Santa Severa, in trincea per resistere alla pandemia

Santa Severa, in trincea per resistere alla pandemia

28/03/2021 08.37.00

Santa Severa, in trincea per resistere alla pandemia

Reportage dal ristorante Pino al mare: “Abbiamo investito e ristrutturato, non abbiamo tagliato posti di lavoro, e adesso crediamo nel rilancio”

7:03Non sarà il Billionaire in Costa Smeralda, ma anche questo ristorante è un gran bel ritrovo di vip, fra l’altro più alla mano, simpatico e a 60 minuti d’auto da Roma, sul litorale di Santa Severa. Il ristorante Pino al mare è da oltre mezzo secolo un punto di riferimento dei romani, più o meni illustri, che amano fuggire dalla Capitale per godersi una giornata in spiaggia lontano dal caos e all’insegna della buona cucina, che pesca dalle ricette della tradizione e dalle materie prime delle aste del pesce di zona. Così, a suon di insalate di mare, spaghetti ai ricci o alle telline e di fritture di calamari e gamberi, il parterre ai tavoli del ristorante Pino al mare è sempre ricco di nomi, dagli attori Willem Dafoe, Giorgio Pasotti e Anna Falchi, ai musicisti Giuliano Sangiorgi, Niccolò Fabi e Alessandra Amoroso; e, ancora, dallo scrittore Giancarlo De Cataldo all’opinionista Vittorio Sgarbi, dal volto de Le Iene Enrico Lucci al calciatore Alessandro Florenzi, dal manager dell’As Roma Vito Scala alle politiche italiane Federica Mogherini e Maria Rosaria Rossi, ma anche i giornalisti Mattia Feltri, Annalena Benini (sua consorte), Pierluigi Diaco e Marco Travaglio, il direttore di Rai 1 Stefano Coletta e il vicedirettore Giovanni Anversa, il conduttore Beppe Convertini e lo speaker radiofonico Rudy Zerbi (al quale è intitolato anche un piatto in carta, il fritto di pesce e verdure).

Pd, Letta: ' Mai più al governo con Salvini e la Lega' Migrante di 27 anni muore nel Brindisino: tornava da una giornata di lavoro nei campi Coronavirus, Israele verso il ritorno all’obbligo di mascherine al chiuso dopo l’aumento dei contagi

“Alcuni di loro, come Lucci, Sangiorgi e Feltri, sono clienti storici” racconta Sabrina Quartieri, una delle titolari della società proprietaria della struttura, insieme a zii e cugini della terza e della quarta generazione della famiglia Quartieri. “Vengono a trovarci con le famiglie, perché la nostra è la tipica gestione dove è facile sentirsi a casa. In più, la cucina è quella classica di pesce che si mangiava una volta, semplice e genuina. Altri sono invece capitati grazie al passaparola e al fatto che la scorsa estate chi viveva a Roma, con le restrizioni dovute al Covid-19, non si è potuto più di tanto spostare. Per noi è stata l’occasione per farci notare da chi non ci conosceva. Inoltre, il Castello di Santa Severa ha ospitato una rassegna culturale e quindi alcuni personaggi protagonisti delle serate, hanno mangiato da noi prima di tornare a casa. Una volta” racconta ancora Sabrina “Sgarbi è arrivato di sera tardi, eravamo un po’ preoccupati perché ci avevano avvisato che non è amante dei piatti di pesce. Invece, quando si è seduto al tavolo, è stato molto disponibile e si è affidato ai consigli di mio cugino Simone che lo ha ingolosito con alcuni dei piatti più audaci per accostamenti in menu”. 

Non tutte le stelle luccicano, in quest’epoca di Covid. Sabrina Quartieri è appassionata di cucina e di ristorazione, ma è anche e soprattutto una giornalista di viaggi, costretta a restare ferma un giro; così, adesso che non ci si può spostare, si è buttata a capofitto nell’attività di famiglia per dare una mano, ereditando la passione da suo papà Antonio, che oggi non c’è più, ma che ha dedicato la vita al suo Pino al mare: “È il mio modo per stargli vicino e sentirlo accanto, qui ogni cosa mi parla di lui, è stata questa la sua casa e avrebbe dato tutto per vedermi al suo fianco. È strana la vita, perché solo oggi che non ho più mio papà, non posso fare a meno di regalare a Pino al mare una parte del mio tempo. Lo devo anche alle mie zie e ai miei cugini, che sono qui da sempre per portare avanti un’attività gratificante ma anche sacrificante”, confida Sabrina con gli occhi un po’ emozionati.    headtopics.com

