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Oggi su Rep: 👇🗞 E la sabbia caccia via gli abitanti del Sahara [di RICCARDO ROMANI]

31/10/2019 10.46.00

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G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

NON sono le tempeste più violente , è che le oasi sono sempre più abbandonate a se stesse

La Regione Piemonte è la nuova proprietaria del Forte di Exilles - La StampaStipulato l'atto notarile che lo trasferisce dal Demanio. Cirio: “Ora rilanceremo questa risorsa unica”. Lo stesso Cirio Assessore per quattro anni? Ora i piemontesi lo manterranno ...

Beltrame ferma la Pro: contro la Juve U23 decide il gol dell’ex - La StampaForse la stanchezza, forse il turnover, forse la paura di vincere. La Pro contro la JuveU23 non riesce a fare la stessa grande partita che ha fatto a Siena. O contro l’Arezzo. E finisce sconfitta per 1-0, con Beltrame, ex di turno, che castiga i leoni. Gilardino cambia tanto nell’undici bianco che manda in campo contro la Juve U23. Un turnover spinto. Una necessità con i bianchi, che contro i bianconeri, giocano la quarta sfida in dieci giorni. Una scelta tattica che non premia la Pro, che in campo cerca punti di riferimento ma fatica a imporre il proprio gioco. In difesa le rivoluzioni sono poche rispetto alla mediana, con Bani e Mal al fianco di Schiavon e in attacco, completamente inedito con Cecconi al centro e Romairone e Della Morte sulla fasce. La Juve under 23 ha fisicità, possesso palla, ma sotto porta non sembra così titanica. La prima vera occasione è infatti dei leoni: un tiro a giro di Romairone si stampa sul palo. Chissà se quella palla fosse andata in rete: la gara avrebbe preso una piega diversa? Non ci sono controprove. La Juve, al primo allungo, al primo vero tiro in porta invece trova il vantaggio: ironia della sorte il gol porta la firma di Beltrame, giocatore che in carriera ha vestito la maglia bianca ma che a Vercelli non ha lasciato il segno ai tempi della serie B. Ma è proprio il gol dell’ex che sblocca la sfida, fino a quel momento equilibrata, con la Juve ben messa in campo e la Pro a cercare di coprire gli spazi per non lasciare metri agli avversari. Un gran destro che porta la Juve in vantaggio. E su quella rete la Pro tentenna: la manovra diventa più farraginosa. I bianchi tentennano. E neppure Cecconi, che tra i piedi ha una bella palla, riesce a mettere il suo nome nel tabellino marcatori. Gilardino a Siena aveva detto «abbiamo bisogno di uno schiaffo per reagire». Lo schiaffo bianconero c’è, ma manca la reazione della Pro. Anzi, è la Juve che sfiora il raddoppio: Pecchia inserisce Lanini al posto di Beltrame e proprio il nuovo entrat

In California scatta per la prima volta l’allarme rosso estremo a causa degli incendi - La StampaEvacuate migliaia di persone. Si temono raffiche di vento fino a 128 km orari. ...... Chissà perché I PAESI MUSULMANI non bruciano MAI. Tutto accade solo in Occidente... ville dei vip., odiati dai musulmani.... Etc...

Gli Usa sfidano la Turchia: riconosciuto il genocidio armeno e approvate le sanzioni - La StampaArriva l’ok della Camera, ora dovrà pronunciarsi il Senato. 100 anni per riconoscere un genocidio...........un po' troppi Perchè il mondo aspetta per riconoscere quelli che USA ha fatto?

Stanchezza e Juve U23: oggi al Piola la Pro ha due avversarie - La StampaNon c’è riposo per la Pro Vercelli. Dopo la trasferta di domenica a Siena, coincisa con una grande vittoria, un altro impegno di campionato: al Piola questa sera alle 18,30 arriva la Juventus U23 per il recupero della nona giornata di campionato, non giocata il 12 ottobre scorso perché i bianconeri avevano diversi giocatori impegnati con le Nazionali. Sia per i leoni che per i torinesi la sfida odierna è la quarta in undici giorni: la stanchezza potrebbe giocare brutti scherzi. I bianchi all’appuntamento arrivano carichi: «La Pro Vercelli sta vivendo un momento di grande entusiasmo, voglia e determinazione - dice l’allenatore Alberto Gilardino -. La vittoria di Siena è stata importante sotto tutti i punti di vista, ci dà morale in vista del prosieguo del campionato». Gilardino sa che la Pro contro i bianconeri non deve abbassare la guardia: le due squadre sono pari in graduatoria e quello di stasera è uno scontro diretto. La Pro punta alla salvezza, la Juve a inizio stagione era data dagli addetti ai lavori come uno dei team più attrezzati del girone alle spalle del Monza: «Affronteremo una squadra che sta facendo un buon campionato. Sono partiti lenti, ma adesso grazie al lavoro dell’allenatore hanno un’identità precisa e hanno calciatori di qualità e gamba - continua il mister bianco -. Possono fare male in ogni momento della partita. Sarà una sfida nervosa, dovremo interpretarla bene tatticamente». L’incognita è la stanchezza: la Pro, come la Juve, è alla quarta gara ravvicinata. Non c’è tempo per rifiatare. Il campionato non concede respiro: «Abbiamo avuto poco tempo per recuperare le energie dopo la trasferta di Siena e quindi dovremo dare tutto quello che abbiamo anche contro la Juve - dice Gilardino -. Non ci possiamo permettere di lesinare le energie». Nella sfida di stasera l’allenatore della Pro chiede aiuto al pubblico: il sostegno dei tifosi per mettere a segno una nuova impresa. «Una spinta importante potrebbe arrivare dal pubblico. Ce lo auguriamo. Spe

La sacra volontà - La StampaUn meraviglioso Meridiano Mondadori celebra i cent’anni della nascita di Gustaw Herling. Questo formidabile scrittore polacco, vissuto a lungo in Italia dove sposò la figlia di Benedetto Croce, avrebbe potuto dire qualcosa della furia con cui a sinistra è stata accolta la risoluzione del Parlamento europeo che ha equiparato nazismo e comunismo. Lui, del resto, finì nel gulag per mano dei comunisti di Stalin poiché combatteva i nazisti di Hitler, invasori della Polonia al tempo in cui gli uni erano alleati degli altri. La risposta alla domanda - che avrebbe detto dell’equiparazione - si desume spesso nelle milleseicento e passa pagine del Meridiano. Herling ricorda, per esempio, una seduta parlamentare del 1925 nella quale Antonio Gramsci denunciava concitato le violenze fasciste, e ricorda la replica di Benito Mussolini: e voi comunisti, non usate violenza in Russia? Esiste una violenza storica che ha con sé le masse, rispose Gramsci, e Mussolini lo liquidò: appunto, e qui in Italia le masse sono con noi. Poi Gramsci fu vittima della violenza legittimata dalla massa fascista come altrove suoi simili furono vittime della violenza legittimata da masse comuniste, e questa è la sintesi spietata del Novecento, e sarebbe ora di chiuderla lì. Se non fosse che il Novecento non finisce e di nuovo oggi, e nel vasto entusiasmo, siamo accerchiati da demagoghi che hanno scambiato la democrazia per un’investitura delle piazze urlanti, e giustificano ogni loro passo di gambero verso sistemi illiberali con la sacra volontà delle masse o, come si dice oggi, degli italiani.