“Una nuova alleanza per fare uscire Torino dal pantano” - La Stampa

“Una nuova alleanza per fare uscire Torino dal pantano”

28/10/2019 09.20.00

“Una nuova alleanza per fare uscire Torino dal pantano”

Oggi il Forum dei commercialisti aperto a tutte le parti in causa “Stop alle lotte ideologiche, dialogo più incisivo con il Comune”

Pubblicato il28 Ottobre 2019È fondamentale che ciascuno, con le proprie competenze e nei propri ambiti, porti avanti un modello comune per cercare di far ripartire Torino». Alle voci del presidente dell'Unione Industriale Dario Gallina e dell'ad di Banca del Piemonte Camillo Venesio, che hanno chiesto un tavolo permanente per discutere del futuro della città, si aggiunge anche quella del presidente dei Commercialisti torinesi, Luca Asvisio, che oggi farà gli onori di casa al Forum Aldo Milanese. Tema: "Il potere delle connessioni per rigenerare valore". Un incontro che partirà con la proposta di «fare rete con un modello Torino che sia anche di riferimento al Paese per uscire dalla crisi, valorizzando le competenze e contrastando la perdita della società della capacità di aggregarsi sulla base di obiettivi condivisi».

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I nodiRiflettendo su cosa potrebbe aver bloccato il capoluogo piemontese nell'ultimo anno la risposta che arriva da più fronti è sempre la stessa: il dialogo tra amministrazione comunale e forze produttive che si è deteriorato già con il no alle Olimpiadi ed è finito con il cortocircuito che si è creato con la questione Tav, che poi ha portato le categorie a scendere in piazza. Per questo la richiesta più forte che emerge ora negli appuntamenti comuni in cui si prova a fare punto sui bisogni di Torino è quella di un dialogo maggiore e più incisivo. Una richiesta a cui apre anche la sindaca Chiara Appendino. «Il rapporto Rota non è dei più positivi, se invece tutti ci tiriamo su le maniche e proviamo a fare, possiamo dare il nostro contributo. Ovviamente senza velleità particolari ma solo con l'intento di far ripartire la città. Lo spirito è quello di una rinnovata concordia che ci auguriamo ci sia», spiega Asvisio. Un appello che chiama in causa l'intera cittadinanza. «Ci auguriamo che chiunque sia interessato a questa città possa portare il proprio contributo. L'obiettivo è inclusivo e non esclusivo, dobbiamo cercare tutti di fare qualcosa lasciando da parte le lotte ideologiche e di quartiere», aggiunge il presidente dei Commercialisti. Non si parla di moltiplicare i tavoli di discussione, ma di unificarli in un solo grande laboratorio dove i problemi vengono analizzati in base alle competenze delle persone che ne fanno parte.

A tutto campoAnche per questo il forum Aldo Milanese di oggi, al Centro Congressi Lingotto, è aperto a esponenti del mondo delle professioni, dell’industria, dell’università, della finanza, della cultura, del giornalismo, dello sport che racconteranno storie, esperienze, proporranno azioni concrete. Vuole essere un momento di dialogo tra le istituzioni: al mattino in un incontro interno, al pomeriggio in un confronto pubblico articolato in quattro tavoli in cui saranno presentati estratti della sessione preliminare. Tra i partecipanti, il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti Massimo Miani, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, la vicepresidente di Confindustria Licia Mattioli, i rappresentanti degli industriali torinesi, della camera di Commercio, dei professionisti, delle fonda headtopics.com

zioni bancarie e i rettori di Università e Politecnico. Ma anche Massimiliano Allegri e Mauro Berruto per lo sport, Ugo Nespolo, e Carlo Petrini. Ognuno chiamato nel suo ambito a lavorare concretamente perché, per Asvisio, «abbiamo bisogno di competenze e di individuare una direzione comune. Non abbiamo più tempo. Mi auguro che anche la politica senta la necessità di un confronto, perché poi ai politici spetta proprio la regia». Un nuovo modello Torino, che non sia il “sistema Torino”, inteso in senso dispregiativo, ma che si imponga anche a livello nazionale come metodo per la rinascita. Un esempio per i commercialisti è iniziare dalla deburocratizzazione, dal rendere il sistema meno complesso e più attrattivo per i giovani, dall'accesso al credito. «Basta essere autoreferenziali - conclude Asvisio -, tutti in questo modello sono fondamenta

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