Silvia Salis, Vice Presidente Vicario del CONI: «Fate squadra, con le donne e con gli uomini»

Il 20 gennaio esce La bambina più forte del mondo, una favola per tutte le età, che parla di sogni, ambizioni, paure, cadute e risalite. E l'autrice è impegnata in prima linea affinché le donne dello sport siano sempre più forti

21/01/2022 02.29.00

Il 20 gennaio esce La bambina più forte del mondo, una favola per tutte le età, che parla di sogni, ambizioni, paure, cadute e risalite. E l'autrice è impegnata in prima linea affinché le donne dello sport siano sempre più forti

Il 20 gennaio esce La bambina più forte del mondo, una favola per tutte le età, che parla di sogni, ambizioni, paure, cadute e risalite. E l'autrice è impegnata in prima linea affinché le donne dello sport siano sempre più forti

Xperché è importante capire cheLa “gara” spesso piace più ai genitori che ai figli., che andrebbe evitata, perché sono cose indotte dall’ambiente. In certi casi può essere fastidioso, limitante, in altrialla fine,, che sanno fare cose che a noi non piacciono o in cui non siamo bravi.

Serve attenzione, sì, perché per quanto si possa essere illuminati e “avanti” spesso mi rendo conto che emergono preoccupazioni di fondo. Ho, ad esempio, amiche eccezionali, istruite, con tutta una serie di strumenti a disposizione e senza idee di genere, con figlie che fanno lotta o judo, ma a volte noto dettagli che lasciano trasparire una preoccupazione, com se avvertissero una differenza.

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Anche incontrare qualcuno che ci somiglia, come Lino per Stella. Più che altro qualcuno che ti veda veramente, che ti veda dentro e che sia capace di andare oltre quello che sta succedendo , è una cosa che dà forza. X La paura di farcela e quella di non farcela, un altro tema forte che affronta nel libro. In questa favola ho voluto mettere parecchie frustrazioni perché è importante capire che le sconfitte fanno parte della vita. Ai bambini oggi si tende a non dare frustrazioni, ma il mondo fuori è rimasto sempre lo stesso: esistono le sconfitte e i problemi, sono cose che succedono. Puoi voler fare una cosa che non si può fare, oppure ci sono persone più brave di te; ti puoi allenare, certo, migliorare, ma non è neanche detto che tu ce la faccia, perché magari in quel momento c’è chi è più forte. La “gara” spesso piace più ai genitori che ai figli. Oggi c’è, anche per colpa del social, una grande tendenza a creare una sorta di realtà virtuale sul figli, quelli della mia generazione non hanno mai sentito, da piccoli, dire cose del tipo “mio figlio è molto avanti”, nemmeno su bambini molto avanti davvero. Esiste questa proiezione , che andrebbe evitata, perché sono cose indotte dall’ambiente. In certi casi può essere fastidioso, limitante, in altri è castrante della personalità di un bambino; se una bambina vuole fare lotta e la madre la sogna col tutù è grave perché magari riflette anche altre aspettative e bisogni. Anche a me, che sono una sportiva, piacerebbe avere un figlio sportivo, ma non potrei mai metterlo davanti a uno sparapalle se dovesse amare il sudoku!  La cosa più bella dei figli, alla fine, è il fatto che non ci somigliano : la vera vittoria è mettere al mondo persone che sono altro da noi , che sanno fare cose che a noi non piacciono o in cui non siamo bravi. Leggi anche Bambini e libri: tra mille avventure raccontate, i pregi della lettura condivisa con i genitori Oggi i bambini sono molto più consapevoli, bisognerebbe istruire più gli adulti? Serve attenzione, sì, perché per quanto si possa essere illuminati e “avanti” spesso mi rendo conto che emergono preoccupazioni di fondo. Ho, ad esempio, amiche eccezionali, istruite, con tutta una serie di strumenti a disposizione e senza idee di genere, con figlie che fanno lotta o judo, ma a volte noto dettagli che lasciano trasparire una preoccupazione, com se avvertissero una differenza. Una sorta di stereotipo interiorizzato? Esatto. Paola Cortellesi una volta ha detto in un’intervista che le limitazioni di genere a volte non sono nemmeno cosi evidenti, ma sono cose che da quando sei nata ti scavano dentro . Se non sei una super iena, alla fine, modificano le tue ambizioni perché pensi di non poter fare proprio tutto, ti dici cose del tipo ” tanto non ci arrivo”: questo non deve succedere. Silvia Salis @Stefano Guindani. Nel libro emerge anche la rivalità al femminile.La cattiveria tra donne può essere molto feroce. Nel campo delle competizioni è che le donne sono l’una contro l’altra per lavoro, è difficile avere un rapporto lineare quando ti stai giocando una cosa con una che è tua rivale, però personalmente ho avuto anche tanti esempi di come sia possibile. Il vero problema è che la rivalità tra donne è spostata su più piani, più complicata di quella tra uomini. C’è il piano lavorativo, ma anche l’età, la bellezza, l’influenza che si ha sul mondo dei maschi: gli uomini, invece, hanno una rivalità più semplice, che si riduce al “vogliamo entrambi una cosa e lottiamo per quella cosa lì”. Oggi è Vice Presidente Vicario del Coni, la prima donna: un altro muro è stato abbattuto. Ne stanno cadendo tanti, ci vorrà ancora tempo, ma l’esserlo diventata a 35 anni è stato davvero significativo. Leggi anche Fausto Brizzi sposa Silvia Salis, per la coppia nozze con mascherina in Campidoglio Un corsa alla pari o c’è stato ostracismo? Inutile essere ipocriti, una piccola parte di persone avrebbe visto meglio il Presidente di una Federazione con 20-30 anni in più, ma c’è stata anche una parte fortissima che ha creduto in me, ho preso tantissimi voti. Giovanni Malagò che ha proposto la mia nomina, la Giunta che l’ha accettata e il Consiglio Nazionale che mi ha votata hanno dimostrato che i tempi stanno cambiando. Gli obiettivi che ha per questi anni di mandato? Il grosso obiettivo politico è quello di non far morire le società sportive. Oggi per ragioni economiche, molte scaturite dalla pandemia, quasi il 50% delle società rischia di chiudere , numeri che fanno impallidire. Un altro obiettivo è la battaglia per il professionismo sportivo, una questione complessa, da affrontare insieme al Governo e al Comitato olimpico. In questo momento solo alcune Federazioni rientrano nel professionismo sportivo, le altre, sia maschili che femminili, sono considerate dilettantistiche. Ricevi news e aggiornamenti