Salute mentale, In Italia pochi finanziamenti

Salute mentale, In Italia pochi finanziamenti

12/10/2020 17.30.00

Salute mentale, In Italia pochi finanziamenti

Sono 17 milioni gli italiani che soffrono di disturbi mentali. Ma ancora molti non accedono ai servizi, in parte a causa di gap nella rete di sostegno e in part...

Sono 17 milioni gli italiani che soffrono di disturbi mentali. Ma ancora molti non accedono ai servizi, in parte a causa di gap nella rete di sostegno e in parte a causa dello stigma sociale12 Ottobre 20202° minuti di letturaIn Italia circa persona su tre soffre di un disturbo mentale. E con la pandemia di Covid-19 l'incidenza dei sintomi depressivi è quintuplicata. Di fronte a questa emergenza, gli specialisti rimarcano l'importanza della prevenzione e di un trattamento tempestivo nelle patologie che riguardano la mente tanto quanto in quelle del corpo. Già perché ancora lo stigma e i pregiudizi verso chi ha un problema psichiatrico o psicologico in Italia sono ancora molto elevati. Al contrario, chiedere aiuto e curarsi è il primo passo per sconfiggere i sintomi e tornare a sentirsi bene.

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I numeri del disagio 450 milioni di persone al mondo soffrono di un disturbo mentale e in Italia sono ben 17 milioni. Di questi, quasi 3 milioni hanno sintomi depressivi, e ben 2 milioni sono donne, mentre 1 milione e 300mila persone ha una diagnosi di depressione maggiore. E la pandemia certo non ha fatto bene: con l'emergenza sanitaria nel 2020 i disturbi depressivi sono quintuplicati e in generale l'incidenza dei problemi psichici è passata, nella popolazione, dal 6 al 32%. “Fra le peggiori conseguenze a livello globale della pandemia”, ha spiegato Massimo Di Giannantonio, presidente della Società Italiana di Psichiatria, “l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato il significativo aumento delle psicopatologie e dei disturbi psico-sociali, che si sta già manifestando e continuerà a manifestarsi”. 

 Poco personale e pochi fondi Si tratta di un'emergenza che in Italia trova un terreno fertile. “Stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute”, prosegue Di Giannantonio, “negli ultimi 3 anni il numero degli operatori sanitari dei dipartimenti di salute mentale è fortemente diminuito a causa del fatto che non si è colmato il gap associato agli specialisti andati in pensione nel triennio”. Ma questo non è l'unico problema. “Senza contare – aggiunge il presidente – che l'obiettivo di avere il 5% dei fondi stanziati per la salute mentale è molto lontano, dato che le Asl mettono a disposizione circa il 3.2-3.3% del loro budget. Pensiamo che paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito raggiungono il 7, 8 e 8.5%”.  headtopics.com

Insieme per la salute mentale, di Giannantonio:"In Italia il settore è sottofinanziato e il Covid ha peggiorato la situazione"Le iniziative per combattere lo stigmaOltre a ostacoli organizzativi e finanziari, un grande scoglio è rappresentato dallo stigma che ancora circonda i  pazienti. A tal proposito la campagna “

Insieme per la salute mentale”, promossa da Lundbeck Italia e lanciata il 7 settembre 2020, punta a scardinare questi pregiudizi, spiegando che chiunque, in qualsiasi luogo e momento della vita, può avere sintomi o un disturbo psichico. “Non c'è salute senza salute mentale”, afferma Tiziana Mele, amministratore delegato dell'azienda. L'iniziativa, che vede la partecipazione di più di 30 associazioni di pazienti e società scientifiche, è in buona parte online, sui social, come Facebook e TikTok, con il coinvolgimento della cantante Noemi. 

Ma sono previste anche attività offline. “Abbiamo colorato di verde alcune piazze italiane”, prosegue Mele, “e realizzato installazioni sopraelevate con ombrelli di colore verde, a Bari, a Monza e a Milano, dato che quest'anno il simbolo della manifestazione è l'ombrello, un oggetto che ripara e protegge”. 

Ci si può curare con successoUn altro ostacolo all'accesso alle cure può riguardare la paura di non riuscire ad affrontare queste malattie. “Opportunamente diagnosticati e trattati, i disturbi psichiatrici hanno un altissimo tasso di risoluzione”, aggiunge Di Giannantonio, “quindi bisogna rivolgersi al medico il prima possibile, senza alcun timore”. Insomma, le cure ci sono, basta non aver paura di chiedere aiuto.  headtopics.com

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