Trucco

Trucco

Sopracciglia folte, eyeliner sottile. Il trucco couture di Chanel

Un trucco sofisticato, ma semplice da realizzare. Lucia Pica ci spiega come incorniciare gli occhi in maniera edgy, in due semplicissime mosse

06/07/2019 00.04.00

Sopracciglia folte, eyeliner sottile. Lucia Pica ci spiega come incorniciare gli occhi in maniera 'edgy', in due semplicissime mosse. Ecco il trucco couture di CHANEL

Un trucco sofisticato, ma semplice da realizzare. Lucia Pica ci spiega come incorniciare gli occhi in maniera edgy, in due semplicissime mosse

Lucia Pica,global creative make-up and colour director di Chanel, a proposito della collezione Haute Couture AI 2019-20 firmata Virginie Viard. Lucia Pica è una visionaria e il risultato èun approccio al make-up sofisticato e non convenzionale allo stesso tempo

Riccardo Puglisi, chi è 'l'ultras liberista' chiamato a Palazzo Chigi 18/24 giugno 2021 • Numero 1414 E' morto Giampiero Boniperti, una vita per la Juventus - Sport

.Chanel Haute Couture AI 2019-20 Show Backstage - Makeup Chanel - Lucia Pica© CHANEL 2019Per la clientela couture di Chanel, la parola d’ordine in termini di beauty look è abbinare sopracciglia forti dall'appeal maschile ad un eyeliner ultra sottile e femminile

,che si allunga verso l’esterno dell’occhio , ma partendo dalla metà della palpebra, creando un effetto inaspettatamente tough(tosto). Il trucco risulta al meglio quando si contraddice: vediun arco sopraccigliare forte che fa spazio ad un tratto di eyeliner nero dall’aria apparentemente fragile headtopics.com

, senza che le due componenti si mettano in competizione nel compito di incorniciare gli occhi. Le labbra sono naturali.Pica ha persino applicato un correttore sulle labbra affinché non distraessero l’attenzione dagli occhi.«Non ho creato immediatamente questo “makeup look” da zero,

sono invece partita da queste sopracciglia allungate concentrandomi però sui loro angoli interni. Questo le ha rese immediatamente più maschili mentre il loro finish allungato ha contribuito ad aggiungere un’eleganza aerodinamica. Le parole chiave erano sicurezza e autorità», racconta a Vogue.

© Gorunway.com«Ma volevo anche un po' di attitude, qualcosa che rievocasse una sensazione di presunzione. Quindi ho iniziato ad applicare l’eyelinerutilizzandoCaligraphie de Chanela partire dalla metà dell’occhio e, dopo aver chiesto alle modelle di guardare in fronte a sé, ho continuato a tracciare questa linea allungata esagerandola. Ho mantenuto la pelle fresca e pulita con

Les Beiges Eau de Teint(Fondotinta a base d’Acqua) per un incarnato semitrasparente».Chanel Haute Couture AI 2019-20 Show Backstage - Makeup Chanel - Lucia Pica Leggi di più: Vogue Italia »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Quei quaranta miliardi che ancora ci separano da Bruxelles - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoPer il 2020 il governo ha preso con l’Europa un impegno – di tenere i conti in ordine – che contrasta del tutto con le parole di Matteo Salvini, di Luigi Di Maio e dei rispettivi seguaci. Il ministro Giovanni Tria, sorretto dalle reazioni dei mercati ieri, sostiene che all’Italia farà bene mantenerlo. Vedremo a settembre come la questione si evolverà. Per il momento, ovvero per quanto riguarda il 2019, abbiamo ciò che la Commissione europea chiama «fiscal correction», ossia correzione di bilancio, mentre il nostro governo nega che di «manovra correttiva» si tratti. Definizioni a parte, sarà qualcosa di cui i cittadini avvertiranno poco l’effetto. Ma proprio per questo è interessante riflettere su che cosa contenga davvero. Le due misure-bandiera della coalizione, reddito di cittadinanza e pensionamento anticipato con «quota 100» si sono rivelate assai meno costose di quanto calcolato. In entrambi i casi, i richiedenti sono stati meno numerosi del previsto. Si potrebbe dire che il «popolo» non si è entusiasmato troppo del dono ricevuto dai populisti. Tra i sessantenni che si pensava avrebbero chiesto la pensione anticipata il 30% ha preferito rimanere al lavoro. Fino a un quarto dei potenziali beneficiari del sussidio che, nelle intenzioni, doveva «abolire la povertà» almeno per ora sembra non ritenersi abbastanza bisognoso da richiederlo. I calcoli del Tesoro erano giustamente prudenti, ma nessuno li aveva contestati. I critici dei due provvedimenti temevano che entrambi potessero favorire il lavoro nero. Benché sia presto per trarre conclusioni, si può ipotizzare che gli impiegati nel sommerso abbiano preferito non chiedere il reddito di cittadinanza, e i pensionabili abbiano preferito tenersi l’impiego legale piuttosto che cercarne un altro in nero da pensionati. Comunque sia, il Paese reale non corrisponde all’immagine che ne veniva tracciata. Il malcontento contro la legge Fornero esisteva, ma era stato sopravvalutato. La povertà c’è, e servivano strumenti di as CONTRASTA, MA BASTA CHE SE MAGNA, COME SI DICE.

