Quirinale, franchi tiratori: uno su cinque può tradire

15/01/2022 23.35.00

Quirinale, franchi tiratori: uno su cinque può tradire

Elezioni Quirinale 2022, Mario Draghi

Quirinale , franchi tiratori: uno su cinque può tradire

Gli «onorevoli-lupara», come li chiamava Indro Montanelli. Sempre loro. E ora, rieccoli. In ogni elezione presidenziale, i cecchini sono stati tanti. Si calcola intorno al 20 per cento...

Indro Montanelli. Sempre loro. E ora, rieccoli. In ogni elezione presidenziale, i cecchini sono stati tanti. Si calcola intorno al 20 per cento quando c’erano i partiti veri ma stavolta, nella liquefazione dei partiti, con la prima forza parlamentare, i

5 stelle, che ha oltre 200 deputati, più della Dc dei bei tempi, l’esercito deifranchi tiratoripotrebbe perfino superare la quota del 2 su 10. Il che non sembra preoccupare tanto Silvio Berlusconi - «Mi vogliono bene tutti, sia dentro sia fuori del centrodestra», ripete sempre e lo ha ribadito anche nel vertice dell’altro giorno a Villa Grande - ma preoccupa tutti gli altri, sia gli amici sia i nemici del Cavaliere. Ieri al super-summit quirinalizio del Pd, dietro le quinte infuriava lo scoramento: «Ma come facciamo a stabilire una strategia con i grillini, intorno a un nome condiviso, se quello è un partito che più di un partito somiglia a un agglomerato di franchi tiratori?». E infatti, per evitare gli onorevoli-lupara a 5 stelle, Letta e i suoi da giorni hanno inaugurato la tecnica della doppia telefonata. La prima è a Conte: «Giuseppe ma ci staresti su Draghi, anzi su Mattarella» (linea che però cambia in continuazione)? E poi, non fidandosi della leadership dell’ex avvocato del popolo, bersaglio perfetto di chi per impallinare lui impallinerebbe qualsiasi candidato al Colle a lui gradito, dal Nazareno si rivolgono a Di Maio: «Luigi, che cosa ne dici se ci muoviamo così?». Meglio insomma garantirsi il favore di entrambi i leader stellati, per non trovarsi davanti a brutte sorprese. Ossia al sabotaggio dei vari candidati (quello targato Conte avrà una settantina di voti grillini contrari) ammesso che si capisca quali saranno. Ma adesso è nel centrodestra, in quanto un candidato certo già ce l’ha, ed è il Cavaliere, che lo spettro franchi tiratori terrorizza di più. 

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Impossibile.sgarbi e gasparri affermano che hanno comprato voti per berlusconi.vedremo presto se i fuoriusciti dal m5s si sono fatti corrompere o se hanno preso i soldi e hanno votato draghi prendendo per il culo Sgarbi,gasparri e berlusconi 1 su 5 è poco, visto che 5 su 5 hanno tradito il popolo italiano...🙄🤡

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I 30 anni del Tg5, Clemente Mimun: 'Gli obiettivi di ieri sono gli stessi ancora oggi'Il direttore a 'Mattino Cinque News': 'Siamo arrivati quando c'era il monopolio assoluto delle testate Rai' Mistificare la realtà?

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Quirinale, Berlusconi lancia la conta: sondati uno ad uno gli ex 5Stelle (e non solo). Villarosa: “Proposte candidature blindate”Molti ex grillini contatti in poche ore. Ma gli ex 5Stelle declinano e rilanciano: «Secondo me una quarantina di voti nel Movimento Berlusconi, purtroppo, li p… SECXONDO ME NE PRENDE DI PIù DAL pdè DA UNA VITA CHE STANNO INSIEME A VOLTE DI NASCOSTOV A VOLTE NO

Gli Usa pronti a sostenere una rivolta degli ucraini in caso di invasione dalla RussiaIl segretario di Stato Blinken in un colloquio con Jens Stoltenberg (segretario generale Nato) continua ad auspicare una soluzione diplomatica alla crisi in atto Se non riescono a fare il great reset con la pandemia giustamente devono provarci con guerre o clima è ovvio.. Ma che stronzate O li difendono o no. Avete ricordi di come trattarono la Cecenia i russi ? La cosa da fare è portare aerei e armamenti nucleari in Finlandia e su gli altri paesi confinanti, rilanciando la minaccia..chi si fa agnello il lupo se lo mangia.

