Simone Loria: “Toro-Brescia? Vi racconto i due allenatori, ho giocato con entrambi”

Simone Loria: “Toro-Brescia? Vi racconto i due allenatori, ho giocato con entrambi”

08/07/2020 21.20.00

Simone Loria: “Toro-Brescia? Vi racconto i due allenatori, ho giocato con entrambi”

Fianco a fianco sulle panchine di Torino e Brescia ma per sei mesi anche sul campo. Stagione 2002-2003, al Cagliari a gennaio arrivava Moreno Longo a irrobustire la linea difensiva che da quattro anni era pilotata da “El Jefe”, il colonnello Diego Lopez. Con loro a dare compattezza a quella retroguardia Simone Loria, responsabile della Scuola Calcio Mercadante, che ricorda i due compagni di reparto, oggi mister di Torino e Brescia. «Con Diego – esordisce Loria – ho vissuto tre anni stupendi in Sardegna vincendo anche un campionato di B. Giocavamo fianco a fianco e aveva le chiavi di quel Cagliari. All’epoca aveva un soprannome, El memo, lo sbadato ma non era per nulla così: in campo era bello tosto, non lasciava passare una palla e si faceva sentire in ogni occasione. Appena finita la partita lo ricordo invece come un ragazzo buono e simpaticissimo. Non penso che all’epoca pensasse di allenare ma da come prendeva in mano la difesa la predisposizione alla panchina ce l’aveva sicuramente». Al Cagliari Longo proveniva invece dal Chievo per recuperare da un lungo infortunio: «Rimase sei mesi, non giocò molto per via dell’incidente ma ritornò in campo dopo due anni di stop. Con Moreno siamo coetanei, entrambi torinesi nati nel 1976, e di lui i ricordi più nitidi sono le battaglie nei derby di settore giovanile. Io alla Juve, lui al Toro, giocavamo distanti ma mi faceva impressione l’intensità che metteva in ogni entrata e l’autorevolezza con cui guidava i compagni. Nulla di strano che sia poi diventato quel bravissimo mister che è oggi». «Con Moreno – aggiunge Loria - in più abbiamo svolto il servizio militare insieme prima a Bologna e poi a Roma. Con Diego è rimasto un bel rapporto di amicizia ma per Toro-Brescia vado dove mi porta il cuore e tiferò granata. Ho seguito entrambi nelle rispettive carriere e sono ottimi tecnici che possono dare tanto a patto che sentano la fiducia della società. Il Toro avrà una partita non facile ma penso che Longo sia il mister adatto pe

Simone LoriaPubblicato il08 Luglio 2020Fianco a fianco sulle panchine di Torino e Brescia ma per sei mesi anche sul campo. Stagione 2002-2003, al Cagliari a gennaio arrivava Moreno Longo a irrobustire la linea difensiva che da quattro anni era pilotata da “El Jefe”, il colonnello Diego Lopez. Con loro a dare compattezza a quella retroguardia Simone Loria, responsabile della Scuola Calcio Mercadante, che ricorda i due compagni di reparto, oggi mister di Torino e Brescia. 

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«Con Diego – esordisce Loria – ho vissuto tre anni stupendi in Sardegna vincendo anche un campionato di B. Giocavamo fianco a fianco e aveva le chiavi di quel Cagliari. All’epoca aveva un soprannome, El memo, lo sbadato ma non era per nulla così: in campo era bello tosto, non lasciava passare una palla e si faceva sentire in ogni occasione. Appena finita la partita lo ricordo invece come un ragazzo buono e simpaticissimo. Non penso che all’epoca pensasse di allenare ma da come prendeva in mano la difesa la predisposizione alla panchina ce l’aveva sicuramente». 

Al Cagliari Longo proveniva invece dal Chievo per recuperare da un lungo infortunio: «Rimase sei mesi, non giocò molto per via dell’incidente ma ritornò in campo dopo due anni di stop. Con Moreno siamo coetanei, entrambi torinesi nati nel 1976, e di lui i ricordi più nitidi sono le battaglie nei derby di settore giovanile. Io alla Juve, lui al Toro, giocavamo distanti ma mi faceva impressione l’intensità che metteva in ogni entrata e l’autorevolezza con cui guidava i compagni. Nulla di strano che sia poi diventato quel bravissimo mister che è oggi».   headtopics.com

«Con Moreno – aggiunge Loria - in più abbiamo svolto il servizio militare insieme prima a Bologna e poi a Roma. Con Diego è rimasto un bel rapporto di amicizia ma per Toro-Brescia vado dove mi porta il cuore e tiferò granata. Ho seguito entrambi nelle rispettive carriere e sono ottimi tecnici che possono dare tanto a patto che sentano la fiducia della società. Il Toro avrà una partita non facile ma penso che Longo sia il mister adatto per tirare fuori il meglio dai giocatori. Inutile aggiungere che vincere è fondamentale ma se alla fine non si riuscisse a sbloccare il risultato, anche un pari potrebbe andare bene: sbagliato sarebbe andare all’attacco senza criterio e subire un contropiede. Alla fine del campionato anche un punticino potrebbe fare la differenza». 

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