Candidato, Docente

Scuola, corsa contro il tempo per i concorsi ordinari per i prof: si punta a fine novembre

Scuola, corsa contro il tempo per i concorsi ordinari per gli insegnanti: si punta a fi...

29/09/2020 14.44.00
Candidato, Docente, Prova Scritta, Concorso

Scuola, corsa contro il tempo per i concorsi ordinari per gli insegnanti: si punta a fi...

Oltre 500 mila i candidati ai concorsi per Infanzia e Primaria a fronte di 45 mila posti. La ricognizione delle aule per la prova preselettiva. Poi gli scritti e gli orali per portare in cattedra 45 mila docenti entro settembre 2021

) i candidati saranno tenuti a superare due prove scritte e, se le superano, una orale. La prima prova scritta, da uno a tre quesiti, è distinta per ciascuna classe di concorso e ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e delle competenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso stessa. È superata dai candidati che conseguano il punteggio minimo di 28 punti su 40 e deve essere svolta in un tempo massimo di 120 minuti. La seconda prova scritta si articola in due quesiti a risposta aperta: il primo è volto all’accertamento delle conoscenze e competenze antropo-psico-pedagogiche, il secondo all’accertamento delle conoscenze e competenze didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento di ciascuna classe di concorso. La durata è di 60 minuti e anche in questo caso la si supera se si conquistano 28 punti su 40.

Cinque azzurri (e tutto il Galles) si inginocchiano prima del fischio di inizio: non era mai successo In Edicola sul Fatto Quotidiano del 21 Giugno: Fico: “Ora il salario minimo e nuovo alt ai licenziamenti” - Il Fatto Quotidiano Primarie, il segretario del Pd Enrico Letta vota al Testaccio: 'Grande affluenza, popolo centrosinistra c'è' - Il Fatto Quotidiano

I candidati a materna ed elementariPer il concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e per la primaria- disponibili 12.683 posti - sono state inoltrate 76.757 domande, il 96% dei candidati è di sesso femminile, il 4% di sesso maschile: una «tendenza che va invertita», nota Azzolina. I posti a bando sono 12.863. Per quanto riguarda l’età delle candidate e dei candidati, il 13,9% (pari a 10.683 candidati) ha un’età fino a 30 anni, il 32,4% ha fra i 31 e i 40 anni (24.856), il 41,5% ha un’età fra i 41 e i 50 (31.871), il 12,2% ha più di 50 anni (9.347). Le Regioni per le quali sono state presentate più domande di partecipazione sono la Lombardia (12.149), il Lazio (9.868) e la Toscana (8.114). Quanto alle provenienze geografiche, il 33,6% delle candidate e dei candidati proviene da Regioni del Nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto), il 22,1% dal Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria), il 44,2% dal Sud e dalle Isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Lo 0,1% proviene dall’estero. Guardando alle singole Regioni, il maggior numero di candidati proviene dalla Sicilia (9.116, l’11,9% del totale). Seguono Lombardia (8.366, il 10,9%) e Campania (8.151, il 10,6%).

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G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

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Scuola, il 22 ottobre via al primo concorsoLa pandemia non ferma la selezione straordinaria da 32mila posti riservata ai prof precari con 3 anni di servizio: le prove andranno avanti almeno fino a metà novembre

Fate come me: non mandate i figli malati a scuola - Donna ModernaUna lettrice scrive a Donna Moderna e invita i genitori a essere rigorosi quest’anno sulla malattia dei figli, a costo di rimetterci sul lavoro. Un tema delicato sulla responsabilità di genitori e di cittadini COVID19 scuola2020

Scuola, è la settimana in cui comincia davvero per tutti - VanityFair.itSono 528 gli istituti in cui si è verificato almeno un caso di positività al Covid, ma in alcuni comuni la scuola apre solo questa settimana

Novara, famiglie preoccupate dopo il lockdown: cresce il fenomeno “scuola da casa”NOVARA. «L’emergenza Covid è stata uno schiaffo che ci ha fatto riflettere su qualcosa che già pensavamo che non funzionasse per noi»: Antonio D’Adderio e la moglie Mildre sono delle famiglie che quest’anno non manderanno più il loro bambino a scuola ma sperimenteranno un sistema di homeschooling. In pochi mesi c’è stato un vero boom di richieste nel Novarese, zona fino ad ora non molto aperta all’istruzione parentale e i genitori come loro sono passati da una cinquantina a oltre cento (di cui 60 nel capoluogo). In Piemonte il fenomeno coinvolge oltre 800 famiglie di cui 400 a Torino, un centinaio a Biella, 80 nel Vco e altrettanti a Cuneo, una trentina ad Alessandria e una cinquantina ad Asti. Nel 2019 a Novara un gruppo di genitori aveva ottenuto una stanza in una scuola privata e creato un progetto di insegnamento parentale per bambini dai 2 ai 6 anni gestito da una mamma, Paola Silvestri, che era maestra elementare in una scuola pubblica e poi si è licenziata. Altre esperienze erano già attive a Borgomanero, Arona e Oleggio. «Vogliamo ribaltare il punto di vista e partire dai bisogni dei bambini invece che da un sistema statico, un po’ compresso - dice Silvestri -. Non è facile, però, trovare persone con cui condividere idee comuni». Ma l’emergenza Covid ha dato una spinta a chi era indeciso e sabato mattina una prima riunione informale tra famiglie si è tenuta in un parco di Novara. Coordina Francesco Bernabei, di professione sviluppatore sociale e padre: «Cinque anni fa avrei voluto avviare l’homeschooling con le mie prime due figlie ma non ho trovato altri con cui avviare il progetto, tutti pensavano fosse qualcosa di troppo strano. Adesso può essere il momento giusto». Perché si sceglie di non mandare i figli in classe? «Vogliamo evitare l’inquadramento dei bambini in un sistema di apprendimento unico, ce ne sono altri molto validi che la scuola non considera - dice Bernabei -. Poi gli scolari trascorrono troppo tempo chiusi in un’aula, senza la possibilità

Scuola, ecco le aziende che fanno i banchi - Il Fatto QuotidianoSabato sera, quasi all’ora di cena: è l’orario che il commissario all’emergenza Domenico Arcuri ha scelto per pubblicare la lista delle aziende che stanno costruendo e consegnando i 2,45 milioni di banchi (400mila “innovativi”, cioè quelli con le rotelle) richiesti dalle scuole italiane per mantenere il distanziamento fisico previsto dalle normative anti-Covid. Sono 11 tra … Da me ne potevano fare a meno di mandarli sembrano i banchi dei sette nani. Ormai la scuola è partita e noi ci siamo arrangiate. marcotravaglio Certo il centrodestrasinistra in questi anni ha lavorato male Non abbiamo quasi più le aziende manifatturiere Nessuna nazione si regge senza il mercato interno lo abbiamo regalato a cina Pakistan etc etc ! Eravamo fortissimi sulla qualità adesso ci contendiamo la monnezza ! Complimenti alla Azzolina e ad Arcuri!!!