Una ferrata vista Lago Maggiore, è il regalo per i 75 anni del Cai Baveno

Una ferrata vista lago, è il regalo per i 75 anni del Cai Baveno

07/06/2020 09.24.00

Una ferrata vista lago, è il regalo per i 75 anni del Cai Baveno

La sezione Cai Baveno festeggia il suo 75° anno di fondazione con un regalo al territorio: una seconda via ferrata sul Monte Camoscio. Sono circa 250 metri di arrampicata di elevata difficoltà che vanno ad aggiungersi ai 600 metri, più semplici, di salita attrezzata 4 anni fa sulla stessa parete di granito rosa. La via appena inaugurata si chiama «La Miccia»; quella che invece hanno già sperimentato - stando ai diari posti all’attacco del percorso - in più di mille era stata battezzata «la ferrata dei Picasass». Nomi in omaggio al duro mestiere degli scalpellini, che appartiene alla storia e alla tradizione di Baveno. Con i blocchi staccati da questo rilievo ai piedi del Mottarone sono stati costruiti monumenti in tutto il mondo e la fatica e i pericoli di quel lavoro sono ricordati nei pannelli e nei blocchi di granito in vari stadi di lavorazione posti nella radura da cui si passa per raggiungere le due vie di arrampicata con strepitosa vista sul lago Maggiore. «Queste due vie ferrate, come il sentiero che dà loro accesso, arricchiscono la nostra offerta escursionistica con un rimando importante alla cultura locale» sottolinea il sindaco di Baveno Maria Rosa Gnocchi. L’amministrazione comunale ha investito, anche con uno stanziamento del ministero dei Beni e delle attività culturali, nel ripristino del sentiero che si imbocca nella parte alta di Oltrefiume, sopra il camping Tranquilla, e che conduce alle due vie ferrate. La più lunga, e di minore difficoltà, arriva alla Croce posta in cima al Monte Camoscio. Il Cai, grazie a fondi ottenuti con un bando del Gal Laghi e Monti, è riuscito a realizzare una via di fuga dalla cosiddetta «grotta» che consente di tornare sul sentiero principale senza doversi calare in corda doppia sul primo tratto e poi realizzare la seconda via, più breve ma più impegnativa. «Si sviluppa lungo un pendio roccioso fino a raggiungere i 760 metri in corrispondenza della località Belvedere con un dislivello di 167 metri» spiega Roberto Garbol

CRISTINA PASTOREPubblicato il07 Giugno 2020La sezione Cai Baveno festeggia il suo 75° anno di fondazione con un regalo al territorio: una seconda via ferrata sul Monte Camoscio.Sono circa 250 metri di arrampicata di elevata difficoltà che vanno ad aggiungersi ai 600 metri, più semplici, di salita attrezzata 4 anni fa sulla stessa parete di granito rosa. La via appena inaugurata si chiama «La Miccia»; quella che invece hanno già sperimentato - stando ai diari posti all’attacco del percorso - in più di mille era stata battezzata «la ferrata dei Picasass».

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Nomi in omaggio al duro mestiere degli scalpellini, che appartiene alla storia e alla tradizione di Baveno. Con i blocchi staccati da questo rilievo ai piedi del Mottarone sono stati costruiti monumenti in tutto il mondo e la fatica e i pericoli di quel lavoro sono ricordati nei pannelli e nei blocchi di granito in vari stadi di lavorazione posti nella radura da cui si passa per raggiungere le due vie di arrampicata con strepitosa vista sul lago Maggiore.

«Queste due vie ferrate, come il sentiero che dà loro accesso, arricchiscono la nostra offerta escursionistica con un rimando importante alla cultura locale» sottolinea il sindaco di Baveno Maria Rosa Gnocchi. L’amministrazione comunale ha investito, anche con uno stanziamento del ministero dei Beni e delle attività culturali, nel ripristino del sentiero che si imbocca nella parte alta di Oltrefiume, sopra il camping Tranquilla, e che conduce alle due vie ferrate. La più lunga, e di minore difficoltà, arriva alla Croce posta in cima al Monte Camoscio. Il Cai, grazie a fondi ottenuti con un bando del Gal Laghi e Monti, è riuscito a realizzare una via di fuga dalla cosiddetta «grotta» che consente di tornare sul sentiero principale senza doversi calare in corda doppia sul primo tratto e poi realizzare la seconda via, più breve ma più impegnativa. headtopics.com

«Si sviluppa lungo un pendio roccioso fino a raggiungere i 760 metri in corrispondenza della località Belvedere con un dislivello di 167 metri» spiega Roberto Garboli, presidente del Cai Baveno. Entrambe le ferrate tra Mottarone e golfo Borromeo si ricongiungono al percorso che con un breve tragitto riporta al punto di partenza.

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