SanPa, Fabio Cantelli: «Chiudendomi in uno stanzino mi ha ridato la libertà» - VanityFair.it

Una meravigliosa testimonianza

09/01/2021 16.30.00

Una meravigliosa testimonianza

Ex ospite e portavoce di San Patrignano, nonché voce illuminante della docuserie SanPa di Netflix, Cantelli ci ha raccontato la sua storia

Concetti come bene e male, in situazioni così estreme, non possono essere usati in modo assoluto. Educare è come far volare un aquilone, se tiri troppo o troppo poco la corda, l’aquilone cade. E questoera il metodo di Vincenzoche creava un rapporto diretto con ognuno di noi e

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti I due ragazzi contro i genitori No Vax: «Vaccinateci, vogliamo essere liberi»

sapeva quando era il momento di tirare la briglia» spiegando chequella che viene definita violenza non era un metodo, bensì un’extrema ratio applicata da Muccioli dinanzi a situazioni limite.Tutt’altra storia rispetto alle vessazioni e intimidazioni esercitate da alcuni responsabili di settori scoperte fu negli anni ’90.

«Apprendere dell’omicidio di Roberto(Maranzano, massacrato nella porcilaia e ritrovato in una discarica vicino Napoli ndr)fu sconvolgente. Vincenzo, inizialmente, disse di non saperne nulla, qualche giorno dopo ammise di averlo appreso dopo mesi. Ma mi parve inverosimile in quanto lui era a conoscenza di tutto ciò che accadeva nella comunità. headtopics.com

Proprio in quell’occasione, che gettò ombre pesanti su SanPa, iniziai a sentirmi fuori posto nel ruolo di portavoce»raccontaricordando che sperava tanto che il caso scoppiato servisse a riflettere sugli errori, a mettersi in discussione per avviare un percorso di cambiamento. Invece, finito il processo, nessuno dei collaboratori più stretti di Muccioli sentì l’esigenza di guardarsi dentro, tranne lui che nel ’95, due giorni prima della morte del patron di SanPa, decise di lasciare la comunità.

LEGGI ANCHE«Arrivai a Torino per amore, senza una lira perché in comunità non avevo voluto uno stipendio per non contrarre debiti morali ed economici ed esser libero di raccontare tutto il bene ma anche ciò che mi aveva fatto soffrire»

proseguedescrivendo l’approdo al Gruppo Abele, accolto da Don Ciotti, dove tuttora applica le sue attitudini sviluppate grazie a Muccioli, sempre attento a far apprendere un lavoro a tutti per costruirsi un mondo alternativo alla droga.Con il senno di poi e la maturità raggiunta,

Cantelli, oggi 58enne, non gli addossa nessuna colpa, anzi sottolinea che grazie a lui ha potuto studiare filosofia a Bologna. Non recrimina neanche la comunicazione della sua sieropositività avvenuta soltanto quattro anni dopo il test camuffato da esami di routine. headtopics.com

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