Una stella in punta al grattacielo: la Michelin a Torino premia Piano 35

Una stella in punta al grattacielo: la Michelin a Torino premia Piano 35

25/11/2020 16.19.00

Una stella in punta al grattacielo: la Michelin a Torino premia Piano 35

Stella verde per la biodiverstà a Mariangela Susigan del Gardenia di Caluso e a Igor Macchia di Casa Format a Orbassano

14:11TORINO. Lacrime e singhiozzi segnano le nuove stelle della 66esima edizione della Guida Michelin Italia presentata oggi in diretta web. Ma sono lacrime di felicità. In un momento in cui la ristorazione italiana è stremata, le stelle illuminano di nuovo il suo cammino e Torino torna a sognare. Si aggiudica la stella Michelin Piano 35, il ristorante di Intesa Sanpaolo, guidato da Marco Sacco con il suo resident chef Christian Balzo. «L’emozione è grande – commenta a caldo un emozionato Sacco, già chef due stelle Michelin al Piccolo Lago di Verbania - soprattutto in quest’anno di pandemia. Voglio dire bravi a tutti i ragazzi dello staff e della brigata: sono riusciti a cogliere in pieno ciò che io e mia moglie Lella abbiamo trasmesso loro. Ricevere le stelle in questo anno così difficile è davvero fantastico: che queste stelle siano di buon auspicio per tutta la ristorazione piemontese e nazionale».

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Ma Torino si aggiudica anche due ulteriori riconoscimenti: la stella verde, il nuovo pittogramma che promuove gli chef che si sono assunti la responsabilità di preservare le risorse e abbracciare la biodiversità, ridurre gli sprechi alimentari e sostenere una cucina sempre più green. Lo ricevono la “donna chef” della cucina torinese, la stellata Mariangela Susigan che nel suo Gardenia di Caluso (To) porta avanti da anni con costanza, impegno e lontano dai riflettori della mediaticità a tutti i costi il suo percorso di cucina sostenibile. Vince finalmente la sostanza, insomma, in questo mondo dove i social sembrano dettare le tendenze, ma fortunatamente non è ancora (solo) così. «Uno chef non deve autocelebrarsi – commenta Susigan - ma agire, fare formazione ed essere inclusivo in vari settori. Occorre fare cultura dell’orto anche per quanto riguarda i clienti: ecco perché mi piace si sentano a loro agio e sia per loro una cura antistress anche se unicamente per poche ore. Per questo motivo abbiamo predisposto una serra nell’orto: per farli mangiare a contatto con la natura e vivere una vera e propria experience».

Mariangela Susigan, grande esperta e raccoglitrice di erbe e sapori di montagna, da anni coltiva un orto annesso al suo ristorante: «La nostra sostenibilità – prosegue - ruota intorno all’orto e realizziamo compost con i suoi scarti vegetali, ma ne essicchiamo anche alcune parti per ottenere polveri colorate e saporite e con altre produciamo fermentati». E si parla invece di un orto di 2000 mq con l’altro chef Michelin torinese che ha ricevuto il riconoscimento: Igor Macchia di Casa Format a Orbassano (To): «Quello che raccogliamo – spiega lo chef alla guida insieme a Giovanni Grasso anche del ristorante stellato La Credenza di San Maurizio Canavese – lo utilizziamo con meno spreco possibile. E questo vale in ogni ambito della nostra ospitalità responsabile: dalla casa, costruita a impatto zero in bio edilizia, all’impianto di recupero dell’acqua che permette di riciclare l’acqua piovana per l’irrigazione del nostro orto, per gli sciacquoni dei sanitari e per riscaldare la sala durante l’inverno». headtopics.com

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