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Stromboli diventa un’isola fantasma. La fuga dei turisti:

Stromboli diventa un’isola fantasma. La fuga dei turisti: 'Era l'apocalisse'

05/07/2019 07.18.00
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Stromboli diventa un’isola fantasma. La fuga dei turisti: 'Era l'apocalisse'

In mare galleggiano detriti, pomice nera e brandelli di lava, i racconti dei testimoni descrivono scenari lunari: «Siamo rimasti isolati

 STROMBOLI. Arrivi a Ginostra e ti sembra di essere sbarcato sulla luna, ma una luna nera che odora di fuoco e di cenere. «Sicura che vuole andare lì?», chiede il barcaiolo Pippo che dal porto di Stromboli trasporta da sempre i turisti su questa frazione aggrappata al versante opposto del vulcano, raggiungibile esclusivamente via mare. E sì, perché il “pirtuso”, il buco, il porto più piccolo del mondo, sembra la palude Stigia. Fino a pochi anni fa, prima che costruissero il molo per aliscafi e traghetti, ci si attraccava solo con le barchette a remo.

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Acqua piena di detriti, di pomice nera, di pezzi di lava che rischiano di essere risucchiati dai motori di chi si avventura a vedere l’effetto che fa una Pompei del terzo millennio: un borgo abitato da soli trenta abitanti, sette muli e una manciata di turisti e di galline che giovedì si è trovato sotto una pioggia fitta di lapilli e di pietre grandi come mele. «Ero in ambulatorio – racconta il medico Maria Rita Falzone, giovedì in turno di guardia – e con il mio collega abbiamo sentito che la porta era spinta da un’onda d’urto impressionante, siamo usciti, abbiamo alzato gli occhi al cielo e abbiamo visto l’apocalisse, la colonna di fumo, la montagna che bruciava, fuoco ovunque, anche n

el giardino accanto a noi. Siamo scappati sotto la pioggia di pietre, io con una valigia rigida sulla testa, è durata quasi mezzora. Ho creduto di morire, anzi ero certa che sarei morta, mi dicevo: è andata così, pazienza. E pensare che ero venuta per una sostituzione che inizialmente non volevo fare. Tornare qui? Sinceramente? Mai più», dice mentre si imbarca sull’aliscafo che la riporta nella sua Messina. Direzione opposta a quella di Massimo Imbesi, l’escursionista di 35 anni che era arrivato proprio qui l’altro ieri, e che è morto due ore dopo mentre scalava la vetta. headtopics.com

A Ginostra non c’è più un filo di verde. Tutto nero e bruciato. Un luogo amato dai turisti in cerca di un Eden perduto che però venerdì sono scappati tutti, accalcandosi sugli aliscafi. Sono rimasti gli abitanti, nel borgo ricoperto da questo strato irreale di detriti alto otto centimetri che si è posato su strade, case, giardini, scale, viottoli. C’è Gianluca Giuffré, giornalista e gestore di un bazar, che ha portato via, a Milazzo, la moglie e i due gemellini di pochi mesi. «Preferisco stiano al sicuro, se tornasse l’allarme sarebbe difficile scappare con loro», dice mentre spala la cenere nera. «Siamo qui dall’alba – racconta – ma c’è bisogno di aiuto».

C’è Mario Lo Schiavo, lo storico portavoce della comunità, che ripulisce i tetti delle case. «Siamo rimasti isolati, senza energia elettrica e con i telefoni muti. Dopo l’esplosione,abbiamo trascorso tutta la notte al buio». C’è Arianna Abbate che lancia un appello sui social, e riesce pure a essere ironica: «Fortunatamente il peggio è passato, ma siamo sommersi dalla cenere. Chiunque voglia venire a dare una mano è benvenuto. Non essendoci corrente, possiamo offrirvi la cena romantica a lume di candela e una doccia con tonificante acqua fredda». Nel pomeriggio arriva un gruppetto di dieci persone, guidate da Antonio Grasso della Protezione civile, armato di secchi, scope, sacchi.

Sull’altro versante, nel paese di Stromboli - che visto da Ginostra sembra una capitale - la parola d’ordine è salvare la stagione turistica. «Tutto tranquillo, ormai», ripetono albergatori e ristoratori, mentre la spiaggia della Petrazza è tornata a popolarsi di bagnanti. Ma la Protezione civile ha disposto ieri l’allarme giallo: il vulcano adesso è un sorvegliato speciale, mentre qui si trema a ogni suo borbottio. Le escursioni sono sospese, volano ancora i canadair per spegnere gli ultimi incendi e alla fonda restano due motonavi inviate dalla Regione siciliana nel caso fosse necessario evacuare l’isola, scenario al momento non all’ordine del giorno. «Le valutazioni tecniche escludono questa necessità, ma il vulcano è imprevedibile…», dice il prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi. Un centinaio di turisti sono andati via, alcuni in ciabatte e costume, ma una ventina sono rientrati ieri. Non si sono mossi invece i quattrocento residenti e gli stromboliani di adozione che trattano il vulcano - Iddu, cioè Lui - come un vecchio amico, seppure a volte iracondo.