Gli «onorevoli-lupara», come li chiamava Indro Montanelli .Quirinale si avvicina, e le stime più aggiornate prevedono una sostanziale divisone a metà tra parlamentari del centrodestra e i parlamentari del centrosinistra.e successivamente il sottoscritto".Lapresse Dall’inizio dell’inverno l’ondata di contagi che sta attraversando Europa e Stati Uniti sta creando enormi difficoltà anche al mondo dello sport.

Sempre loro. E ora, rieccoli. In un simile contesto, se non si troverà un nome di larghissime intese, ogni singolo movimento in una direzione o nell’altra può acquisire un inaspettato peso politico. In ogni elezione presidenziale, i cecchini sono stati tanti. E sugli obiettivi che il Tg5 persegue da 30 anni Mimun dichiara: "Sono tre: fare un buon prodotto, raggiungere gli ascolti (facciamo più di 10mila spettatori al giorno) e il rigore per quanto riguarda il budget. Si calcola intorno al 20 per cento quando c’erano i partiti veri ma stavolta, nella liquefazione dei partiti, con la prima forza parlamentare, i 5 stelle , che ha oltre 200 deputati, più della Dc dei bei tempi, l’esercito dei franchi tiratori potrebbe perfino superare la quota del 2 su 10. I teenager? Voterebbero Mattarella GLI EQUILIBRI Ecco quindi spiegato il motivo dell’attenzione mediatica (e delle relative polemiche) degli ultimi giorni per le scelte sui delegati regionali, che in questa occasione possono potenzialmente spostare gli equilibri, o quanto meno favorire un candidato sull’altro. Il che non sembra preoccupare tanto Silvio Berlusconi - «Mi vogliono bene tutti, sia dentro sia fuori del centrodestra», ripete sempre e lo ha ribadito anche nel vertice dell’altro giorno a Villa Grande - ma preoccupa tutti gli altri, sia gli amici sia i nemici del Cavaliere. Il processo di guarigione varia da persona a persona, e per qualcuno la strada per tornare al 100% non è una linea retta.

Ieri al super-summit quirinalizio del Pd, dietro le quinte infuriava lo scoramento: «Ma come facciamo a stabilire una strategia con i grillini, intorno a un nome condiviso, se quello è un partito che più di un partito somiglia a un agglomerato di franchi tiratori?». Nel biennio 2018-2019, dopo le elezioni politiche, andarono al voto nove regioni, per un risultato complessivo di 8 a 1 per il centrodestra, che venne sconfitto solo da Nicola Zingaretti nel Lazio e che vinse, una dopo l’altra, Lombardia, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte, Umbria. E infatti, per evitare gli onorevoli-lupara a 5 stelle, Letta e i suoi da giorni hanno inaugurato la tecnica della doppia telefonata. La prima è a Conte: «Giuseppe ma ci staresti su Draghi, anzi su Mattarella» (linea che però cambia in continuazione)? E poi, non fidandosi della leadership dell’ex avvocato del popolo, bersaglio perfetto di chi per impallinare lui impallinerebbe qualsiasi candidato al Colle a lui gradito, dal Nazareno si rivolgono a Di Maio: «Luigi, che cosa ne dici se ci muoviamo così?». Il successivo riequilibrio in occasione delle elezioni regionali 2020, quando nel corso dell’anno il centrosinistra e il centrodestra vinsero ciascuno quattro regioni, non basta a pareggiare una tendenza decisamente favorevole alla coalizione conservatrice, che infatti esprimerà la netta maggioranza dei rappresentanti indicati dalle Regioni. Meglio insomma garantirsi il favore di entrambi i leader stellati, per non trovarsi davanti a brutte sorprese. Ossia al sabotaggio dei vari candidati (quello targato Conte avrà una settantina di voti grillini contrari) ammesso che si capisca quali saranno. Il centrodestra è invece più spezzettato, ma a livello di coalizione prevale nettamente: la Lega ha 10 rappresentanti, 7 Forza Italia, 5 Fratelli d’Italia, 2 l’Udc, 1 Coraggio Italia, 1 Diventerà Bellissima, 1 il Partito Sardo d’Azione. Ma per altri giocatori tre mesi potrebbero non bastare.

