Riso, la doppia beffa dei dazi. Pochi stop all’invasione dall’Asia - La Stampa

Si ferma l’import dalla Cambogia, ma crescono i numeri degli arrivi dell’ex Birmania Passa i confini senza clausola di salvaguardia una varietà molto simile all’indica

14/07/2019 12.17.00

Si ferma l’import dalla Cambogia, ma crescono i numeri degli arrivi dell’ex Birmania Passa i confini senza clausola di salvaguardia una varietà molto simile all’indica.

Si ferma l’import dalla Cambogia, ma crescono i numeri degli arrivi dell’ex Birmania Passa i confini senza clausola di salvaguardia una varietà molto simile all’indica

(b. 31) Immagine RISAIA012.jpg da scanner3 host SCANNER3 utente fotogrammaROBERTO MAGGIO13 Luglio 2019VERCELLI. Se i risicoltori italiani hanno potuto tirare un sospiro di sollievo a gennaio con il ripristino dei dazi doganali per il riso indica importato dalla Cambogia, nuove minacce si affacciano sui mercati comunitari. E la prima a subirne le conseguenze potrebbe essere l’Italia, il principale produttore europeo con i suoi circa 220.000 ettari coltivati a risaia. La prima minaccia arriva dal Myanmar, l’ex Birmania, che sta esportando migliaia di tonnellate di riso lavorato di varietà japonica, di cui il 54% è riso Lungo A: dall’inizio della campagna risicola fino al 31 marzo di quest’anno, denuncia Ente Nazionale Risi, l’Unione europea ha importato dal Myanmar 22.755 tonnellate di cereale, mentre ad aprile 11.261 tonnellate e a maggio 18.000. A conti fatti, tra settembre e maggio sono entrate attraverso i porti europei oltre 52.000 tonnellate, con un incremento del +149% su base annua. Oltre il danno, c'è anche la beffa. Anzi «una doppia beffa», osservano dall’ente, secondo cui le varietà japonica importate da Myanmar, oltre ad essere a dazio zero, sono molto simili a quelle varietà indica (Lungo B) frenate grazie alle tariffe doganali di 175 euro a tonnellata. «Questa invasione arreca un danno alla coltivazione del riso europeo - sottolineano da Ente Risi - perché la tipologia japonica rappresenta il 75% della produzione totale di riso nell’Unione Europea: esistono quindi le condizioni affinché Bruxelles adotti la clausola di salvaguardia sullo japonica lavorato d’importazione».

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L’ente ha presentato il problema sia a livello europeo, nell’ambito del Comitato di gestione, che a livello nazionale, con una lettera del presidente Paolo Carrà al ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. La richiesta è l’apertura di un fascicolo per ripristinare i dazi anche per il Myanmar, ma con i tempi più ristretti rispetto alla Cambogia. «Bruxelles deve anche fare controlli sistematici nei porti in cui avviene lo sbarco del prodotto - precisa Carrà - in modo da verificare se queste importazioni non siano in realtà riferibili a riso indica, ma dichiarato come japonica, all’unico scopo di aggirare i dazi. Viviamo in perenne stato di difesa».

Altri problemi sono emersi durante l’ultima assemblea di Confagricoltura Vercelli Biella. E si tratta, anche in questo caso, di Paesi con cui l’Unione Europea sta stringendo nuovi accordi, come il Vietnam e il Mercosur, il mercato comune dell'America meridionale. I trattati commerciali con il primo permetteranno l’ingresso di 80.000 tonnellate di riso, con il secondo di 60.000 tonnellate. «L’anno scorso abbiamo fatto una bella lotta contro il riso cambogiano, e ora ci troviamo altre 150.000 tonnellate di riso pronto ad invaderci - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Vercelli Biella, Giovanni Perinotti -. Sono Paesi in cui è permesso utilizzare fitofarmaci e prodotti chimici vietati in Italia da anni. La reciprocità nei trattamenti non esiste». La prima ad essere in gioco è la risicoltura piemontese, con 8 milioni di quintali di produzione, circa 1900 aziende, concentrate in par headtopics.com

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Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Ue, la battaglia del riso birmano arriva sul tavolo dell’EuropaIl documento chiede verifiche sulle importazioni di riso japonica dal Myanmar aumentate del 141% in un anno, forse aggirando la clausola di salvaguardia Per fortuna siamo riusciti a frenare l'invasione delle arpe coi mandolini.

