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Quel brutto no ai ragazzi autistici

Quel brutto no ai ragazzi autistici

08/01/2020 01.15.00

Quel brutto no ai ragazzi autistici

La rubrica 'Tuttifrutti' di Gian Antonio Stella sul Corriere dell'8 gennaio 2020

Gian Antonio Stella | 07 gennaio 2020«Pecunia non olet». Ha detto proprio così, il direttore dell’hotel «Terme di Pompeo - Fontana Olente» di Ferentino, nei pressi di Frosinone, cercando di spiegare perché lui avrebbe accettato i dieci ragazzi autistici respinti con genitori, fratelli e amici per la notte di Capodanno. Peggio il rattoppo del buco

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«Pecunia non olet».Ha detto proprio così, il direttore dell’hotel «Terme di Pompeo - Fontana Olente» di Ferentino, nei pressi di Frosinone, cercando di spiegare perché lui, se non avesse voluto «garantire tranquillità e relax» agli altri suoi clienti avrebbe accettato i dieci ragazzi autistici respinti con genitori, fratelli e amici per la notte di Capodanno: i soldi non puzzano, ha spiegato a Clemente Pistilli sulle pagine romane di

Repubblica. «Pecunia non olet», appunto, come disse Vespasiano, dice la tradizione, tassando coloro che facevano la pipì negli orinatoi pubblici e privati. Quindi via libera, in altre occasioni, anche a quei disabili coi parenti annessi: in fondo «pagavano come gli altri...» Peggio il rattoppo del buco. Al punto che anche quei genitori che avevano deciso di non scatenare una battaglia sulla cancellazione della serata di Capodanno per una quarantina di ospiti, si sono sentiti non solo mortificati ma profondamente offesi. Ma come: un albergo che si vanta d’essere «ideale per una vacanza rilassante» dove assaporare «il calore della tua famiglia» tratta così le persone più fragili? headtopics.com

E chi gliel’ha data, «la certificazione del Marchio di Ospitalità Italiana di Qualità»?Può bastare chiedere ora scusa insistendo che «la notizia di un “rifiuto ad accogliere un gruppo di ragazzi autistici” non solo non è vera così per come è apparsa ma rattrista e addolora la dirigenza e i dipendenti»? C’è un dettaglio, anzi, al quale non è stata data la giusta rilevanza. Come ricordano, sconcertati, gli stessi vertici di Federalberghi, «l’articolo 187 del regolamento del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza impedisce al gestore di un pubblico esercizio di rifiutare le proprie prestazioni al cliente, salvo che non sussista un valido motivo. La regola vale per tutti i pubblici esercizi ufficiali, muniti di una vera licenza, e la sua violazione è punita con una sanzione da euro 516 a euro 3098». Domanda fastidiosa: può essere un valido motivo che «qui si fanno i botti e cosa ne so come reagiscono i ragazzi autistici»? E sarà solo una coincidenza se i proprietari dell’hotel si sono fatti avanti dicendosi «profondamente dispiaciuti» solo dopo che la Regione aveva manifestato l’idea di sospendere l’accredito della struttura «per violazione del principio di eguaglianza nell’accesso alle strutture accreditate al Servizio sanitario regionale»?

7 gennaio 2020, 20:16 - modifica il 7 gennaio 2020 | 20:17 Leggi di più: Corriere della Sera »

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La nuova elettorale e il profumo di un ritorno al 1946 - La StampaIl 2020 inizia con i soliti fermenti politici. Nuovi partiti, cambi di casacca e soprattutto trattative per una nuova legge elettorale, per sostituire l’attuale “Rosatellum”, che non piace a nessuno. Ora pare che ci sia un accordo Di Maio – Zingaretti per una legge proporzionale con soglia di sbarramento. La legge elettorale è da sempre il crocevia della nostra forma di governo. Perché non è semplicemente il modo per trasformare i voti in seggi. Visto che i diversi modelli elettorali possono incidere in maniera decisiva sulla formazione delle Camere: come tutti ricordiamo, nel 2006 la coalizione di Romano Prodi prese meno voti di quella guidata da Silvio Berlusconi, eppure ebbe più seggi in Parlamento, grazie al premio di maggioranza del c.d. Porcellum. In queste settimane, dopo le spinte del centro destra verso un sistema tutto maggioritario, ora sembra che si converga sul maggioritario. Siamo tornati al 1946? Anche dopo la caduta del fascismo, dovendo votare la Assemblea costituente prima ancora che le nuove camere ci fu un acceso dibattito sula legge elettorale che doveva sostituire la legge Acerbo. Anche lì si confrontavano partiti molto diversi che avevano molto timore di non prevalere. Democristiani, comunisti, socialisti, liberali e finanche i monarchici alla fine convennero sulla tipologia di legge che poteva garantire a tutti il numero di seggi il più possibile corrispondente al numero dei voti ottenuti da ciascuna formazione politica. Cioè il proporzionale semplice. Così si arrivo al decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946 n 74 che scelse la legge elettorale per la assemblea costituente. E venne confermato anche per le elezioni politiche del 1948. In fondo con il proporzionale semplice non si garantisce la governabilità , ma si assicura la più fedele rappresentanza delle forze in campo. E in questa fase di tre (o forse quattro) poli in campo, con grande fluidità di elettorato, forse siamo in una situazione molto simile a quella del 1946. Allora è

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