San Valentino, Società

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San Valentino, parità ma anche favola: è il neoromanticismo delle ragazze millennial - La Stampa

San Valentino, parità ma anche favola: è il neoromanticismo delle ragazze millennial

08/02/2020 09.07.00

San Valentino , parità ma anche favola: è il neoromanticismo delle ragazze millennial

Il romanticismo è vivo. Ma complicato. Il matrimonio inteso come cerimonia (per cui si spende in media in Italia 28mila euro) è un bene rifugio in ascesa. E sono soprattutto le 20-30enni che vogliono ancora la favola. Che sospirano davanti all’anello di fidanzamento di Kitty Spencer, la nipote prediletta di Lady D: e fa niente se il futuro marito ha qualche anno in più di suo padre. Ma amarsi e sposarsi al tempo dell’emancipazione, del #metoo e di Tinder può essere un gran casino. Rubriche del cuore E l’analfabetismo sentimentale dilaga. Così se ne parla e se ne scrive tantissimo, e si intasano le rubriche del cuore: Modern Love del New York Times quest’anno ha ispirato anche una serie tv per Amazon Prime. Le lettere pubblicate dalle Agony aunts di tutto il mondo (su La Stampa se ne occupa Maria Corbi) sono uno spazio in cui si racconta meglio che in altri contesti la realtà che cambia, la nuova normalità di coppie omosessuali, stipendi maschilisti, donne che sfuggono la maternità. Pure Amanda Knox, per dire, ne tiene una, sul Westside Seattle. Ma perché oggi le relazioni sentimentali si sono fatte così complicate? Lo chiediamo a Irene Soave, millennial per il rotto della cuffia, essendo nata nel 1984 (anno tra l’altro in cui Donna Letizia è stata sostituita da Raffaela Carrà come rubrichista di bon ton sul settimanale Gente) ed espertissima del tema avendo pubblicato Galateo per ragazze da marito (Bompiani), sarcastico inventario delle norme a cui attenersi per accasarsi con dignità. Fonte: un centinaio di manuali per signorine usciti fra l’Unità d’Italia e il ’68. «Ossessione che nasce da una constatazione: non c’è nessun altro gruppo sociale a parte le femmine al quale si danno così tante istruzioni per appartenervi», spiega. «Non c’è la stessa massa di pubblicazioni, film, tutorial per insegnare come essere perfetti anziani o maschi eterosessuali. Cosa che mi fa sorridere, ma pure soffrire. Anche perché mi è sempre venuto spontaneo trasgredire a parecchie di que

emanuela griglièPubblicato il08 Febbraio 2020Il romanticismo è vivo. Ma complicato. Il matrimonio inteso come cerimonia (per cui si spende in media in Italia 28mila euro) è un bene rifugio in ascesa.E sono soprattutto le 20-30enni che vogliono ancora la favola. Che sospirano davanti all’anello di fidanzamento di Kitty Spencer, la nipote prediletta di Lady D: e fa niente se il futuro marito ha qualche anno in più di suo padre. Ma amarsi e sposarsi al tempo dell’emancipazione, del #metoo e di Tinder può essere un gran casino.

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti I due ragazzi contro i genitori No Vax: «Vaccinateci, vogliamo essere liberi»

Rubriche del cuore E l’analfabetismo sentimentale dilaga. Così se ne parla e se ne scrive tantissimo, e si intasano le rubriche del cuore:Modern Lovedel New York Times quest’anno ha ispirato anche una serie tv per Amazon Prime. Le lettere pubblicate dalle

Agony auntsdi tutto il mondo (suLa Stampase ne occupa Maria Corbi) sono uno spazio in cui si racconta meglio che in altri contesti la realtà che cambia, la nuova normalità di coppie omosessuali, stipendi maschilisti, donne che sfuggono la maternità. headtopics.com

Pure Amanda Knox, per dire, ne tiene una, sul Westside Seattle. Ma perché oggi le relazioni sentimentali si sono fatte così complicate? Lo chiediamo a Irene Soave,millennial per il rotto della cuffia, essendo nata nel 1984 (anno tra l’altro in cui Donna Letizia è stata sostituita da Raffaela Carrà come rubrichista di bon ton sul settimanale Gente) ed espertissima del tema avendo pubblicato

Galateo per ragazze da marito(Bompiani), sarcastico inventario delle norme a cui attenersi per accasarsi con dignità.Fonte: un centinaio di manuali per signorine usciti fra l’Unità d’Italia e il ’68. «Ossessione che nasce da una constatazione: non c’è nessun altro gruppo sociale a parte le femmine al quale si danno così tante istruzioni per appartenervi», spiega. «Non c’è la stessa massa di pubblicazioni, film, tutorial per insegnare come essere perfetti anziani o maschi eterosessuali. Cosa che mi fa sorridere, ma pure soffrire. Anche perché mi è sempre venuto spontaneo trasgredire a parecchie di queste presunte regole di femminilità».