Ma adesso è nel centrodestra, in quanto un candidato certo già ce l’ha, ed è il Cavaliere, che lo spettro franchi tiratori terrorizza di più.  Non è impaurito Berlusconi, convinto che tutti gli vogliano bene. Sono dati parziali, non tutte le regioni hanno già scelto i propri cosiddetti “Grandi elettori”, ma i rapporti di forza iniziano a delinearsi. Ma il tormento riguarda i leader alleati che sanno che nei loro partiti gli onorevoli-lupara, pronti, ad abbattere Zio Silvio, potrebbero essere più del fisiologico 20 per cento. Ma davvero c’è da preoccuparsi tanto e c’è da prevedere che contro Berlusconi i 101 sicari di Prodi potrebbero moltiplicarsi? Un super big di Fratelli d’Italia assicura: «Molti di noi dicono che la candidatura di Berlusconi è un ricatto. Gelo Pd, no di Conte ASSI NELLA MANICA I delegati regionali sono evidentemente uno degli assi nella manica del centrodestra, e in particolar modo di Berlusconi, che conta di sovvertire le previsioni che lo vedono fermo al di sotto della maggioranza assoluta. E che noi non siamo servi del Padrone». Lo studio ha analizzato le prestazioni di oltre 200 giocatori risultati positivi nella Bundesliga tedesca e nella Serie A italiana fino a luglio 2021, guardando i dati Opta su minuti giocati, distanza percorsa e passaggi completati.

Che un po’ è lo stesso ragionamento che, nel centrosinistra, D’Alema va facendo con quelli del Pd ai quali ha detto di volersi ricongiungere: «Ma siamo sicuri che la sinistra debba scegliere il banchiere Draghi, espressione del capitalismo, a Capo dello Stato?». Ma il voto per il Quirinale, si sa, è una lectio magistralis di tattica parlamentare, e passa anche per queste schermaglie. Infatti Letta non ha ancora candidato SuperMario, proprio temendo altri 101 franchi tiratori, e qualsiasi nome venga fatto dal Pd è a rischio abbattimento per fuoco amico. Nel centrodestra, i capigruppo che dovranno - secondo indicazione uscita dal summit di venerdì - fare scouting per trovare nuovi voti per Berlusconi hanno anche un altro compito più nascosto: individuare i cecchini in casa propria. Sulla carta, non pare decisiva, parliamo pur sempre di tre delegati per regione, uno dei quali spetta all’opposizione.  I quaranta Sarebbero come minimo 40, su 450 grandi elettori della coalizione, nella black list del centrodestra i possibili traditori (ma si può pure rovesciare il ragionamento: i fedelissimi incaricati dai leader di Lega e Fdi di abbattere l’ingombrante candidatura di Berlusconi) e girano nomi possibili, inventati o supposti: oltre la metà dei 32 di Coraggio Italia dove il capogruppo Marin ha già detto di sostenere Draghi, e così l’influentissimo Osvaldo Napoli e Mariarosaria Rossi, ex assistente del Cav che tifa SuperMario. E chi frequenta i berlusconiani assicura che perfino tra di loro, almeno una decina al Senato e altrettanti alla Camera (al liberal), non sono disposti affatto a votare Silvio.. E solo dopo dieci settimane questi sono tornati alla normalità, suggerendo che comunque i giocatori possono tornare ai loro livelli abituali».

Quanto a Italia Viva, occhio: Renzi dice di essere pronto ad appoggiare un candidato (ma non Berlusconi) o una candidata di centrodestra ma molti dei suoi 42 parlamentari potrebbero non seguirlo su questa strada. Così come sarebbero pronti a dare un segno la ventina (e forse di più) di seguaci di Giorgetti, nella Lega, che tifano Draghi e non Silvio. L’onorevole lupara, di qua e di là, sta spolverando il fucile. Si prevede sangue. . Al rientro, però, ha avuto delle complicazioni: ha accusato una leggera infiltrazione ai polmoni che non gli ha permesso immediatamente di tornare ad allenarsi.