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La Stampa cambia: ecco la casa trasparente dell’informazione digitale - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoUn giornale digitale tutto nuovo. La Stampa cambia aspetto e sostanza: un progetto cominciato un anno fa con il restyling del giornale cartaceo e il lancio delle Top News che oggi approda anche sulla nostra home page. Abbiamo lavorato su un design il più possibile chiaro ed essenziale, che porti in primo piano i singoli contenuti e riorganizzato le pagine. La parte più impegnativa, però, non si conclude con il nuovo design: al contrario, la home page nuova è il punto di partenza di un cantiere che procederà nei prossimi mesi.Il cardine di questa seconda trasformazione è la trasparenza. La principale caratteristica dei giornali digitali è l’immediatezza del contatto con il pubblico: per un giornalista, una risorsa inestimabile. Moltiplicheremo i canali – e i momenti – di scambio diretto, valorizzeremo i commenti del lettori sotto i nostri articoli perché crediamo che questo sia uno dei punti che qualificano il giornale digitale. Chi legge può interagire all’istante, chi scrive può (e deve) tenere conto dell’interazione in tempo reale. Correggere il tiro, controllare, aggiungere elementi che sono sfuggiti al primo sguardo, integrare le nostre opinioni con quelle di chi ci legge. E anche raccontare ai nostri lettori come funziona il nostro lavoro: nell’era dell’informazione (quasi) istantanea e del social network condividere i metodi che seguiamo per fare il nostro lavoro e i trucchi del mestiere è diventato importante. Cercheremo di somigliare il più possibile a un ristorante con la cucina in vista.Il secondo punto fondamentale sono i nuovi mezzi. Negli ultimi anni, con la parte digitale, La Stampa ha imparato a raccontare il mondo ai suoi lettori attraverso i video. Quindici anni fa una produzione video dentro la redazione di un quotidiano sembrava fantascienza, oggi è lavoro di tutti i giorni. Ora ci avviamo verso la stagione dei podcast, i giornali (digitali) che parlano: i nostri lettori conoscono bene il servizio PodLast, uno strumento che negli ultimi due anni è Si ma cambia anche cominciando a scrivere una riga su Bibbiano o la censura continua?

Stromboli, notte tranquilla dopo le esplosioni di ieri: Ginostra la frazione più colpitaCi sono stati dei terremoti di piccola energia, sotto magnitudo 2, probabilmente come effetto dell'assestamento del vulcano Non capisco come la gente possa stare con un vulcano attivo sul latesta

Stromboli: esplosioni dal cratere, i turisti fuggono in mare - La Stampa - News dall'Italia e dal PiemonteUna colonna di fumo e una pioggia di lapilli incendiari su Ginostra ha creato momenti di paura LaStampa

Stromboli visto dall'elicottero della poliziaLa polizia sorvola il vulcano Stromboli con l'elicottero Tutti ci vanno a farsi un giretto a spese dello stato,controllano il vulcano!

La denuncia di Mollicone FdI su dress code colleghe: 'Rispettino l'Aula, non siamo al mare' - Il Fatto QuotidianoIl deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, spiega il suo post su Facebook contro le scollature delle colleghe alla Camera dei deputati: “La mia è una denuncia con il sorriso, come deputato non ha nulla di parte o di partito – e aggiunge- il sorriso c’è, ma il tema è molto serio ed è quello … sono d'accordo con l'onorevole ... Toh un'altro Vincenzo Salmeri! Alabama necessities!

Nella Bce di Lagarde più realpolitik che tecnica economica - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoIn febbraio, nell’ornatissima aula della Guildhall di Londra, Christine Lagarde sorprese i signori e le signore della City con l’esortazione a copiare Mary Poppins. «Servire altri e non voi stessi: questa è la vera magia della finanza», disse allora la capa del Fondo Monetario Internazionale. Dopo un summit europeo pieno di sorprese, l’Europa ha chiesto a Madame Lagarde di spargere polvere magica sulla traballante economia della zona euro. Per ragioni più di realpolitik che di meritocrazia, l’ex legale ed ex ministro delle Finanze francesi diventerà la prima donna e la prima non-economista a guidare la Banca Centrale Europea. Sarà all’altezza di non far rimpiangere Mario Draghi? Di pilotare una barca che fa acqua da tutte le parti lontano dagli scogli della recessione? E di ottenere i necessari compromessi politici tra la tirchia Germania, i ficcanaso di Bruxelles e gli spendaccioni governi mediterranei? Sono domande che domineranno il panorama politico-economico dell’ Unione Europea per anni, anche se per il momento i mercati sono infatuati dall’idea che la Lagarde continuerà a stimolare le economie del continente. Con o senza magie, la Bce della Lagarde sarà molto diversa dalla Bce di Draghi. Un banchiere che conosce bene sia i corridoi di Francoforte sia la nuova regina dell’euro me lo ha spiegato così: «Più pubbliche relazioni, meno dibattiti sui contenuti». Il concetto, certo non caritatevole, è che la Lagarde non possieda la conoscenza tecnica o il tenore intellettuale per combattere i nemici sul campo dell’economia. L’esperienza dell’Fmi indica che, quando la posta in gioco è alta (il salvataggio della Grecia, dell’Argentina ecc), la signora ha seguito fedelmente le direzioni della propria burocrazia, con grande amplomb, carisma e calma ma senza dare l’impressione di essere autrice della strategia. È una bella differenza da Draghi. Se i muri del quartiere generale della Bce avessero la bocca, parlerebbero di scontri tra titani tra Draghi e i tedeschi guidati