Però certirole modelfemminili sono duri a morire, e anche la fascinazione per un vago ideale di romanticismo del passato riemerge.Epoca libera «È una cosa che mi stupisce molto, ma ho notato che praticamente tutte le mie amiche, anche le donne più intelligenti che conosco, si sono interessate maniacalmente al primo

royal wedding. Del resto il matrimonio di Kate e William ha avuto 3 miliardi di spettatori, quasi la metà della popolazione mondiale. Siamo in un’epoca libera e libertaria, eppure queste cose ci piacciono. L’ho preso con divertito sconforto: ora che sembrava che potessimo avere tutto, ma davvero siamo tornate al sogno del matrimonio? Al mito della femmina che fa la femmina? Che Kate Middleton incarna perfettamente: campionessa di soft power, dimessa ma elegante, a immagine e somiglianza della donna Anni 50». Quella che sa stare un passo indietro, come piace anche ad Amadeus. headtopics.com

Sala risponde a Paragone: 'Io 'fighetto'? Ci vuole coraggio a dirlo di uno che da 40 anni lavora come un pazzo' Migranti, Draghi: 'Gestione dei flussi non può essere solo italiana. Va superato Regolamento di Dublino, appartiene a un'altra fase storica' - Il Fatto Quotidiano In Edicola sul Fatto Quotidiano del 23 Giugno: - Il Fatto Quotidiano

«Mentre Meghan Markle si discosta da questa idea di femminilità e infatti le donne della mia generazione la trovano una stronza, l’hanno sommersa di biasimo sui social. Siamo proprio dei conservatori: penso accada perché noi nate negli Anni 80 siamo state educate a lavorare, essere indipendenti, ma non è mica facile. Tenere insieme tutto è complicato e allora in tante si chiedono: non è che forse era meglio prima? Secondo me no, non credo che si stesse meglio quando dovevamo solo farci scegliere e non potevamo scegliere. Però una volta esisteva un protocollo in amore mentre oggi c’è la massima deregulation e il gioco si è fatto tosto. E la reazione tipica di fronte alla complessità, anche in politica, è tornare a semplici ricette del passato».

I rituali E del passato tornano in voga anche alcuni rituali. «Come l’anello di fidanzamento, un simbolo che nella nostra generazione va fortissimo. Il retaggio di un’usanza che non riflette più i tempi e che nasce a fine 800 tra l’alta borghesia come il primo gioiello che una nubile può legittimamente indossare in società. Una donna non sposata non poteva andare in giro ingioiellata, non avendo entrate proprie era volgare, sospetta, da dove venivano quei beni? Le parure sfarzose erano appannaggio delle mogli che gareggiavano ai balli a colpi di preziosi, come racconta Matilde Serao in

Saper Vivere. L’anello di fidanzamento serviva invece a dire che quella ragazza era promessa a qualcuno che aveva versato una cauzione per accaparrarsela. E diceva molto anche della solvibilità del promesso sposo: esiste una proporzione diretta tra anello e entrate, deve costare due mensilità di stipendio o rendita del futuro marito. E, pazzesco, ho scoperto che ancora oggi questa regola viene rispettata dai miei coetanei. Noi millennial con i nostri lavori da fame ci teniamo a svenarci per un pegno d’amore».

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Di Maio resta in bilico fra la piazza ed il governo - La StampaQuel fascino indiscreto e irresistibile, anche per Luigi Di Maio, della jacquerie. Un’attrazione che sta scritta a lettere cubitali nel codice genetico del Movimento 5 Stelle, e costituisce il richiamo della foresta – e il riflesso pavloviano – a cui aggrapparsi nei (sempre più frequenti) momenti di difficoltà. Il movimento anticasta fattosi «partito di bisgoverno» (prima gialloverde, ora giallorosso) reagisce alla crisi di voti e all’offensiva del Pd per riscrivere l’agenda di governo con una delle proprie bandiere identitarie per eccellenza, e si prepara a scendere in piazza il 15 febbraio contro i vitalizi. Un esemplare perfetto di «usato sicuro» per chiamare a raccolta lo zoccolo duro delle 5 stelle (cadenti), misurandone umore e consistenza numerica. Come pure un’azione comunicativa per dimostrare che le sardine non hanno l’esclusiva della piazza antileghista e non di destra. Sulla chiamata alle armi dei «cittadini con l’elmetto», come si può vedere sul Blog delle Stelle, ci stanno mettendo la faccia a colpi di videomessaggi molti capicorrente. Ma fare tutti quanti da testimonial al rinnovato movimentismo grillino va oltre l’inesorabile vittoria della personalizzazione politica che ha contagiato anche gli ex portavoce senza volto dell’«uno vale uno». E corrisponde soprattutto a un segnale dei posizionamenti interni alla vigilia di quegli «stati generali» (da notare l’immancabile ricorso al lessico della Rivoluzione francese) che sono già stati rinviati, mentre si rincorrono le voci di potenziali scissioni. E, di certo, vista la guerra hobbesiana di tutti contro tutti, se e quando verrà celebrato questo «congresso» pentastellato rischia di essere persino più movimentato di quelli delle forze che componevano il pentapartito (o, se si preferisce, di un incontro di wrestling). E qui arrivano, appunto, le dichiarazioni di Di Maio, che ha dismesso i panni istituzionali del titolare della Farnesina a cui aveva promesso di attenersi il giorno delle dimissioni. E, per r Lo stadio: altro che piazza o governo. Al SanPaolo dovrebbe tornare quanto prima a vendere aranciate. DiMaio

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