Djokovic ingaggia il croato Ivanisevic e in Serbia scoppia la polemica:Negli anni della guerra dei Balcani chi scrive lavorava in una casa editrice che editava diverse riviste sportive, dal tennis al basket ai motori. Un giorno un famoso cestista serbo - si dice il peccato, non il peccatore - attraversando la redazione di noi tennisti, chiese sibilando: «datemi un poster di Ivanisevic, così lo strappo…». Ivanisevic, come tutti sanno, è croato - e in una intervista apparsa ai tempi del conflitto era stato altrettanto crudo - ma prima del conflitto giocava spesso e volentieri in doppio con il serbo Slobodan Zivojinovic. Le smorfie della storia.Sono passati 25 anni, lo sport è stato fra le medicine più efficaci per curare le terribili cicatrici di un conflitto che la leggenda vuole nato proprio su un campo da calcio. Nel tennis gli atleti della ex Yugoslavia in questi decenni sono stati bravissimi a fare gruppo, a coltivare amicizie che sanno attraversare i confini e ignorare l’odio etnico, e il serbo Novak Djokovic, non fa eccezione; anzi, il numero 1 del mondo si è sempre speso per la causa della tolleranza e dell’amicizia. Anche perché in tantissimi casi i confini attraversano le storia famigliari: la madre di Djokovic ad esempio è croata, e Novak l’anno scorso durante i Mondiali di calcio dichiarò pubblicamente che avrebbe tifato per la Croazia dopo l’eliminazione della Serbia. Ma non tutti in patria lo apprezzano, specie ora che il numero 1 del mondo ha scelto come consigliere tecnico - per il momento per Wimbledon, poi si vedrà… - proprio il croato Ivanisevic. Dalle pagine del giornale filogovernativo Informer l’ex centro della NBA Darko Milicic, nato a Novi Sad (la città natala di Monica Seles, e capitale di una regione, la Voivodina, dove è forte la componente ungherese) ha dichiarato che la scelta di Djokovic «è un insulto per i suoi tifosi che durante la guerra hanno subito aggressioni, espulsioni e perso tanti cari». Milicic non è il solo a Belgrado e dintorni a ritenere che «le manifestazioni di amore per i croati» di Djokovic

Emma, volto degli anti armi «Così Madonna ci offende»Sotto accusa il video che mette in scena un massacro in un locale Solo una cosa. Che due coglioni. Una sfigata che cerca notorietà sulle spalle di Madonna.... basta guardarla

Asfaltature e strade chiuse, il Biellese si prepara all’arrivo del Giro Rosa Iccra - La StampaUn manipolo di temerarie ragazze in biciletta riesce a mobilitare un intero territorio. Il Giro Rosa Iccrea con le sue 24 squadre iscritte è pronto domenica ad approdare nel Biellese e per una grande corsa ci vuole una grande organizzazione. Che si mobilita perché il biglietto da visita che ne scaturirà deve essere il più bello possibile, per ricordare a tutti che il ciclismo a Biella e dintorni non è solo la decina di chilometri che portano a Oropa. Per questo è stata ottenuta una finestra nel palinsesto Rai che interromperà il collegamento con il Tour de France per trasmettere in diretta l’ultimo quarto d’ora della tappa. L’Unione montana La Bürsch, grazie a Gabriele Martinazzo è capofila del team, ma i comuni che hanno contribuito in modo concreto e sostanziale sono Andorno, Biella, Campiglia, Piatto, Pralungo, Ronco, Rosazza, Tavigliano, Ternengo, Tollegno, Valdengo, più Sagliano e Piedicavallo. Domani l’ultima verifica in prefettura su riparazioni dell’ultim’ora delle strade, a Dorzano completa asfaltatura di un tratto della corsa più la sistemazione dell’ultimo chilometro dal Pinchiolo al traguardo. «La sicurezza - dice Filippo Borrione dell’Ucab che per la «4 Erre» di Giuseppe Rivolta è il braccio armato della corsa in zona - delle atlete prima di tutto. Per questo ci saranno volontari della Protezione Civile, solo Biella ha predisposto 55 persone, 39 volontari del comando, 8 uomini del Comune di Torino e 8 in arrivo da Borgomanero, degli Alpini e dei singoli gruppi comunali a bloccare parzialmente il traffico. Abbiamo l’ausilio di 24 motociclisti della polizia Stradale più le 13 moto staffette che seguono le corse». Una «4 Erre» che come ha spiegato Gabriele Martinazzo, «consentirà anche ai nostri sponsor fino ai 200 metri dal traguardo di esporre il proprio marchio. Un riconoscimento dovuto a chi ci ha aiutato: da soli non ce l’avrebbe fatta nessuno». Per alleggerire il traffico in Valle, probabile chiusura della strada dalla Balma fino al traguardo dalle 9

