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Sting annulla due concerti per ordine dei medici, giallo sul suo stato di salute - La Stampa

Cancellate dall'ex Police le esibizioni previste in Belgio e Germania

10/07/2019 09.36.00

Sting annulla due concerti per ordine dei medici, giallo sul suo stato di salute

Cancellate dall'ex Police le esibizioni previste in Belgio e Germania

Cancellate dall'ex Police le esibizioni previste in Belgio e GermaniaSting10 Luglio 2019Lo stato di salute di Sting ha allarmato i fan, dopo l'annuncio che l'ex Police salterà due date del suo tour estivo. Dopo aver annullato il concerto al Jazz Festival di Gand, in Belgio, il cantautore britannico ha annunciato che anche la data di Monaco di Baviera viene cancellata. Lo si è appreso dal sito Internet del musicista 67enne, in cui si fa cenno “ai consigli del suo medico”.

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Di “ordini dei dottori” si parlava sull'account Twitter dal quale si rendeva noto l'annullamento della data di Gand. Ma quale siano le cause di salute che hanno portato alla decisione non é stato specificato. E questo da adito a sospetti sulla salute della rockstar, il cui concerto in Baviera era atteso per domani sera. 

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La rivoluzione delle poltrone - La StampaCol nome e il profilo giusto, l’Italia può ambire alla stella di sceriffo dell’Antitrust nella Commissione Ue. È possibile perché siamo un grande Paese, socio fondatore della comunità e potenza industriale del continente. Ma non solo. Aiuta il fatto che, nell’Unione che vuole cambiare pelle, nessuno ambisce alla Concorrenza. Equilibri e priorità sono mutati. Le capitali hanno nuovi piani, vogliono controllare gli snodi delle politiche in evoluzione e non di quelle consolidate. Pensano al futuro da scrivere, prima di tutto, perché sanno che è lì che potranno ricostruire il consenso perduto. Non che fare l’arbitro delle regole del mercato sia poca cosa. Assumere le redini politiche della dg Comp equivale a sedere nell’ufficio più esecutivo di tutta l’Ue, per arbitrare le grandi fusioni continentali, difendere i consumatori dagli abusi perpetrati sulle autostrade tecnologiche, e punire chi studia ogni alchimia per stare alla larga dal Fisco. Il commissario alla Concorrenza è un arbitro influente. Lo è anche di più dei garanti dei conti pubblici, il cui ruolo è certamente sopravvalutato. Però col voto del 26 maggio lo scenario è cambiato. Non nel senso politico promesso da Salvini, Le Pen e compagnia, visto che «l’Europa che affama i cittadini» è ancora al suo posto e i sovranisti seguono la partita dalla tribuna. Ciò che è successo è che, davanti alla minaccia estremista, i paesi hanno riorientato le scelte per adeguarsi ai nuovi assetti dettati dalla Storia. Escono dalla vetta delle preferenze Economia, Finanza e Concorrenza, roba considerata da «vecchio mondo». Entrano Sviluppo sostenibile, Ambiente, Sicurezza, Energia e Digitale. In altre parole tutti i dossier che incideranno sulla fisionomia della nostra società. I giochi sono in pieno svolgimento per un collegio che, salvo ritardi e colpi di scena, si insedierà in novembre con la tedesca Ursula von der Leyen alla presidenza. Dietro le quinte si vede la quotata danese Vestager, che viene proprio dall’Antitrust e v