,1%) mentre solo il 3,1% non è disponibile a trasferte.

Milano-Bicocca, l'84% dei laureati trova lavoro dopo un annoDati positivi sull'occupazione dopo la laurea per gli studenti dell'Università di Milano-Bicocca: a un anno dal conseguimento della laurea triennale, il tasso di occupazione è dell'83,9%, superando di quasi 10 punti percentuali la media nazionale (74,1%). E tra i laureati di secondo livello (corsi magistrali e a ciclo unico) a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all'81,1%, confermando il distacco di quasi 10 punti dal dato nazionale attestatosi al 71,7%. Dopo cinque anni dal conseguimento della laurea di secondo livello, la percentuale di occupati sale al 93,3%, quasi 7 punti in più rispetto alla media degli altri atenei italiani (86,8%).

Donne hanno subito tracollo occupazionale Leggi di più: Rainews »

Covid, stop mascherine all'aperto: ecco quando potrebbe arrivare

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COVID19 purtroppo a dirigere questo paese nelle cariche più alte restano gli altri..... Questo significa che siamo un popolo di coglxxni, spendiamo una barca di soldi per far laureare qualcuno e poi ce lo lasciamo sfuggire. FANNO BENE,PERCHE VENGONO ANCHE PAGATI DI PIU E COSA DA SOTTOLINEARE CHE NEGLI ALTRI PAESI ESISTE LA MERITOCRAZIA !!! COSA CHE IN ITALIA ESISTONO I RACCOMANDATI E CHI MERITA VIENE MESSO DA PARTE..LE AZIENDE QUESTO HANNO FATTO !!!!

Non è che Matteo e Giorgia nel frattempo hanno preso una laurea?Lo chiedo per alimentare la speranza di un mio caro amico Mio figlio veterinario lavora ad Hong Kong Che dovrebbero fare? Questo è un paese in agonia... Ma voi siete stati mai in una facoltà,specialmente al sud? Ora capisco perché non capite, al sud il professore e come Dio, fa quello che vuole. Gli alunni stanno zitti perché altrimenti fine degli studi. Gli appelli si fanno quando piace ai prof.non molto spesso per non stancarsi

Università chiuse dal 21 febbraio. Da lunedì saranno ripartiti praticamente tutti. Per noi universitari se ne riparlerà a settembre, peccato che gli esami finisco ad ottobre. La risposta di molti a cui ho posto il problema? Puoi studiare tranquillamente a casa. Ah ok, scusatemi. si spiega tutto perchè non hanno raccomandazioni della sinistra come voi in rai tanto per fare un es. Sono costretti a lasciare l'Italia per venir loro riconosciuto il merito. Cosa dite?

Siamo tutti pronti ad espatriare, potendo. LI SOSTIUIREMO NOI....NO PROBLEM !!!

Università, Almalaurea: perse 37mila immatricolazioni in 15 anniLeggi su Sky TG24 l'articolo Università, 37mila matricole in meno rispetto al 2003. Aumentano i laureati stranieri Il sistema universitario è stantío e non incentiva abbastanza, non mi sorprende Solo? Ormai per tanti corsi tra esami spezzatino, frequenza obbligatoria, test d'entrata, corsi triennali, burocrazia infinita e quella minchiata dei crediti e docenti non all'altezza, stanchi e demotivati studiare all'università è solo una gara ad ostacoli deprimente

strano. infondo in questo paese è più qualificante avere la terza media o aver partecipato al grande fratello ...pure un sacco di cistifellee Ma le priorità sono Ius Soli e legge contro l'omofobia. anche prima Ci andrei volentieri pure io che non sono più giovane edu cervello ne ho poco. All'estero col cervello ci andiamo tutti, perché l'Italia è un paese dove è difficile fare ragionamenti seri.

Non ho capito quale delle due metà ci resta.

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