Sanremo 2021, Festival Di Sanremo, Vasco Rossi, Sanremo

Sanremo 2021, Festival Di Sanremo

Sanremo, le censure più famose della storia del Festival

#Sanremo2021: da Vasco Rossi a Lucio Dalla le censure più famose della storia del Festival

04/03/2021 21.25.00

Sanremo 2021: da Vasco Rossi a Lucio Dalla le censure più famose della storia del Festival

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Gesubambinocambia nella data di nascita del cantautore bolognese, per continuare con “giocava alla Madonna/con il bimbo da fasciare” che diventano “giocava a far la donna”, per concludersi con i celebri versi finali: “e ancora adesso che bestemmio e bevo vino/per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino

Sondaggio Usa: SuperMario perde il 6% - Il Fatto Quotidiano Centrodestra e renziani, pressing su Draghi per riaprire in anticipo: 'Decidere ora le date'. Speranza: 'Non bruciare le tappe' - Il Fatto Quotidiano Turchia: la Francia accusa, da Erdogan deriva autoritaria - Europa

” , trasformati nei meno “scandalosi” “e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino/per la gente del porto sono Gesù Bambino”.Le canzoni più famose di Domenico Modugno1972.Nicola di Bari non è certo passato alla storia come un poeta maledetto, eppure fu lui a scandalizzare le giurie con le parole de

I giorni dell'arcobaleno, che parlava della scoperta del sesso da parte di una ragazzina di tredici anni (nel testo gli anni diventano sedici). Il micidiale distico "giacesti bambina / ti alzasti già donna" fu modificato in “tu eri bambina headtopics.com

”, salvando quantomeno le apparenze (la canzone comunque vincerà il Festival). Molto diversa – ma ancora più esilarante – la grana che colpì un monumento di Domenico Modugno, accusato nientemeno che di “istigazione all'assenteismo” per i versi di apertura di

Un calcio alla città: "da anni sono qui, incatenato a questa scrivania / Ogni giorno / sempre li ...ma perché? Ma per chi?".Un anno prima del grande successo diUn corpo e un'anima, Wess e Dori Ghezzi ottennero un buon riscontro di vendite con

Tu nella mia vita,canzone francamente inoffensiva che però a qualche censore della commissione suscitò pensieri pruriginosi a causa del titolo contenente un fantomatico doppio senso. Come si suol dire, la malizia è nell'occhio di chi guarda (e nell'orecchio di chi ascolta).

1979.Una delle edizioni più sfortunate della storia del Festival passa suo malgrado alla storia per la demenziale e stralunataA me mi piace vivere alla grandedi Franco Fanigliulo, la cui versione originale contiene addirittura i versi "foglie di cocaina, voglio sentirmi male headtopics.com

Covid, Regno Unito verso l'immunità di gregge: somministrati 40 milioni di vaccini | Riaprono pub e negozi - Tgcom24 Richiami per Pfizer e Moderna a 42 giorni, c'è l'ok di Speranza Abbandonata perché incinta, cane aspetta per giorni il ritorno del suo proprietario su un vecchio materasso

" del tutto inaccettabili per la morale dell'epoca (ma forse anche di quella attuale), prontamente trasformati in "bagni di candeggina, voglio sentirmi uguale", che aggiungevano un'ulteriore dimensione nonsense a un testo che era già nonsense di suo. Graziati invece i versi "

adesso che anche Gesù ha un clan di menestrelli / che parte dai blue jeans e arriva a Zeffirelli", che alludevano a una famosa marca di jeans che si chiamava proprio come Nostro Signore.1980.A Sanremo arriva il primo riferimento all'eroina. Succede quasi per sbaglio (?), nella canzone

Voglio l'erba vogliodel brianzolo Francesco Magni, il cui testo originale con accenti alla Rino Gaetano recita: "chi si tira una pera solamente il dì di festa". La censura ovviamente dice di no, e Magni acconsente a modificare il verso in “

chi fa il gallo solamente il dì di festa Leggi di più: Sky tg24 »

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Jannacci ❤️