Oggi il ristorante è un punto di riferimento per la clientela romana e non solo, e questo è un motivo di orgoglio per chi lo porta avanti ogni giorno. La sua storia è quella di un’emigrazione al contrario, da Lodi al Nord, fino al Centro Italia: Itala e Giuseppe (detto “Pino”, da qui il nome del ristorante), nel Dopoguerra sono partiti verso Sud per costruire insieme una nuova vita, puntando tutto su quello che fino agli anni ’80 è stato una cattedrale nel deserto, che però ha dato ristoro ai villeggianti anno dopo anno, crescendo in dimensioni e in credibilità. La struttura ereditata dai nonni e bisnonni, appena ristrutturata per affrontare – si spera – la nuova stagione estiva alle porte, si compone di un albergo su tre livelli con 57 camere per un totale di 136 posti letto, un ristorante vista mare e una spiaggia, ideale per le famiglie (anche perché l’acqua non è profonda) e per i buongustai amanti del pesce. La vista dalla baietta, che è l’affaccio naturale di Pino al mare, aiuta, perché in lontananza si scorge un castello medievale nell’acqua che torreggia su un lembo di terra che, al tempo degli Etruschi, ospitava l’antico porto di Pyrgi.  

“La proprietà è multipla, tra zii e cugini soci” spiega Ivan Bosco, che si occupa di tutti gli aspetti amministrativi dell’hotel-ristorante in modo instancabile, forte degli insegnamenti appresi dai tanti anni in cui ha affiancato la nonna Itala e lo zio Antonio, e del sostegno ancora oggi della mamma Rossella e della zia Maddalena, altre due titolari. “Da questa società dipendono ben 8 famiglie. Ma la nostra particolarità - e forse anche la nostra forza - è che Pino al mare, da quando è nato, è casa di tutti quelli che ci lavorano, e ognuno di essi ora è disposto a fare sacrifici. Trascorriamo qui ogni giorno, siamo sempre aperti, eccetto un paio di settimane tra Natale e la Befana per riposarci. Questo ha creato negli anni un bello spirito solidale, e stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per non mandare via nessuno dei nostri dipendenti, che sono 15 in inverno e arrivano a un massimo di circa 30 durante la stagione estiva. Certo, con le continue chiusure siamo stati obbligati a usare spesso la cassa integrazione, ma speriamo che questa serrata fino ai primi di maggio sia davvero l’ultima, anche perché una struttura non operativa affronta comunque dei costi fissi (come utenze e spese di manutenzione), a fronte dei mancati incassi dovuti alla chiusura”. Continua Ivan Bosco: “Quando è arrivato il Covid ci siamo subito resi conto che avremmo perso gran parte degli incassi. In primis, ne ha risentito l’hotel, che fino a tutto il 2019 aveva lavorato in estate con la clientela per lo più romana e in bassa stagione con i gruppi dell’Europa continentale. Dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Polonia e dalla Germania in primavera e in autunno fino allo scorso anno, arrivavano qui turisti in visita alla Capitale, che però preferivano pernottare fuori città sul mare e lontani dal caos. Eravamo competitivi anche per le nostre tariffe vantaggiose”, conclude. 

Tutto questo è andato perso, con pesanti ricadute sul fatturato 2020. Ma la pandemia, per Pino al mare, è stata anche leva del turismo di prossimità: nonostante i tavoli del ristorante diminuiti, e gli ombrelloni ridotti del 30% per rispettare le distanze, la scorsa estate è stato fatto un buon lavoro. “Prima di entrare in zona rossa” spiega Sabrina Quartieri “siamo riusciti a lavorare anche durante la settimana nei giorni feriali, perché pranzare fuori era una delle poche occasioni concesse di normalità. Quindi, la clientela da noi arrivava anche dal lunedì al venerdì, e non solo nei weekend. Ha aiutato, ovviamente, la possibilità di mangiare distanziati e all’aria aperta”. 

A Pino al mare le restrizioni di Pasqua e ora quelle imposte fino ai primi di maggio, non hanno sorpreso più di tanto: ‘‘Ci si era rassegnati, dopo le misure già prese a Natale scorso e vista la morsa più stretta del virus, dovuta alla maggiore aggressività delle varianti; adesso - dice Simone Vincenzi, sempre della famiglia e responsabile del ristorante - l’impressione è che anche nel 2021 lavoreremo per limitare i danni. Faremo il possibile, ma siamo consapevoli che solo con una politica seria di vaccinazione il turismo potrà ripartire. Prima che imprenditori siamo padri, madri, fratelli e sorelle. Siamo cittadini coscienziosi e vogliamo contribuire a che l’Italia ritorni a una vera normalità, facendo la nostra parte. Affronteremo questo anno per quello che ci verrà consentito, sperando di ripartire veramente nella primavera 2022, tornando ad accogliere anche i turisti stranieri”, conclude Simone. Uno spirito condiviso dall’altro gioiello della ristorazione di famiglia sempre a Santa Severa, ma pochi metri più in là verso il castello: l’Isola del Pescatore, dove lavorano insieme all’amministratore della società Fratelli Quartieri Fabio Quartieri, il figlio Paolo e i nipoti Marco e Stefano.   headtopics.com