Bollette, ecco perché la fine tutela è un buco nero per i consumatori - Il Sole 24 OREIl conto alla rovescia verso la fine del mercato tutelato, fissato, almeno per ora, al primo luglio 2020, è cominciato, ma ancora pochi, pochissimi, italiani... Il punto è 1, se non mi dici il prezzo finito per mc o kwh generi solo e soltanto confusione, è inutile fare il mercato libero se poi di libero non hai nulla Se il consumatore non riesce a capirci niente, significa che si tratta indiscutibilmente di una fregatura. come hanno già scritto occorre che l'autorità garante imponga alle compagnie di fornire prezzo finito per kw. altrimenti è la fogna dei costi occulti

La risposta del cuore Quando la moglie è in vacanza il marito rimane in città - La StampaCara Maria, forse ti scrivo per essere «sgridato», deriso, punito. Perché so che la mia storia non potrà fare pena e trovare comprensione nè in te, nè nei lettori del tuo giornale. E allora via con il flagello. Tutto inizia la scorsa estate quando vado, come tutti gli anni, in vacanza con i miei amici di sempre. Siamo in tre, oggi abbiamo 45 anni, ma per noi il tempo in questi pochi giorni che ci dedichiamo, si è fermato al liceo. Non è certo un peccato godere per qualche giorno di una ritrovata giovinezza e libertà. Andiamo sempre in Grecia come nelle nostre prime vacanze alla scoperta del sesso, dell’alcool e di noi stessi. Le nostre mogli lo hanno sempre accettato senza fare troppe domande su questa nostra licenza. Anche loro sono amiche tra di loro e approfittavano di questo spazio senza i mariti tra i piedi per andare insieme con i bambini al mare. Insomma una soluzione perfetta per tutti. Fino a che non ho commesso un passo falso. Lasciando il computer aperto con la cartella che conteneva le foto dell’ultima vacanza a Mykonos. Alda, mia moglie, la ha aperta e ha iniziato evidentemente a farsi venire dei dubbi. Tanto che di notte mi ha controllato il cellulare trovando i messaggi che in chat di Whatsapp io e i miei amici ci scambiavamo con i commenti sulla vacanza appena trascorsa. Il tono era chiaro, anche se non vi erano «prove» concrete. Ma Alda ha parlato con le altre mogli e ha condiviso i suoi sospetti e la sua delusione. Me la sta facendo pagare da allora, ossia da dopo le feste di Natale. Ha iniziato a prendermi in giro per i messaggi letti in quella chat, a essere meno disponibile, sempre sarcastica, meno affettuosa. Fino a che non mi ha dato la notizia: «Questa estate in vacanza da sole andiamo noi mogli. Voi rimanete al mare, in Liguria, con i bambini e le suocere». I miei amici mi hanno detto che è tutta colpa mia, che mi sono fatto beccare come un cretino. E loro, le donne, adesso, sono insieme a Formentera a godersi una settimana di sole e libertà

Wall Street al record, ma il rischio è la sindrome di Babbo Natale - Il Sole 24 OREPotremmo definirla «sindrome di Babbo Natale». Quella che colpisce non pochi bambini, che restano delusi quando trovano sotto l’albero meno regali di quelli... La sindrome di Babbo Natale il 13 di luglio?

Broccolini popVite strane: Joe Dolce nasce in una famiglia italoamericana nel 1947 nell’Ohio, poi nel 1978 si trasferisce a Melbourne, in Australia. Nel luglio 1980 scrive e registra con pochi soldi la canzonedelgiorno.