Auto, Emissioni

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Svolta Ue: stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035

La proposta della Commissione prevede l’abbattimento del 100% delle emissioni delle auto in vendita a partire dal 2035

15/07/2021 08.47.00

🔸 Stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035: ➡️ La proposta della Commissione Europea prevede l’abbattimento del 100% delle emissioni delle auto in vendita a partire dal 2035

La proposta della Commissione prevede l’abbattimento del 100% delle emissioni delle auto in vendita a partire dal 2035

Il ministro Giovannini: anche l’Italia vieterà le auto diesel e benzina4' di letturaDAL NOSTRO CORRISPONDENTEBRUXELLES - È un pacchetto di misure ambientali incredibilmente complesso quello presentato dalla Commissione europea mercoledì 14 a Bruxelles. L'obiettivo è di agire su vari fronti, regolamentari ed industriali, pur di

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ridurre i gas nocivi del 55% entro il 2030. Tra le misure spicca quella relativa alle automobili: dal 2035 in poi non potranno più essere venduti veicoli che emettono Co2. La rivoluzione ecologica non sarà priva di costi sociali e di rischi economici.

«Oggi presentiamo una strategia con la quale raggiungere i nostro obiettivi climatici, che non sono solo un impegno politico, sono ormai un obbligo giuridico», ha spiegato in una conferenza stampa la stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. headtopics.com

Loading...«Cambiamenti di questo tipo non sono mai facili. Molti diranno che dobbiamo fare meno e più lentamente. Ma nella situazione in cui versa il nostro pianeta fare meno significa non fare nulla, e non possiamo permettercelo».In buona sostanza, la strategia presentata dalla Commissione europea, e che sarà ora oggetto di (acceso) negoziato con il Parlamento e il Consiglio,

prevede che si attribuisca un prezzo alle emissioni nocive.Al tempo stesso, l'esecutivo comunitario vuole incentivare l'innovazione offrendo un premio a chi produce o consuma senza emettere gas inquinanti. Nel lungo periodo, l'obiettivo è la neutralità climatica da qui al 2050. Di seguito una breve descrizione dei principali provvedimenti.

42Dal 2035 si potranno vendere solo auto a zero emissioniSul fronte automobilistico, dopo un lungo e difficile negoziato nel collegio dei commissari, l'esecutivo comunitario ha deciso di proporre chedal 2035 le auto nuove non possano emettere emissioni nocive

. Già dal 2030 i nuovi veicoli dovranno emettere il 55% in meno rispetto ai dati del 2021. Nel contempo, i paesi membri dovranno sistemare centraline di ricarica ogni 60 chilometri nel caso di auto elettriche e ogni 150 chilometri nel caso di auto a idrogeno. headtopics.com

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Mercato delle emissioni esteso a edilizia e trasporto su stradaIl pacchetto prevede una riforma del mercato delle emissioni nocive (noto con l'acronimo inglese ETS). Questo mercato consente alle imprese più inquinanti di acquistare quote di emissioni dalle aziende che ne hanno in eccesso. Da quando è stato creato, 16 anni fa, l'ETS ha permesso di ridurre le emissioni del 42,8% nei settori industriali più energivori. Il mercato verrà esteso ai settori aereo e marittimo. Un nuovo ETS sarà creato per il settore edile e del trasporto su strada.

L’estensione dell'ETS riguarderà lenavi di oltre 5.000 tonnellate lorde. Saranno colpite tutte le emissioni delle imbarcazioni che fanno scalo in un porto europeo nei viaggi all’interno dell’Unione (intra-UE), nonché il 50% delle emissioni dei viaggi che iniziano o terminano fuori dall’Unione. «La riforma mira a incentivare la transizione verde, rendendo possibilmente anti-economiche attività a elevato coefficiente di inquinamento», nota Alessandro Comino, dello studio Cleary Gottlieb a Milano.

Nuova tassazione sull’energiaLa Commissione europea propone altresì di riformare la direttiva sulla tassazione dell'energia, che risale al 2003. Attualmente il testo nei fatti incentiva l'uso di fonti fossili. La riforma promuoverà l'uso di energie pulite. In particolare, la tassazione colpirà non più i volumi, bensì il contenuto in energia dei singoli prodotti. La proposta comunitaria introduce una tassa sul kerosene nei voli intra-UE, che secondo molte compagnie rischia di penalizzare la loro competitività internazionale.

