Spazio, nell'universo ci sono attualmente 40 miliardi di miliardi di buchi neri

Ecco lo studio a firma italiana pubblicato sul The Astrophisical Journal [LEGGI]

18/01/2022 13.03.00

Buchi neri, nell’universo sono 40 miliardi di miliardi: contengono l’1% della materia visibile. Ecco lo studio a firma italiana

Ecco lo studio a firma italiana pubblicato sul The Astrophisical Journal [LEGGI]

Firmato da, con la supervisione del docenteAndrea Lapie del ricercatoreLumen Boco, l’articolo è il risultato di un’analisi dei buchi neri stellari, le cui masse arrivano fino a cento volte quella del Sole e che hanno origine al termine del ciclo vitale delle stelle più luminose. Stimarne il numero è stato possibile grazie ai dati finora pubblicati, relativi ai buchi neri che si trovano nell’universo osservabile, le cui dimensioni sono confrontabili a quelle di una sfera dal diametro di circa

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Buttiamoci tutto il CD Quindi se l'1%della materia è visibile il 99%è invisibile ma per il resto non ne sappiamo più di tanto Se non che la massa complessiva è davvero enormemente molto densa e che il sio accrescimento pare infinito,ma alla fine i buchi neri avranno anche loro una sorta di evaporazione

buchi neri Mandiamoci renzi,nobili e tutti i DEFICIENTI di quel partitello di indagati al 2%

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), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e le università britanniche di Southampton e Durham. Firmato da , con la supervisione del docente Andrea Lapi e del ricercatore Lumen Boco , l’articolo è il risultato di un’analisi dei buchi neri stellari, le cui masse arrivano fino a cento volte quella del Sole e che hanno origine al termine del ciclo vitale delle stelle più luminose. Stimarne il numero è stato possibile grazie ai dati finora pubblicati, relativi ai buchi neri che si trovano nell’universo osservabile, le cui dimensioni sono confrontabili a quelle di una sfera dal diametro di circa 90 miliardi di anni luce . Spazio, scoperta una nuova “superluna”? L’ipotesi degli scienziati sulla esoluna di Kepler Dallo studio si evince inoltre che i buchi neri stellari più massivi hanno origine principalmente da eventi dinamici che avvengono negli ammassi stellari. Gli scienziati sono giunti a questa conclusione dopo avere esplorato i possibili canali di formazione dei buchi neri di differenti masse, cioè da stelle isolate, da sistemi binari o dagli ammassi stellari. Lo studio è frutto della collaborazione tra diversi enti e istituti di ricerca internazionali: Istituto per la fisica fondamentale dell’universo (Ifpu) di Trieste, Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Ugo Di Carlo