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Televisori srotolabili e assistenti virtuali: ecco la casa del futuro - La Stampa

Da domani al Ces di Las Vegas le novità tecnologiche dell’anno

06/01/2020 09.18.00

Televisori srotolabili e assistenti virtuali: ecco la casa del futuro

Da domani al Ces di Las Vegas le novità tecnologiche dell’anno

Pubblicato il06 Gennaio 2020Passati Natale e Capodanno, ecco che arriva il Ces di Las Vegas, la nuova, grande festa comandata di questo mondo sempre più tecnologico.Nota anche come Consumer Electronics Show e nata nel 1967 (prima edizione a New York), è la fiera dell’elettronica di consumo più grande del mondo, dove da domani a venerdì convergeranno decine di migliaia di persone (175mila nel 2019) tra espositori, speaker e pubblico per scoprire i trend tecnologici dei prossimi 12 mesi. Qui verrà svelata una lista interminabile di nuovi prodotti negli ambiti più diversi: dalla smart home ai pc, dalla realtà virtuale alle ultime novità videoludiche (in molti si aspettano un annuncio di Sony in merito alla Playstation 5), passando per intelligenza artificiale, 5G, robotica, internet-of-things, auto a guida autonoma e startup. Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti durante l’evento tech che in passato ha visto debuttare novità come il videoregistratore o il Commodore 64.

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Appartamenti intelligentiDelle case rese intelligenti da una miriade di oggetti smart sentiamo parlare da tempo. Negli ultimi due anni abbiamo anche imparato che lo strumento per comandarli sarà la nostra voce, ascoltata e interpretata dagli assistenti digitali di colossi come Amazon, Google e Apple. Al Ces 2020 vedremo moltiplicarsi i prodotti «aumentati» da intelligenza artificiale (con Alexa che farà la sua comparsa anche nelle automobili) e, con loro, vedremo crescere l’urgenza di rafforzare i sistemi di sicurezza che devono proteggere una tecnologia divenuta sempre più pervasiva.

Intanto, fa da sfondo la notizia che i colossi del settore hanno deciso incredibilmente di scendere a patti: una «santa alleanza» appena annunciata e chiamata «Connected Home over IP», che unisce Amazon, Apple, Google, Ikea e la ZigBee Alliance (oltre 500 produttori di settore), è nata con la missione di facilitare la creazione di prodotti per la smart home compatibili con digital assistant come Alexa, Siri e Google Assistant. Un cambio di passo per tutti, soprattutto per Apple che sembra così voler uscire dal «giardino concluso» del suo ecosistema per collaborare con gli altri. headtopics.com

Più tv 8K per tuttiSamsung, Sony, Lg e gli altri: da anni i grandi produttori di Tv scelgono il Ces per presentare il meglio della loro tecnologia e anche in questa edizione sembrano intenzionati a non deludere. Lg ha già rivelato l’esistenza di un prototipo di schermo Oled avvolgibile che si srotola dal soffitto, mentre Samsung mostrerà dal vivo il suo primo televisore completamente privo di bordi. Ormai il confronto tecnologico si è stabilmente spostato sul fronte degli 8K, risoluzione tanto dettagliata quanto attualmente povera di contenuti nativi, mentre sullo sfondo si contendono gli schermi principalmente due tecnologie di visualizzazione: quella Oled, ormai stabile, e la più recente Micro Led.

AutomobiliIl 2020 è l’anno in cui il Ces diventa definitivamente punto di riferimento anche per l’innovazione nel settore automobilistico: che si tratti di concept car come la Nissan Arya, la Fiat-Chrysler Airflow Vision e l’Augmented Driving Concept di Honda, oppure di modelli ibridi e full-electric pronti per il mercato, il Consumer Electronic Show è ormai tappa fissa dei grandi costruttori automotive. Con buona pace del Salone dell’automobile di Detroit, che si è dovuto spostare da gennaio a giugno per non essere cannibalizzato da una fiera sempre più rilevante per il futuro della mobilità.

A mancare ancora è una vera rappresentanza del lato femminile dell’industria tecnologica: in una fiera dominata dagli uomini, l’invito della first daughter Ivanka Trump, ospite di questa edizione per ragionare su tecnologia e futuro del lavoro, non ha fatto altro che rilanciare la polemica su una presenza da sempre troppo scarsa, segno che anche nelle convenzioni sociali c’è ancora ampio margine per fare innovazione.

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Per i leader politici la difesa del clima è un test di modernità - La StampaCaro Direttore, i partiti ambientalisti, pur non avendo una connotazione ideologica strettamente univoca, si collocano storicamente in un alveo di sinistra. I verdi austriaci sono attualmente sulla cresta dell’onda, stanno mietendo significativi successi. Pur di entrare a far parte dell’esecutivo, hanno preso il posto dell’ultradestra al fianco dei popolari. I verdi d’Austria hanno ottenuto quattro ministeri: Ambiente, Giustizia, Pari opportunità e Affari sociali. Tuttavia, i difensori nostrani degli ecosistemi e degli equilibri ambientali, i padri e i nonni italici di Greta Tumberg, se la passano decisamente peggio. A livello istituzionale, il più ecologista di tutti, in questo governo «giallo-rosa», Lorenzo Fioramonti, s’è appena dimesso da ministro dell’Istruzione. Del partito dei Verdi storici italiani, che hanno guidato il ministero dell’Agricoltura nel governo Amato e quello dell’Ambiente nell’esecutivo Prodi, non c’è più traccia. Il ministro d’allora (l’ex radicale, poi passato ai Verdi) Alfonso Pecoraro Scanio oggi si batte addirittura strenuamente per campagne di portata «mondiale», come il riconoscimento della pizza patrimonio dell’Unesco. Non crede che sia giunta l’ora anche da noi di una vera svolta verde? Marcello Buttazzo - Lequile (Lecce) Caro Buttazzo, il bisogno di una «svolta verde» c’è in Italia come nelle altre democrazie avanzate. Il motivo è che la protezione dai cambiamenti climatici è oramai una priorità per gli abitanti dei nostri Paesi. L’interrogativo che lei pone sul ritardo della politica italiana su tale fronte credo abbia a che vedere con il ritardo dei partiti ad affrontare sfide che obbligano a ripensarci, ridefinire in maniera radicale il ruolo dello Stato. Viviamo una stagione di grandi trasformazioni - dalle tecnologie al clima fino alle diseguaglianze - ma i leader politici, non solo in Italia, restano prigionieri di una dinamica di ideologie e divisioni che li spinge soprattutto a guardarsi indietro. Sotto questo punto di vista,

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