'È come studiare gli anelli di un albero'. Lo studio sulla pandemia di coronavrus di 20mila anni fa Giuliani sospeso dall’esercizio professione legale a New York Nel Bresciano un agricoltore uccise due gatti, confermata la condanna a un anno e otto mesi

Anche il resto del litorale di Santa Severa, per ora, non getta la spugna: ai blocchi di partenza ci sono chioschi, stabilimenti, ristoranti e altri hotel storici, che aspettano la bella stagione per avere un po’ di tregua dal virus, come è accaduto lo scorso anno. Senza nulla togliere alle altre attività locali, Pino al mare - fosse solo per gli anni di ‘mestiere’ che vanta sul litorale del Lazio Nord, ben oltre i 60 - si impone un po’ di più all’attenzione e, ancora una volta, proverà a offrire ristoro agli avventori della provincia di Roma e non solo, vip e non, “che ringraziamo per averci sostenuto in questo anno così difficile”, dice l’imprenditore Fabio Quartieri, a nome di tutta la famiglia di cui è a capo, aggiungendo: “L’impegno e la passione continueranno a contraddistinguere i Quartieri, anche in onore dei due fratelli Roberto e Antonio che non ci sono più”. 

Leggi di più: La Stampa »

Covid, stop mascherine all'aperto: ecco quando potrebbe arrivare

Leggi su Sky TG24 l'articolo Covid, stop mascherine all'aperto: ecco quando potrebbe arrivare

Si mangia benissimo. Prezzi adeguati. Prenotare. Lo conosco da 40 anni e passa. Dopo vado a prendere un bonus per questa pubblicità 😊😊

Da “che ci faccio qui” alla “santa messa”: È il meglio della tv - Il Fatto QuotidianoE per la serie “Chiudi gli occhi e apri la bocca”, eccovi i migliori programmi tv della settimana: Rai 3, 20.45: Un posto al sole, soap. Dopo una gravidanza di 3 mesi, Giulia dà alla luce una cosa verde che brilla al buio. Canale 5, 15.30: Daydreamer, soap. Al party di Deren, un imprenditore della … marcotravaglio DLuttazzi Chiudi occhi e bocca e apri il culo ....forse ! marcotravaglio DLuttazzi Belli tutti senza Scanzi

Settimana Santa, le regole delle diocesi per i riti in sicurezza«Meno esteriorità,più spiritualità», spiega il vescovo Ambrogio Spreafico (Consiglio Cei). Le norme per le celebrazioni pasquali in pandemia

Il Vaticano vaccinerà 1.200 poveri nella Settimana SantaPapaFrancesco I medici e gli operatori sanitari - spiega l'Elemosineria - impiegati saranno i volontari che operano stabilmente nell'Ambulatorio 'Madre di Misericordia', situato sotto il colonnato del Bernini coronavirus Anche i poveri vengono vaccinati dallo stato italiano , gratis, se il Vaticano vuol aiutare nei vaccini perfetto! Ma che c’entra poveri o no si dia daffare x tutti

Lega, la guerra santa al rap è solo l’ultima mossa fantozziana - Il Fatto QuotidianoGioiamo tutti: è tornato il Cazzaro Verde dei bei tempi: quello del Papeete 2019, per intendersi. Nel corso della scorsa settimana, Matteo Salvini è riuscito a coprirsi di ridicolo con invidiabile costanza. Idolo assoluto. La guerra santa a Fedez è solo l’ultimo tassello di una sette giorni vissuta orgogliosamente alla Fantozzi. Peraltro, sul caso Fedez, … AndreaScanzi E tornato l'usurpatore di vaccini. Il cazzaro grilliota Scanzi AndreaScanzi scanzati solito moralizzatore salvo poi fare peggio di chi vorresti moralizzare coi tuoi sermoni da bischero da social 🤮🤮🤮 non se i da meno dei salviferrrragnez nonostante appari con le icone dietro la schiena scanzatiscanzzzi AndreaScanzi Andrea Scanzi, INoCULATO ABUSIVO! Tu non sei cazzaro ma testa di cazzo. Psicopatico, razzista ed eversivo!

Carlos Reutemann, condizioni aggravate: trasportato d'urgenza da Santa Fe a RosarioL'ex pilota della Ferrari è stato trasportato, nella notte tra sabato 8 e domenica 9 maggio, dall'ospedale di Santa Fe a quello di Rosario per l'aggravarsi dell'emorragia intestinale. Le sue condizioni di salute continuano a peggiorare