Leggi ancheDopo i chip, le batterie per auto elettriche: l’Europa in ritardo insegue l’AsiaDazio ambientale dal 2026Tra le proposte presentate oggi da Bruxelles vi è anche un dazio ambientale (in inglese Carbon Border Adjustment Mechanism). L'obiettivo è di incentivare politiche ambientali nei paesi terzi ed evitare la delocalizzazione all'estero di produzioni europee pur di sfruttare legislazioni ambientali meno severe. Il meccanismo entrerà in vigore nel 2026, dopo un primo periodo di prova, e riguarderà un numero limitato di settori: cemento, acciaio, alluminio, fertilizzanti ed elettricità. headtopics.com

Dal 2030 il 40% dell’energia da rinnovabiliNel frattempo, la Commissione europea vuole che dal 2030 in poi il 40% dell'energia prodotta venga da fonti rinnovabili. Il pacchetto prevede anchela decarbonizzazione attraverso le foreste in particolare

. Da qui al 2030 l'Europa dovrà essere capace di ritirare dall'atmosfera fino a 310 milioni di tonnellate di Co2. La strategia prevede che vengano piantati almeno tre miliardi di alberi in tutta l'Unione europea sempre entro la fine del decennio.

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Fondo sociale per il climaLa rivoluzione ecologica presentata da Bruxelles vuole aiutare l'ambiente creando un nuovo volano industriale. I nodi sono almeno due: da un lato preservare la competitività dell'economia e dall'altro evitare costi sociali eccessivi.

La Commissione proponeun nuovo Fondo sociale per il Clima. Per il periodo 2025-2032 avrà a disposizione 72,2 miliardi di euro per aiutare le famiglie più penalizzate da obiettivi climatici che provocheranno un inevitabile aumento delle bollette.Con l'aiuto dei paesi membri, l'ammontare di cui sarà dotato il nuovo strumento finanziario potrebbe salire a 144,4 miliardi di euro.

L'obiettivo è di evitare il ripetersi delle rivolte sociali a cui abbiamo assistito in Francia nel 2018 con il movimento dei gilets jaunes. Bruxelles è ottimista: «Grazie alla legislazione esistente, le emissioni di gas ad effetto serra sono già diminuite nell'Unione del 24% rispetto al 1990, mentre l’economia europea è cresciuta di circa il 60% nello stesso periodo».

«La direzione generale è quella giusta, ma il diavolo è nei dettagli con molti dettagli estremamente importanti per trovare il giusto equilibrio tra l’ambizione climatica e le sfide economiche e tecnologiche», ha commentato Pierre Gattaz, il presidente di Business Europe. Sul fronte opposto, Jorgo Riss direttore di Greenpeace Europa ha osservato che «molte politiche non entreranno in vigore prima di dieci anni o più, come l’eliminazione graduale delle auto inquinanti a partire dal 2035».

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Incorretto affermare: che la riconversione obbligatoria e divieto di produzione per una sola tecnologia è un errore. Siamo già molto in ritardo con la decarbonizzazione al 2030. Altre tecnologie avviate e in uso, sostituirebbero l'attuale idrocarburo. Vietato altresì astenersi... Tutto molto bello e so che bisogna iniziare da qualche parte, ma bisogna ricordarsi che se Cina, India, USA & Co continuano a fare di testa loro, il nostro sacrificio avrà un impatto minimo

Clima, la rivoluzione Ue tra luci e ombre: solo auto elettriche dal 2035, subito accelerazione sulle rinnovabili, restano le scorciatoie per i grandi inquinatori - Il Fatto QuotidianoLe auto immatricolate a partire dal 2035 saranno a emissioni zero, il settore pubblico dovrà rinnovare il 3% dei suoi edifici ogni anno, sale al 40% l’obiettivo delle rinnovabili dietro cui si cela il nodo delle biomasse e della tutela delle foreste. E mentre saranno soggetti all’Ets anche nuovi settori, bisognerà attendere il 2035 per … Si riuscirà a far slittare tale data (solo indicativa), perché il periodo di transizione richiede più tempo. Non dimenticate i grilli a colazione, mentre si consumano fantastiliardi di megawatt per farsi 5 minuti nello spazio. Avevo letto da qualche parte che l’inquinamento da autotrazione pesa per il 5% circa, comunque molto meno che agricoltura, allevamenti e riscaldamento domestico, ma pare sia l’unico a turbare i sonni di qualcuno a Bruxelles

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