Dopo 70 anni tre italiani ai sedicesimi di Wimbledon. Oggi tocca a Fabbiano - La StampaUn’erba così azzurra non la vedevamo da 70 anni: era dal 1949 che tre italiani non arrivavano nei sedicesimi di Wimbledon. Allora in realtà furono quattro: Marcello e Rolando del Bello, Gianni Cucelli e Vanni Canepele. Nomi che agli appassionati di oggi dicono poco. Era un’Italia diversa, appena uscita dalla guerra, che sulle strade del Giro tifava per Coppi e Bartali, era diverso anche il tennis, e Wimbledon un paradiso per pochi eletti un filo (o tanto) snob.I tre moschettieri di oggi sono Fabio Fognini, Matteo Berrettini, e Thomas Fabbiano, che oggi prima di tutti cerca un posto negli ottavi contro Fernando Verdasco. Un traguardo difficile, non impossibile per Tommy, figlio di un medico ex sindaco di San Giorgio Jonico, che in un mondo di atleti dal fisico impressionante fa valere le ragioni di chi ha misure normali - un metro e 73 - ma talento, grinta, fosforo da vendere. Tra il 30enne Fabbiano, che oggi è numero 89 del mondo ed è stato la massimo 70 nel 2017, e il 35 enne mancino di Madrid, oggi numero 37 ma con un passato da top ten (n.7 giusto dieci anni fa) c’è un solo precedente, al torneo di Dubai di quest’anno. Ha vinto Verdasco, ma in tre set. A Wimbledon ‘Nando’ è arrivato nei quarti nel 2013, Thomas negli ottavi non è mai arrivato in nessuno Slam, ma può diventare il quinto italiano di sempre a riuscirci a Wimbledon nell’era Open dopo Adriano Panatta (1979), Davide Sanguinetti (1978), Gianluca Pozzi (2000) e Andreas Seppi (2013). Da junior era una promessa, semifinalista sia in Australia sia a New York nel 2007 (e vincitore in doppio a Parigi nello stesso anno), da professionista le soddisfazioni più grandi ha iniziato a prendersele a ridosso dei 30 anni. Domani toccherà a Berrettini e Fognini, che ieri hanno battuto rispettivamente Baghdatis, il giocoliere cipriota, ex numero 8 del mondo, giunto all’ultima partita della sua lunga carriera, e l’ungherese Maton Fucsovics, che ha costretto Fabio nuovamente al quinto set. Anche per loro gli ottavi non son Evviva l'Italia che conta.

Attenzione, ci sono due Vladimir PutinIl primo è ragionevole e seducente, il secondo è il legittimo erede di un impero | L'editoriale di Franco Venturini per il Corriere Come ci sono due Trump, il primo affarista multimiliardario ed il secondo presidente degli Stati Uniti, affarista multimiliardario. Stati Uniti che tra l'altro praticamente circondano da anni la Russia con le loro basi nei territori dei sudditi. Chi è il vero pericolo? There is only one Vladimir Putin and falling for his ‘charme’ is very risky.. He does not represent Russia’s best interests. „E perché le simpatie di Putin vanno ai Farage, alle Le Pen, al Afd tedesco, a Viktor Orbán, al nostro Salvini che continua a sparare sull’Europa, e vanno persino a Donald Trump?“ Randy Newman (🇺🇸)🎶: :)